Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia Italia

In Italia record del lavoro a tempo: "I governi tutelino precari salvaguardando la flessibilità"

La precarietà e il part-time frenano l'aumento dei salari pur in un contesto di crescita occupazionale. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale, in uno dei capitoli analitici del World Economic Outlook. "L'economia globale va meglio"

La crescita dei salari in molte economie avanzate “è decisamente al di sotto” dei livelli pre-recessione, anche a causa delle debolezze nel mercato del lavoro, delle aspettative sull’inflazione e dei trend di crescita della produttività, mentre l’automazione del lavoro sembra avere un ruolo minore. E’quanto si legge nei capitoli analitici del World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, pubblicati in vista delle riunioni annuali dell’istituto a Washington.

In Italia crescita record lavoro part-time e a tempo 

I contratti di lavoro part-time involontari e a tempo determinato sono cresciuti in modo esponenziale in Italia, mostrando nel 2016 aumenti record tra le economie avanzate, rispetto ai livelli pre-crisi, ovvero alla media degli anni dal 2000-2007. Lo sottolinea il Fondo monetario internazionale in uno dei capitoli analitici che anticipano il World Economic Outlook, indicando come nonostante il miglioramento dei livelli occupazionali, le retribuzioni orarie in Italia abbiano subito una contrazione delle crescita di circa il 3% nel 2016 rispetto ai valori medi del 2000-2007. 

“Sebbene l’occupazione part-time involontaria possa avere contribuito a dare sostegno alla partecipazione della forza lavoro”, sembra avere indebolito la crescita dei salari, ha spiegato il Fondo, secondo cui “una crescita limitata dei salari è stata riscontrata anche laddove sono aumentati i contratti di lavoro a tempo determinato e dove le ore di lavoro sono diminuite”.

“Malgrado politiche monetarie accomodanti possano aiutare a sostenere la domanda e ad abbassare i tassi di disoccupazione, la crescita dei salari potrebbe continuare a restare contenuta fino a quando l’occupazione part-time involontaria calerà o il trend della crescita della produttività accelererà”, sottolinea il Fmi, secondo cui anche “i tassi dell’inflazione resteranno bassi a meno che la crescita dei salari acceleri in modo sostenuto, oltre quella della produttività”.

Per questo, capire le reali debolezze del mercato del lavoro al di là del tasso di disoccupazione “sarà importante nel determinare il ritmo appropriato dell’uscita delle banche centrali dalle politiche monetarie accomodanti”.

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