Sabato, 15 Maggio 2021

In pensione a 64 anni e lo sconto di 24 mesi

Il piano del governo per la nuova flessibilità. Penalizzato chi decide di uscire in anticipo

Il piano del governo sulle pensioni prevede, oltre all'addio a Quota 100, anche di consentire a partire dal 2022 l'uscita anticipata con 64 anni di età e 38 anni di contributi ma con un taglio che va dal 2,8 al 3% della parte di pensione calcolata con il metodo contributivo per ogni anno che serve a raggiungere i 67 anni, oltre che a uno sconto di due anni per chi è impiegato in lavori usuranti. 

Pensioni: il piano del governo per la nuova flessibilità

Il Messaggero scrive oggi che è escluso che le nuove norme possano partire dal 2021 ma fra un anno lo stop a quota 100 farà tornare in vigore lo scalone di cinque anni. Per questo l'esecutivo si è messo alla ricerca di una soluzione per il problema. Quella preferita è consentire dal 2022 a chi lo desidera di uscire anticipatamente dal lavoro a 64 anni di età con un minimo di 38 anni di contributi accettando però in cambio un taglio del 2,8-3% della parte di pensione che viene calcolata con il metodo contributivo. 

Una soluzione che potrebbe essere funzionale per chi è nato negli anni Sessanta, visto che per loro buona parte della pensione viene calcolata con il modello misto retributivo (fino al 1996) e contrbiutivo (dal 1997 in poi). Il taglio quindi sarebbe limitato. L'alternativa a quota 102, che costerà circa 8 miliardi di euro, consiste nel puntuare su uscite flessibili calcolando l'assegno con il contributivo. 

Poi ci sono le professioni gravose. Prende corpo l'idea di consentire l'uscita anticipata a 62 anni e 36 di contributi, con una penalizzazione ridotta o nulla, a chi oggi usufruisce dell'Ape social (anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un'età minima di 61 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento della quota minima complessiva tra età e contributi pari a 97,6 anni, mentre per i lavoratori autonomi l'età minima deve essere di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6).

Sono 15 le categorie attualmente ricomprese nella lista delle professioni gravose. E la lista comprende, tra gli altri, operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai dell'industria estràttiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce e conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante. 

Attualmente, e per tutto il 2021, i modi per andare in pensione restano quelli di sempre:

  • Pensione di vecchiaia, con 67 anni e almeno 20 di contributi
  • Anticipata, con 42 anni di contributi (o 41 per le donne)
  • Quota 100, con almeno 62 anni e 38 di contributi
  • Opzione donna, con 58 anni (o 59 per le lavoratrici autonome) e 35 di contributi subendo però il ricalcolo contributivo
  • Ape sociale, con 63 anni e almeno trenta di contributi per disoccupati, invalidi e caregivers o 36 per i lavori gravosi

Pensioni, l'ipotesi quota 100 penalizzata con tagli agli assegni

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