Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

Lavoratori italiani all'estero: come evitare la doppia tassazione

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida per spiegare come, dove e in che modo i contribuenti residenti in Italia debbano pagare le imposte sui redditi prodotti in un Paese estero

Pagare le tasse nel proprio Paese è già un onere che pesa su tutti i lavoratori che operano in Italia. Ma con la carenza di impiego nello Stivale e il conseguente aumento di italiani in 'fuga' all'estero, nascono alcuni problemi di carattere fiscale come il rischio di dover pagare le tasse due volte, sia in Italia che nel Paese in cui si sta svolgendo l'attività lavorativa. 

Proprio per scongiurare questa evenienza e fare chiarezza sulle imposte da pagare all'estero e sull'iscrizione all'Aire (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida curata dall’ufficio Comunicazione delle Entrate e consultabile sul sito istituzionale. La brochure illustra i punti chiave per rendere chiare quali sono le regole fiscali per chi lavora all'estero ma ha ancora la residenza in Italia. 

I lavoratori all'estero

Gli aspetti da considerare quando si parla di cittadini italiani che lavorano fuori dal confine sono molteplici e variano in base alla situazione. Esistono infatti alcuni Paesi con cui l'Italia ha già stipulato dei patti o delle Convenzioni per evitare la doppia tassazione, ma il concetto base per capire dove un cittadino è tenuto a pagare le imposte è quello della residenza fiscale.

Secondo il “principio della tassazione mondiale” (World Wide Taxation Principle), applicato anche dalla legge italiana, un cittadino è tenuto a pagare in Italia le imposte sui redditi prodotti all'estero, con le tasse pagate nel Paese in cui si lavora che possono essere comunque detratte da quelle pagate in Italia. Secondo la regola generale, i cittadini residenti nel nostro Paese ma che non sono iscritti all'Aire, 

Residenza fiscale e Aire

Come indicato dall'articolo 2 del Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) possono essere considerati fiscalmente residente in Italia le persone che hanno domicilio o residenza in Italia, quelle che si sono trasferiti in Paesi a fiscalità privilegiata e chi, per almeno 183 giorni l'anno, è iscritto alle Anagrafi comunali della popolazione residente in Italia

L'iscrizione all'Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero deve scattare entro 90 giorni dal trasferimento dall'Italia ad un altro Paese. Dopo l'iscrizione si viene cancellati dall'Anagrafe italiana e si ha a tutti gli effetti il cambio di residenza. La permanenza nel Paese estero deve essere superiore ai 12 mesi. Regole e procedure per l'iscrizione all'Aire sono specificate sul sito del Ministero degli Esteri.

Evitare la doppia tassazione

Per evitare ai propri cittadini di dover pagare le tasse sia in Italia che nel Paese in cui si lavora, il governo italiano ha stipulato diverse Convenzioni internazionali che riconoscono il credito d'imposta per le tasse pagate all'estero, nel momento in cui nella dichiarazione dei redditi vangano dichiarati anche tali introiti. Questi accordi, oltre che per evitare la doppia tassazione, servono anche per prevenire l'evasione fiscale. Le Convenzioni non prevedono che sia un unico Stato a ricevere il pagamento delle imposte, per questo motivo è necessario dichiarare anche in Italia i redditi percepiti all'estero.

Dopo la dichiarazione dei redditi entra in gioco l'articolo 165 del Tuir, che evita la doppia imposizione. Grazie a questa norma le tasse pagate all'estero vengono detratte dall'imposta netta. Sul sito del Dipartimento delle Finanze è possibile consultare la tabella con tutte le Convenzioni stipulate dall'Italia.

Come mettersi in regola

Cosa possono fare i cittadini italiani non iscritti all'Aire e che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia?
Secondo l'articolo 165 del Tuir perdono il diritto di usufruire della detrazione, ma per scongiurare questa eventualità è stata introdotta di recente la procedura della “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure). Questa particolare procedura permette anche di mettere in regola eventuali altre violazioni negli obblighi dichiarativi, potendo usufruire di alcuni 'sconti' nelle sanzioni. Tutte le informazioni per avere accesso alla voluntary disclosure sono disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate

Nel caso in cui il contribuente abbia fatto la dichiarazione dei redditi senza includere i guadagni prodotti all'estero, per evitare di perdere il diritto di detrazione, può presentare una dichiarazione integrativa. 

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