Giovedì, 25 Febbraio 2021
Torino

Italiaonline, incubo licenziamenti: azienda e lavoratori ancora distanti

Ancora incertezza sul futuro dei 400 esuberi: i sindacati ribadiscono il no al licenziamento e propongono soluzioni alternative. Il prossimo incontro è previsto per il 19 giugno

Manifestazione lavoratori Italiaonline in occasione partenza 19/ma tappa del Giro d'Italia (FOTO ANSA)

Resta ancora appeso ad un filo il destino dei 400 lavoratori di Italiaonline. Durante l'incontro avvenuto tra azienda, sindacati e istituzioni torinesi, gli assessori Alberto Sacco e Gianna Pentenero, non è stato raggiunto l'accordo tra lavoratori ed azienda. Mentre si discuteva la situazione lavorativa dei dipendenti, circa 300 lavoratori, provenienti da ogni parte d'Italia, si sono riuniti per manifestare davanti al ministero del Lavoro a Roma. 

L'azienda, dei 400 esuberi in questione, propone di risparmiarne 60 che sarebbero ricollocati in una nuova "digital factory" di Italiaonline con sede a Torino. Diversa la posizione dei sindacati che ribadiscono il no ai licenziamenti, suggerendo tutte le strade possibili per evitarli: dai contratti di solidarietà ai prepensionamenti. E' stata comunque avviato un percorso di confronto tra le parti che riprenderà il 19 giugno prossimo, con diversi incontri tra le parti, ai quali parteciperanno anche le istituzioni. 

ItaliaOnline, a rischio centinaia di posti di lavoro

“Non è chiaro come mai un’azienda che continua a macinare utili - ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL -, non riesca a trovare una soluzione per salvare i propri dipendenti che, ancora oggi, dopo l’ennesimo incontro vedono incerte le loro sorti occupazionali. Procediamo sulla strada delle trattative per trovare un accordo che tuteli i lavoratori. È necessario limitare gli esuberi che, a quanto pare, si vorrebbero convertire in cigs, senza alcuna prospettiva di riassunzione. Si riveda, dunque - ha concluso - il piano industriale volto a tutelare l’organico nel suo complesso. Basta giocare con il futuro dei lavoratori.”

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