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Giovedì, 13 Giugno 2024
Lavoro

Più fringe benefit, ma non per tutti: chi riceverà più bonus in busta paga

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti anticipa alcune iniziative che il Governo vuole attuare. La novità potrebbe essere inserita nel prossimo decreto Lavoro. Prima del Consiglio dei ministri ci sarà l'incontro Meloni-sindacati

I lavoratori che hanno figli riceveranno più fringe benefit (beni e servizi erogati dal datore di lavoro ai dipendenti, ndr) dei colleghi senza prole. Lo ha anticipato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera.

Giorgetti ha annunciato che il governo "destinerà con un prossimo provvedimento di urgenza i margini di bilancio disponibili per finanziare, per l'anno in corso, un nuovo taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi e un innalzamento del limite dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti con figli". Due gli scopi: "incrementare i redditi reali delle famiglie" e al contempo "limitare la rincorsa salari-prezzi, che renderebbe la vampata inflazionistica causata dai prezzi energetici e alimentari più' sostenuta nel tempo, trasformandola in strutturale".  

La soglia di esenzione dei fringe benefit per il 2023 è 258,23 euro. Superata la franchigia, l'intero valore dei beni e dei servizi concessi ai dipendenti concorre a formare reddito da lavoro tassabile. Interventi normativi di natura emergenziale, per i soli anni 2020 e 2021, avevano raddoppiato tale limite portandolo a 516,46 euro. Adesso la soglia potrebbe essere raddoppiata nuovamente,  Il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, interpellato dai cronisti alla Camera, ha risposto con un laconico: "Vediamo".

La novità dei fringe benefit potrebbe essere inserita già nel decreto Lavoro che il governo dovrebbe nel Consiglio dei ministri del 1° maggio. Vertice preceduto, domenica 30 aprile, da un incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e i sindacati proprio "in merito ai provvedimenti in materia di fisco, lavoro e politiche sociali che poi arriveranno in Cdm.  

La maggioranza crolla alla Camera, Def respinto: salta il taglio del cuneo fiscale

Nulla però di certo. La maggioranza ha avuto un intoppo imprevisto: è andata sotto alla Camera dei deputati per la prima volta dall'inizio della legislatura. L'aula ha respinto la risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio, previsto nel Def, il Documento di economia e finanza. Il voto, inatteso, blocca proprio il Dl Lavoro che il governo aveva intenzione di presentare in Consiglio dei ministri. Il decreto si basa sulle risorse ricavate in deficit dal Documento di economia e finanza (pari a circa 3,4 miliardi), ora impantanato in Parlamento, per destinarle a un ulteriore taglio del cuneo, oltre all'innalzamento del tetto di esenzione dei fringe benefit. Si deve quindi attendere cosa accadrà in aula per capire se, in che forma e in che tempi il decreto Lavoro prenderà corpo.

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