Lunedì, 1 Marzo 2021

Quanto pesa la laurea nella ricerca di un lavoro

Dire "laurearsi non serve" non è del tutto vero: nonostante non garantisca un immediato inserimento nel mondo del lavoro, la laurea rimane un traguardo importante dal punto di vista personale e professionale

Foto di repertorio Ansa

Il diploma di laurea serve a trovare un lavoro? Quanto incide questo documento nella ricerca di una valida occupazione professionale? Ecco perché studiare è importante sia da un punto di vista personale che professionale. 

Studiare serve a trovare lavoro?

Istintivamente verrebbe da rispondere di sì a questa domanda. Tuttavia, bisogna considerare che i tempi sono cambiati e che il mercato del lavoro e le dinamiche che lo regolano sono mutate nel corso del tempo. Sicuramente negli anni '60-'70 la laurea era una garanzia di lavoro. Infatti, chi riusciva ad ottenere questo importante documento, in poco tempo riusciva ad entrare nel mondo del lavoro senza riscontrare grossi e particolari problemi. L’accesso nel mondo professionale era quasi immediato in quanto dopo la laurea si veniva contattati dalle aziende e si otteneva il posto fisso. Oggi la situazione è diversa, in quanto studiare non sempre è garanzia di lavoro. Sicuramente iscriversi all’università e conseguire il diploma di laurea è un traguardo personale molto significativo, che ti fa crescere e ti rende competitivo, ma non ti garantisce un lavoro nell’immediato, come succedeva anni fa. Oggi il numero dei laureati è aumentato notevolmente, tanto che il mondo del lavoro non riesce ed assorbire tutti i laureati.

L’esperienza ed il lavoro

Se da una parte la laurea non garantisce più un lavoro sicuro e nell’immediato, dall’altra bisogna considerare l’importanza che gioca l’esperienza. Oggi le  aziende guardano con maggiore interesse i giovani che oltre ad aver studiato hanno anche fatto esperienza sul campo. Tanto per fare un esempio, un datore di lavoro preferisce assumere un laureato con un voto basso, che conosce le lingue ed ha vissuto all’estero rispetto ad un laureato con il massimo dei voti ma zero esperienza. Studiare e sviluppare competenze vuol dire non solo crescere dal punto di vista personale ma anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro. Bisogna investire su se stessi cercando di mutare i punti deboli in punti di forza. 

Laurea sì o laurea no?

La laurea, anche se oggi non sempre garantisce un lavoro sicuro ed attinente a quello che si è appreso, non è un documento da sminuire. Dire: “laurearsi non serve a niente” non è del tutto corretto. Sicuramente studiare accresce il personale bagaglio culturale, ti fornisce delle conoscenze che ti saranno utili nella vita. L’università oggi non basta più, dunque quello che puoi fare è concentrare le tue energie anche su altro. Ad esempio, la conoscenza approfondita delle lingue straniere è molto importante per affermarsi professionalmente. Esperienze di vita all’estero possono formarti e darti quelle competenze in più che poi potresti sfruttare nel mondo del lavoro. I punti di forza di ognuno devono essere valorizzati ed evidenziati. 

Avere le idee chiare su cosa fare da grandi

Gli studi universitari possono esserti utili per inserirti nel mondo del lavoro se hai le idee chiare su cosa ti piacerebbe fare. Ad esempio, una persona che è sicura di voler fare il medico, si iscriverà alla Facoltà di Medicina e questa gli consentirà di avviarsi nel settore scelto. Avere le idee chiare sul tipo di professione preferita, ti consente di scegliere specifici percorsi di studio in grado di indirizzarti verso il settore scelto. In ogni caso è comunque bene ricordare che nessun diploma di laurea è una bacchetta magica, perché può succedere che alla fine il lavoro dei sogni, pur avendo tante qualifiche, attestati e diplomi, non si riesca a trovare. Nulla è scontato e nulla e sicuro in questo mondo. Bisognerebbe studiare un primis per una passione personale, e poi se la laurea ti permette di trovare il lavoro dei sogni ben venga, altrimenti resta un bagaglio culturale personale che comunque fa di te una persona unica ed acculturata. 

La laurea ed i lavori più pagati

Secondo le ultime ricerche, anche se il diploma di laurea non ti promette un lavoro sicuro, ti da la possibilità di accedere a professioni più remunerate. Non a caso i laureati affermati professionalmente, sono pagati di più dei diplomati, anche se la gavetta iniziale purtroppo non si può evitare. Tuttavia dipende tanto anche dal tipo di laurea. Quelle più redditizie sul mercato del lavoro sono le scientifiche anche dette lauree Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Non a caso i laureati nelle discipline sanitarie e di ingegneria oltre che in informatica e tecnologia in generale sono più favoriti nel mercato del lavoro, con tante aziende che ricercano specifiche figure professionali specializzate proprio in questi settori. C’è una differenza anche a livello di retribuzione. 

Fattori che danno più valore alla laurea

Come affermato nelle righe precedenti, non tutte le lauree sono uguali ed hanno la stessa valenza. Altri due fattori che incidono sull’efficacia del diploma di laurea nel trovare un lavoro sono la collocazione geografica e le tempistiche. Infatti, chi si laurea al Centro Nord ha più possibilità di trovare occupazione rispetto alle aree interne del Mezzogiorno. Ed ancora, molto dipende anche dalle tempistiche necessarie per ottenere il famoso “pezzo di carta”. Certo se uno studente impiega anni ed anni per portare a termine il percorso di studi, avrà meno occasioni di occupazione. Ed ancora, in Italia ci sono delle differenze anche tra uomini e donne. In determinate materie scientifiche, ancora una volta gli uomini sono avvantaggiati nel laurearsi e nel trovare lavoro nel settore. 

Insomma, tutto è relativo e la validità della laurea nel trovare un buon lavoro dipende da tanti fattori. 

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