Quando il lavoro è un miraggio: a un anno dal diploma a spasso due giovani su tre

Secondo il Rapporto 2019 di AlmaDiploma soltanto il 35,5% dei diplomati ha trovato un'occupazione un anno dopo la Maturità. Anche a tre anni dal conseguimento del titolo la situazione rimane difficile: alcuni si 'pentono' dell'università, mentre gli stipendi medi sono spesso 'da fame'

Foto di repertorio

Il conseguimento del diploma di Maturità rappresenta per tutti gli studenti uno spartiacque tra la vita spensierata tra i banchi di scuola e quella più seria e piena di responsabilità che li attende una volta superato lo scoglio dell'esame di Stato. Infatti, tra chi sceglie la strada dell'università, chi si lancia subito nel mondo del lavoro e chi si barcamena per portare avanti entrambe, la vita post scuola è sicuramente più impegnativa. In un periodo come quello che sta vivendo l'Italia in questo momento, con la disoccupazione giovanile alle stelle, il primo pensiero che hanno molti diplomati è quello di immettersi subito nel mercato del lavoro, ma è proprio qui che i giovani si trovano davanti un 'muro' non proprio semplice da sormontare: trovare un'occupazione. 

Allora la domanda sorge spontanea, quanti sono gli studenti che trovano lavoro dopo il diploma? Il Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e presentato a Firenze, ha cercato di rispondere a questa e ad altre domande. 

Scuola, quanti studenti lavorano ad un anno dal diploma

Secondo lo studio, ad un anno dal conseguimento del diploma di scuola superiore, escludendo quanti sono impegnati in attività formative retribuite, soltanto il 35,5% dei diplomati nel 2017 è riuscito nell'ardita missione di trovare un'occupazione.  Praticamente, poco più di uno su tre. Di questi, 19,8% ha preferito inserirsi dedicarsi unicamente al lavoro, mentre il restante 15,7% ha scelto di frequentare l'università durante l'impiego. La restante fetta è rappresentata dagli studenti universitari, che rappresentano oltre il 50% del totale, da chi è in cerca di lavoro ma non lo ha trovato e da chi invece non sta facendo né l'una e né l'altra. Esistono però delle scuole in cui la percentuale di diplomati che trovano lavoro è maggiore: si tratta, come era facile immaginare, degli istituti professionali e tecnici. Nel primo caso, tra i diplomati del 2017, ben il 52% ha trovato un lavoro nell'arco dei 365 giorni successivi alla Maturità, mentre nel secondo la percentuale è leggermente minore, 43,8% ma comunque di gran lunga superiore a quella dei liceali, di cui soltanto il 26,8%, circa uno su quattro, ha trovato un'occupazione. 

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Scuola, quanti studenti lavorano a tre anni dal diploma

Certo, c'è da dire che un anno, soprattutto dopo il diploma, non è poi un lasso di tempo così lungo. Tra la plausibile indecisione sulla strada da intraprendere, chi sceglie il celeberrimo 'anno sabbatico' e le evidenti difficoltà nell'essere assunti, c'è chi potrebbe considerare 'normali' i dati relativi ai diplomati del 2017. Purtroppo però, aumentando la distanza temporale dal conseguimento del diploma, la condizione non migliora poi di molto. Il Rapporto di AlmaDiploma e AlmaLaurea ha analizzato anche la situazione occupazionale dei diplomati dell'anno 2015, con la quota dei giovani che hanno trovato un lavoro nei tre anni successivi alla Maturità che sono il 45%. Più della metà di questi, il 24,6%, si dedica soltanto all'attività lavorativa, mentre il restante 20,4% si divide tra studio e lavoro. Anche per i diplomati del 2015, la percentuale di chi trova lavoro sale molto quando si tratta di istituti professionali (67%) e tecnici (57,4%). Dura, anzi durissima la vita dei liceali, di cui soltanto il 34,6% è riuscito a trovare un lavoro a tre anni dal conseguimento del titolo di studio di scuola superiore.

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Lavoro post diploma: le retribuzioni medie

Se la vita di un giovane che fa fatica a trovare un lavoro non è il massimo, anche gli 'occupati' hanno i loro problemi, dovendo spesso avere a che fare con retribuzioni sotto la media. Ad un anno dal diploma lo stipendio medio è di 736 euro netti mensili. Busta paga media che si alza a 920 euro per i professionali e a 896 euro per i tecnici, mentre per i liceali la retribuzione media scende a 499 euro netti mensili. Stipendi 'da fame', verrebbe da pensare, ma si tratta comunque di dati da prendere con le pinze, perché influenzati dalla diffusione di attività lavorative part-time, che in molti casi vengono preferite dagli studenti universitari così da avere tempo anche per gli studi. 

Rapporto 2019 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati: lo studio completo

Secondo i dati sui diplomati che invece si dedicano a tempo pieno al lavoro, lo stipendio medio ad un anno dall'esame di Stato è di 1.114 euro mensili netti, che variano nel seguente modo in base alla scuola di provenienza: 1.136 euro per i tecnici, 1.096 euro per i professionali e 1.044 euro per i liceali.

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E a tre anni dal diploma? Prendendo in considerazione i diplomati del 2015 la situazione è leggermene migliore, ma non certo rosea. La retribuzione media è di 811 euro, circa il 24,2% in più rispetto a quando furono intervistati ad un anno, quindi nel 2016, quando la paga media era di 653 euro. Le retribuzioni più elevate sono percepite, ancora una volta, dai diplomati tecnici (1.028) e professionali (966 euro), mentre è decisamente inferiore alla media quella dei liceali (545 euro). Tornando ancora a considerare i lavoratori a tempo pieno, lo stipendio medio è di 1.216 euro, ma con forti differenze per tipo di diploma: si va dai 1.239 euro mensili dei tecnici, ai 1.189 dei liceali, fino ai 1.164 euro per i professionali. Comunque minori della già non elevatissima media nazionale.

Il 'pentimento' per la scelta universitaria

C'è poi anche chi, ad un anno dal diploma, si è pentito di aver scelto l'università. Si tratta del 14,8%, di cui il 6,3% ha deciso di abbandonare l'università fin dal primo anno, mentre un ulteriore 8,5% è attualmente iscritto all'università ma ha già cambiato ateneo o corso di laurea. Gli abbandoni coinvolgono il 3,7% dei liceali, l'11,0% dei tecnici e il 22,2% dei diplomati professionali. I cambi di ateneo o corso di laurea riguardano il 9,4% dei liceali, l'8,4% dei professionali e il 6,2% dei tecnici. Le cose non migliorano a tre anni: sale al 19,8% la quota di diplomati insoddisfatti della propria scelta universitaria. In particolare, il 6,9% di coloro che dopo il diploma si era iscritto all'università ha abbandonato gli studi universitari, quota quest'ultima che aumenta considerevolmente per i diplomati professionali (20,6%) e degli istituti tecnici (13,4%), e diminuisce al 3,7% per i liceali. A questi va aggiunto un altro 12,9% rappresentato da cui risulta ancora iscritto all'università ma ha cambiato corso di laurea o ateneo.

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Secondo il Rapporto di AlmaDiploma, il motivo principale che spinge uno studente a cambiare indirizzo è da ricercare nell'insoddisfazione rispetto alle aspettative iniziali e alle discipline da studiare: il 44,9% dichiara che quelle impartite fino a quel momento non sono risultate interessanti, mentre un ulteriore 5,3% ha trovato il corso troppo difficile. Il 10,7%, invece, si dichiara insoddisfatto dell'ateneo a cui era iscritto. C'è poi un 10,7% che ha cambiato per accedere ad un corso che gli era stato precluso in precedenza, oltre a chi ha scelto un diverso ateneo per motivi personali o altro. 

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