Lunedì, 17 Maggio 2021

Kidiliz in crisi, in Italia a rischio 600 lavoratori

L'azienda specializzata in abbigliamento per bambini, proprietaria dei marchi Absorba, Catimini e Z, è entrata in una procedura di amministrazione controllata Nel nostro Paese ci sono 150 punti vendita e almeno 600 dipendenti: i sindacati hanno dichiarato lo stato d'agitazione

Un punto vendita Kidiliz

È allarme per circa 600 lavoratori italiani del gruppo Kidiliz Group, azienda attiva nel commercio di abbigliamento per bambini e proprietaria dei marchi Absorba, Catimini e Z. L'azienda in Francia è entrata in una procedura di amministrazione controllata, destino toccato anche alla filiale italiana. ''L'esito della procedura è incerto - denunciano in una nota unitaria i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - e ad oggi non ci sono informazioni chiare sul destino dell'azienda e dei dipendenti. In Italia questo significa che è in bilico il destino occupazionale di 600 persone distribuite su una rete di circa 150 negozi, sparsi in tutto il paese e principalmente a marchio 'Z'''

Crisi Kidiliz, a rischio 600 lavoratori

"Passando nel 2018 alla proprietà del gruppo cinese Semir, Kidiliz avrebbe dovuto avviare -continua la nota dei sindacati- una stagione di rilancio e invece dopo un rapido peggioramento, la situazione è precipitata nel giro di poche settimane. già ora la continuità operativa dell'azienda è in dubbio, mentre le lavoratrici si vedono sospesa parte delle retribuzioni e degli istituti contrattuali. Il prossimo 15 ottobre si concluderà la raccolta delle offerte di acquisto prevista dalla procedura francese ma non vi è alcuna garanzia che possano esserci investitori interessati al ramo italiano del gruppo anche perché non è stata data adeguata comunicazione di tale bando in Italia né tantomeno sono stati coinvolti i livelli istituzionali del nostro paese. agendo con maggior tempestività nella pubblicazione del bando di vendita ed eventualmente aprendo una procedura omologa anche in Italia, che ancora potrebbe essere aperta come "procedura secondaria", si sarebbe potuto raggiungere un ventaglio più ampio di possibili acquirenti", spiegano ancora i sindacati.

I sindacati proclamano lo stato d'agitazione

"Con la mancanza di informazioni e la gestione della procedura tutta svolta oltralpe, si rischia invece che un attore importante del settore sparisca nel silenzio generale lasciando a casa in Italia centinaia di lavoratrici e lavoratori, in un momento già drammatico per il commercio e per la nostra economia tutta. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno perciò indetto uno stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo in tutto il territorio nazionale, per portare all'attenzione delle istituzioni la pesante condizione in cui versano Kidiliz group Italy e i suoi dipendenti e sollecitarle ad attivarsi tempestivamente, prima che le conseguenze della procedura in corso si tramutino in licenziamenti collettivi", conclude la nota.

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