Sabato, 15 Maggio 2021

Come Conte vuole cambiare il reddito di cittadinanza

Il modello di riforma prevede quindi una stretta su chi rifiuta il lavoro e un'app che metta in connessione chi cerca e chi offre lavoro, allo scopo di rendere impossibile dire di no a una proposta e mantenere il sussidio 

Giuseppe Conte vuole cambiare il reddito di cittadinanza. E vuole una soluzione che sia operativa entro sei mesi, visto che così com'è la norma varata dal suo governo quando il partner era la Lega "o rischia di essere una misura assistenziale senza progettualità", come del resto molti facevano notare quando la legge venne varata. 

Come Conte vuole cambiare il reddito di cittadinanza

Nel frattempo quindi deve essersene accorto anche il presidente del Consiglio. E mentre siamo all'antivigilia della data del 30 settembre, quando arriverà lo stop per metà dei beneficiari, il Corriere della Sera scrive che al termine di tre riunioni riservate avute negli ultimi giorni con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, con il ministro dell’Innovazione digitale Paola Pisano e con il presidente dell’Anpal (l’Agenzia nazionale delle politiche attive sul lavoro), Domenico Parisi, il premier  ha preso in mano il dossier sul reddito di cittadinanza e le politiche attive sul lavoro (incontro fra domanda e offerta di impiego, fra aziende e disoccupati), ha chiesto alla Catalfo e a Parisi di collaborare invece di litigare e ha stigmatizzato che a distanza di un anno e mezzo dall’introduzione del reddito non esista traccia di un sistema unico e nazionale informatico che dovrebbe aiutare i disoccupati a trovare un lavoro e le aziende a trovare le persone che lo cercano:

Conte ha chiesto alla ministra Pisano di istituire immediatamente una task force che si occupi di progettare e rendere operativa una struttura informatica che metta insieme, in modo che comunichino fra loro, 20 sistemi regionali diversi, con regole diverse che oggi i navigator sono chiamati e rispettare, e che sfoci in un secondo tempo in app nazionale, in un sistema operativo in grado di funzionare con efficacia e di rendere più difficile, quasi impossibile, rifiutare il lavoro e mantenere il reddito.

Entro sei mesi il presidente del Consiglio non vuole una risposta ma un sistema che funzioni, anche introducendo incentivi per le imprese, che dovranno iscriversi al sistema stesso. 

Il rischio sommossa per lo stop al reddito di cittadinanza in Sicilia

Cosa succede al reddito di cittadinanza

Il modello di riforma proposto da Giuseppe Conte prevede quindi una stretta su chi rifiuta il lavoro e un'app che metta in connessione chi cerca e chi offre lavoro, allo scopo di rendere impossibile dire di no a una proposta e mantenere il sussidio. D'altro canto la cronaca riporta continuamente le vicende di chi preferisce il reddito al lavoro o vuole impegnarsi in nero mantenendo il sussidio.

In un'intervista rilasciata al quotidiano la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova dice che il problema è che il reddito di cittadinanza non raggiunge nessuno degli obiettivi per il quale, almeno a parole, era stato approvato: "Si è sempre detto che non è una misura assistenziale, giusto? Hanno sempre detto che era funzionale per la ricerca di un lavoro, giusto? Sul primo punto, non c’è stata la possibilità di controllare che effettivamente i percettori del reddito accettassero o meno i lavori che eventualmente gli venivano offerti. Non c’è alcun tipo di controllo. Ma veniamo al punto delicato, quello del cercare il lavoro a chi non ce l’ha: chi monitora la domanda e l’offerta di lavoro, consentendo quindi di capire di quale tipo di lavoratori hanno bisogno le imprese? Nessuno. Quindi ci troviamo nella condizione non più tollerabile, soprattutto se guardiamo al tasso di disoccupazione delle giovani generazioni, di ragazzi che cercano lavoro e di imprese che non trovano lavoratori".

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