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Domenica, 23 Gennaio 2022
Lavoro

10 esperienze da fare almeno una volta nella propria vita lavorativa

Formazione, stress, licenziamento, organizzazione: ecco 10 esperienze da fare almeno una volta

Terminare gli studi e inserirsi all’interno del mondo del lavoro è una tappa fondamentale della vita di ognuno di noi. Scegliere la carriera da intraprendere e iniziare a svolgere le prime esperienze lavorative è uno step di vitale importanza. E’ proprio in questo periodo, infatti, che si iniziano a mettere le basi sul proprio futuro. Alcune opportunità di lavoro, infatti, serviranno a farci capire ciò che faremo da grandi. Altre, invece, ci permetteranno di identificare ciò che non ci piace e da cui è meglio tenersi ben alla larga. Come accade in tutte le cose, quindi, ogni esperienza è utile per crescere, sia personalmente che sotto un punto di vista professionale. Senza di essa è difficile avere un’idea delle proprie aspettative ed ambizioni. E, addirittura, diventa impossibile fissarsi degli obiettivi di vita per il proprio futuro. Ma quali sono le 10 esperienze lavorative che bisognerebbe fare almeno una volta nella vita? Ecco gli step indispensabili per la propria carriera, che aiutano a crescere.

Formazione costante

I nostri nonni lo dicevano sempre: “Non si ha mai finito di imparare”. E questa frase dovrebbe essere vista come un vero e proprio mantra da seguire sempre. Anche se si sono terminati gli studi già diverso tempo. Non frequentare più la scuola o dei corsi di formazione, infatti, non deve essere una scusa per smettere di apprendere. Qualsiasi professione richiede una buona dose di aggiornamenti. In alcuni casi si richiede che vengano effettuati più di frequente, mentre in altri possono essere fatti più di rado. Rimane, pur tuttavia la costante secondo cui nessun mestiere rimane lo stesso da svolgere con le medesime azioni per tutta la vita.

Ambire al meglio

Migliorarsi è un obiettivo che non dovrebbe sempre essere messo in primo piano nella propria vita personale. E questo vale ancora di più per quel che riguarda la carriera. Per avere successo, infatti, è indispensabile avere come obiettivo la costante crescita, utile a raggiungere dei livelli di conoscenza tali da permetterci di essere riconosciuti come dei veri e propri esperti del settore. Se nei primi anni post studi ci si dovrebbe focalizzare sull’approfondimento delle proprie conoscenze di cultura generale, con il trascorrere del tempo sarebbe più opportuno mettere un focus su quella che è la propria esperienza lavorativa. E, quindi, approfondire il più possibile ogni minimo aspetto della propria professione, con il preciso scopo di diventare degli esperti di settore.

Riuscire a gestire lo stress

Lo stress è un elemento con cui bisogna fare i conti ogni singolo giorno. Che sia a casa o al lavoro, gli impegni quotidiani devono essere sempre affrontati con il massimo della serenità e tranquillità. Altrimenti si rischia di venire assorbiti da un vortice di nervosismo, tensione e ansie varie che, di certo, non aiutano a migliorare la nostra vita. Uno degli obiettivi che ci si dovrebbe imporre, quindi, è quello di imparare a gestire con calma e lucidità ogni tipologia di imprevisto. Di qualsiasi entità esso sia. E, ovviamente, anche di acquisire delle ottime doti di problem solving che possono aiutare a risolvere anche le problematiche più complesse in pochissimo tempo.

Fare conoscenze strategiche

Al giorno d’oggi fare rete è diventato un requisito fondamentale per la ricerca di un impiego. Ma anche per chi ha come obiettivo l’approfondimento del proprio livello di competenze, o anche per aumentare le proprie opportunità di carriera. Nel proprio settore di competenza, infatti, ci sono sicuramente delle personalità o dei mentori da cui prendere spunto per una crescita professionale continua. La cosa migliore da fare, in questi casi, è quella di individuarli e di cercare di entrare in contatto con loro.

Non sottovalutare il volontariato

Accade molto spesso che il volontariato venga visto come un’attività paragonabile ad una sorta di perdita di tempo in quanto, a fronte delle molte ore di impegno, non si percepisce uno stipendio. Ma non c’è niente di più sbagliato. Dedicarsi agli altri in modo del tutto gratuito, infatti, permette di essere remunerati in altri modi. Come, ad esempio, dalla conoscenza di nuove competenze usufruibili in campo lavorativo. Trascorrere del tempo come volontario al canile comunale, ad esempio, può aiutare le proprie abilità di multitasking e gestione delle risorse. Da non dimenticare, inoltre, che queste attività possono aiutare a fare delle conoscenze utili per la ricerca di un impiego. Ma anche a capire quale sia la professione che più ci piace. Oltre, ovviamente, a farci guadagnare una buona dose di karma positivo.

Imparare a organizzarsi

La gestione dei propri impegni è fondamentale. Sia nel lavoro che nella vita privata. Se non si riescono ad incastrare alla perfezione le commissioni da svolgere con il tempo a disposizione, infatti, si rischia di rimanere perennemente indietro. E, di conseguenza, di aumentare inutilmente le situazioni di ansia e stress. Uno degli obiettivi da porsi, quindi, è quello di imparare a creare quotidianamente una lista di priorità da seguire diligentemente. In questo modo la mole di impegni verrà sfoltita nell’arco di qualche giorno e senza eccessiva fatica.

Licenziarsi da un lavoro che non piace

Quando si affronta il mondo del lavoro, bisogna partire dal presupposto che “Nessuno è nato imparato”. Una professione, quindi, potrebbe dare l’impressione, sulla carta, di essere quella perfetta per noi. Ma, una volta che ci si ritrova a svolgerla nella pratica, le aspettative vengono clamorosamente deluse. Cosa fare in questo caso? Una volta che si individua che il proprio impiego non piace, è giusto licenziarsi e trovarne un altro che sia più incline alle proprie ambizioni e ai propri gusti. E questo step non deve mai essere visto come un fallimento personale. Ma, piuttosto, come uno percorso necessario per farci capire quale sia la strada professionale che vogliamo percorrere. E quale sia quella che vogliamo abbandonare.

Essere licenziato

Rimanere a casa dal lavoro non è mai una bella sensazione. Soprattutto se la decisione non è venuta da una nostra scelta, bensì da quella del proprio datore di lavoro. La cosa importante, comunque, è quella di non farsi sopraffare dalla depressione. Ma, piuttosto, di cogliere l’occasione per meditare su quali siano i prossimi step lavorativi da affrontare e su quali siano le proprie ambizioni.

Contattare il proprio mentore

Ognuno di noi ha un mentore da prendere come punto di riferimento per migliorarsi nella vita personale o professionale. Questa personalità ha un ascendente del tutto positivo nella nostra quotidianità e ci permette di metterci sempre in discussione e di ambire a livelli sempre più alti. Tra le 10 esperienze lavorative da fare almeno una volta nella vita, c’è sicuramente quella di mettersi in contatto con il proprio idolo per avere consigli sulla propria professione. Lascia da parte la timidezza, quindi, e prepara una bella mail. E vedrai che soddisfazione ricevere la risposta.

Tenere nota dei propri risultati

L’essere umano è pieno di sogni e ambizioni. E, di solito,non appena riesce a raggiungere degli obiettivi che si era prefissato, inizia subito a pensare a quale sia il passo successivo. Eppure, questa pratica, può risultare controproducente in alcuni casi. Soprattutto se non si prende l’abitudine di tenere nota dei risultati raggiunti. Sarebbe buona norma, infatti, prendere un diario dove prendere appunti su quelli che sono i propri obiettivi. E depennarli dalla check list non appena si riescono a raggiungere. In questo modo, a distanza di tempo, potrai guardare indietro e vedere che enormi passi avanti hai intrapreso in così poco tempo. Vedrai che soddisfazione ripercorrere le tappe più importanti degli ultimi mesi.

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