Sabato, 27 Febbraio 2021

Colloquio di lavoro: ecco gli errori da evitare

Una leggerezza di troppo o una mancanza di attenzione possono mandare tutto in fumo. Tieni a bada lo stress e cerca di distinguerti dagli altri

Secondo gli esperti, il colloquio di lavoro può essere considerato alla stregua di un primo appuntamento durante il quale le due parti si annusano per capire se sono fatte l’una per l’altra. E’ un’immagine che può aiutare a comprendere facilmente quanto sia importante non commettere errori grossolani come arrivare in ritardo o presentarsi trasandati e di cattivo umore. C’è chi fa pratica con un amico, chi si prepara davanti allo specchio (cercando di organizzare un discorso convincente) e chi si affida alle preghiere della mamma e della nonna, ma lo diciamo da subito: ogni colloquio di lavoro è un unicum, fatto di variabili che sfuggono ad ogni forma di preveggenza. Molto dipende dal selezionatore che ti farà le domande e dalla tua capacità di interagire e comunicare con lui. Se ambisci a dare seguito al primo appuntamento, preparati come si deve ad affrontare la prova perché in palio c’è un fidanzamento che potrebbe cambiarti la vita.

4 errori da evitare durante il colloquio di lavoro

Inutile dilungarci sugli avvertimenti che riguardano l’esteriorità: presentati in maniera consona, con un abito pulito e stirato, e fai attenzione a quello che comunichi con gli occhi e le mani perché sfuggire allo sguardo del selezionatore o gesticolare ossessivamente non deporranno certo a tuo vantaggio. Stringi la sua mano in maniera decisa ed entra nella stanza con un sorriso, siediti mantenendo una buona postura e aspetta che sia lui a fare la prima mossa. Non farti vincere dall’emozione e concentrati sulla persona che hai di fronte, che deve verificare se sei un candidato meritevole di considerazione. Se lo aiuterai a capirlo, fornendogli le risposte che cerca, le cose non potranno che procedere fluidamente. A meno che tu non commetta uno di questi irreparabili errori:

Non essere banale

C’è una grande differenza tra chi impara la lezione a memoria e chi si impegna a personalizzarla. Vale anche al colloquio di lavoro dove puoi unirti alla schiera di candidati che pronunciano frasi trite e ritrite (che annoiano mortalmente i selezionatori) o proporti come una persona unica, intenzionata a far emergere il suo potenziale. Se è vero che il colloquio di lavoro è un incontro formale nel corso del quale è consentito muoversi entro perimetri ben definiti, è altrettanto vero che dentro quei confini, puoi cercare di distinguerti dagli altri. Non recitare il copione come un automa, ma prova a conquistare l’interesse del tuo interlocutore e di lasciare il segno. Nessuno pretende da te acrobazie o effetti pirotecnici: non devi intrattenere il selezionatore (a meno che non sia alla ricerca del nuovo David Copperfield), ma dimostrargli che hai una marcia in più e che puoi parlare di lavoro, sogni, progetti ed ambizioni in modo coinvolgente e originale.

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Non prenderti troppa confidenza

Supponiamo che tu debba affrontare il colloquio di lavoro con un selezionatore che ha la tua stessa età. Come devi comportarti? La tentazione di dargli del tu e di approcciarti in maniera informale può essere forte, ma ricordati che in circostanze come questa, esiste un codice comportamentale che non può essere disatteso. E che prevede che, per esempio, al reclutatore si dia sempre del lei. Sei lì per guadagnarti il posto, non per socializzare con un coetaneo con cui potresti parlare di calcio o di politica. Tieni sempre ben fisso in mente l’obiettivo che devi perseguire ed evita di scivolare in incontinenze o leggerezze che potrebbero costarti care. Non prenderti alcuna confidenza, a meno che non sia il selezionatore ad approntare la chiacchierata in chiave più amichevole, e stai sempre al tuo posto. Soprattutto se a rivolgerti le domande che potrebbero procurarti l’assunzione è una giovane donna dall’aspetto gradevole. Non ammiccare e non formulare alcun apprezzamento: la tua intraprendenza risulterebbe quanto meno fuori luogo e potrebbe inficiare tutto. Flirtare o fraternizzare con l’addetto alla selezione del personale è uno degli errori più grossolani che si possano commettere.

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Non scendere sul personale

Proporti ad uno sconosciuto che passa ai raggi x ogni tuo gesto e ogni tua parola può farti agitare parecchio. Specie se sei fuori dal giro da un po’ di tempo e senti di aver perso smalto e prontezza di riflessi. In situazioni di stress come questa, potrebbe capitare di perdere un po’ di lucidità e di lasciarsi scappare qualche informazione sensibile di troppo. Supponiamo che tu ti sia licenziato dal precedente lavoro perché hai dovuto assistere un parente malato o perché la fine di una relazione importante ti ha causato un esaurimento nervoso. Non serve raccontare tutto al selezionatore che ti chiederà perché non hai lavorato per un determinato periodo di tempo. Limitati a rispondere che hai avuto dei problemi personali che ti hanno impedito di dedicarti pienamente alla tua professione e affrettati ad aggiungere che hai risolto ogni cosa e che sei pronto a ritornare in pista più carico e motivato di prima. Non pensare neanche per un istante di intenerire il reclutatore con la tua storia strappalacrime (non sei nel salotto televisivo di Barbara D’Urso) ed evita di sbottonarti eccessivamente. Devi conquistarti il suo interesse, non la sua commiserazione.

Non restare focalizzato su te stesso

Il colloquio di lavoro non è un monologo e tu non sei “la prima donna” che deve strappare l’applauso al pubblico presente in sala. Ha buone possibilità di farcela, chi riesce a interagire in maniera dinamica col selezionatore, che non deve essere considerato una “spalla”, ma un co-protagonista da valorizzare. Non restare focalizzato su te stesso o passerai per l’ennesimo candidato borioso che muore dalla voglia di inanellare i successi centrati e le competenze acquisite. Mettiti in ascolto dell’altro e cerca di rispondere in maniera asciutta e puntuale. Non pensare a quello che è più conveniente dire (anche perché potresti fare male i tuoi calcoli), ma rispondi con sincerità, accertandoti di aver capito fino in fondo quello che ti è stato chiesto. Perché, come lamentano molti addetti ai lavori, la maggior parte dei candidati non ascolta per capire, ma solo per rispondere. E’ una manifesta mancanza di attenzione che potrebbe indispettire il selezionatore. Ascolta attentamente le sue parole e procedi al suo fianco, prendere delle scorciatoie non ti farà arrivare alla meta.

“L’errore ci dona l’opportunità di iniziare a diventare più intelligenti”, diceva Henry Ford. Non avere paura di commetterli, ma impara a non replicarli all’infinito. Specie quando ti prepari ad affrontare un colloquio di lavoro che può riservarti cambiamenti importanti e duraturi esattamente come un corteggiamento andato a buon fine.  

In collaborazione con BiancoLavoro

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