Martedì, 18 Maggio 2021
Lavoro

Come trovare lavoro nella gig economy

In una situazione economica come quella attuale, lavorare nella gig economy si può trasformare in un’opportunità per rimettersi in gioco professionalmente: ecco tutto quello che c'è da sapere

Nel corso dei prossimi mesi trovare un impiego prenderà dei connotati del tutto diversi rispetto a prima. Se l’ultimo anno la ricerca di un impiego è spesso stata accompagnata da una fitta coltre di incertezza, infatti, a questa sfiducia nei confronti del futuro ha iniziato ad affiancarsi ad una certa flessibilità. Un’attitudine sempre più richiesta nel mondo del lavoro.

Ma come fare per cambiare la propria professione in modo efficace dopo la pandemia? La strategia più utile è sicuramente quella di individuare quali siano gli strumenti più adatti per affrontare questa incertezza con più serenità e solidità. Ma anche creare sulla propria immagine un brand da offrire, utilizzando i propri colleghi come punti di riferimento per ispirarsi. E’ così, quindi, che in una situazione economica come quella attuale, lavorare nella gig economy si può trasformare in un’opportunità per rimettersi in gioco professionalmente. Oltre ad essere un ottimo sistema per cambiare la propria filosofia di approccio riguardo alla ricerca e allo svolgimento di un mestiere. Ma di cosa si tratta?

La flessibilità in primis

Una delle skills più richieste in questo periodo è la flessibilità. Applicata a qualsiasi livello, sia esso pubblico che privato. Ma anche da utilizzare nelle questioni di carattere personale. E, nel corso dei prossimi mesi, questa elasticità mentale verrà domandata non solo a chi è nel mercato del lavoro da diversi anni, ma soprattutto alle nuove leve. Specie se hanno appena terminato il ciclo di studi.

Probabilmente è proprio per questo motivo che, nel corso degli ultimi mesi, hanno preso sempre più piede le offerte della gig economy, ossia quel modello economico che si basa tutto sul lavoro a chiamata.

La vendetta dei gig worker

In una situazione instabile e precaria come quella attuale, in cui la pandemia fa ancora da padrona, infatti, sono sempre più le realtà che decidono di affidarsi a professionisti a chiamata per la realizzazione di un progetto. E, una volta raggiunto l’obiettivo, queste figure cambiano azienda, pronte ad iniziare una nuova collaborazione. Basti pensare, ad esempio, al caso di Google, multinazionale presente in ogni paese del mondo. Ebbene, la maggior parte della sua forza lavoro è composta da lavoratori temporanei, consulenti esterni e liberi professionisti. 

La situazione presente nella Silicon Valley non è di certo la stessa presente nel nostro paese, questo è certo. Ma se si inizia ad utilizzare il termine di gig economy, si sa anche che ci si riferisce ad una questione che sta interessando sempre più paesi europei. Soprattutto in zone come Germania e Francia. Non è strano, dunque, iniziare a pensare che questo modo di vivere il lavoro approderà presto anche in Italia. 

Come cercare lavoro nella gig economy?

In un mercato del lavoro come quello attuale, in cui si naviga sempre più nell’incertezza, la gig economy potrebbe rivelarsi la soluzione per moltissime persone in cerca di occupazione. Anche nel caso in cui si tratti di un primo impiego. Ma come fare per trovare delle opportunità professionali utilizzando questo particolare modello economico? La prima cosa da fare è quella di iniziare a monitorare le varie oscillazioni di mercato e intercettare quali possano essere le nuove strade da intraprendere. Ma, soprattutto, cercare di testare queste intuizioni anche se, in qualche caso, può voler dire fallire. 

Un ottimo suggerimento da adottare in questi casi, soprattutto se si è particolarmente ambiziosi, è quella di organizzare attorno a sé un percorso di resilienza, cercando di identificare quali siano le skills che potrebbero venire richieste da un potenziale nuovo datore di lavoro in caso di crollo del mercato. Indispensabile, quindi, la creazione di un un profilo che sia quanto più possibile trasversale. 

Formazione continua

Uno degli aspetti determinanti che accompagnano giorno e notte la vita di un gig worker riguarda la formazione continua. La qualificazione professionale è determinante per entrare a far parte di un modello lavorativo che prevede continui e periodici cambiamenti di lavoro. 

Candidarsi per delle collaborazioni a termine con grandi realtà aziendali, richiede infatti una buona dose di capacità di mettersi in gioco, ma anche una certa costanza nel cercare di approfondire e perfezionare costantemente le proprie competenze e capacità. 

Monitorare i competitor

Il perfetto gig worker è colui che analizza i propri “competitor” con estrema cura. Questo professionista, infatti, tiene monitorate le attività e le esperienze professionali di chi è nella sua stessa posizione, ma adottando uno spirito critico costruttivo.

Gli altri potenziali candidati per lo stesso impiego, infatti, dovranno essere presi come esempio ispirazionale, per le loro abilità, le soft skills possedute, le esperienze professionali e gli attestati formativi ottenuti. Senza dimenticare la frequentazione di webinar e quant’altro li possa aiutare a rendersi competitivi nella ricerca di un impiego. 

Cercare nuove opportunità di business

Chi lavora nella gig economy sa che è suo compito analizzare a fondo il mercato di riferimento per trovare nuove opportunità di business. Intese sicuramente come una posizione vacante in azienda. Ma anche inventare nuove progetti in cui proporre la propria figura professionale come collaboratore. Lo spirito di intraprendenza, in questi casi, non deve mancare mai.

Anticipare eventuali cambiamenti repentini 

La flessibilità sta alla base del lavoro nella gig economy. Ma questo si intende sia nel momento in cui bisogna cercare di navigare in mezzo alla tempesta. Sia provando ad anticiparla, acquisendo le competenze e le skills necessarie a sopravvivere anche in un momento di grande crollo del mercato del lavoro. 

Non pensare più al lavoro “classico”

Considerando tutti gli aspetti sopra citati è indispensabile iniziare a pensare a cercare un lavoro nella gig economy modificando completamente quella che, negli ultimi anni, ha accompagnato la nostra filosofia di pensiero. Soprattutto per quel che riguarda il modo di approcciarsi ad un impiego.

Una carriera, quindi, non deve più essere vista come un lavoro “classico” in cui si viene assunti da un’azienda aspirando solamente ad un contratto a tempo indeterminato. Quanto piuttosto bisognerebbe iniziare a ragionarlo come ad un business in continua evoluzione e mutamento.

Come trovare gli annunci?

La prima cosa da fare prima di iniziare a identificare la categoria di annunci di lavoro da prendere in considerazione, è quella di aggiornare il proprio cv. La revisione del documento deve avvenire in modo oculato e capillare, in modo da soddisfare ogni eventuale dubbio da parte di un recruiter. In questi casi, tuttavia, è preferibile iniziare ad accompagnare la propria candidatura da una lettera di presentazione chiara e convincente. 

Attualmente, nel nostro paese, le proposte di lavoro nella gig economy si possono trovare attraverso le agenzie di lavoro temporaneo. Anche se, negli ultimi mesi, si stanno diffondendo con sempre maggiore frequenza su internet. In particolar modo su aggregatori di annunci, come ad esempio Euspert, Linkedin, Jobrapido o Monster. 

Moltissime opportunità lavorative, tuttavia, si possono trovare in quantità sempre maggiore anche all’interno di siti di nicchia. Ossia quei portali o forum dedicati a particolari categorie professionali (come, ad esempio, copywriter, architetti, giardinieri, etc). All’interno delle loro pagine, infatti, viene inserita sempre più spesso una sezione dedicata alle offerte di lavoro. 

Iniziare da qui potrebbe rivelarsi un ottimo punto di partenza per capire come funziona il lavoro nella gig economy. Ma anche per gettare le prime basi di una carriera a lungo termine in questo settore e per confrontarsi con le abilità e le esperienze di chi fa il proprio stesso mestiere.

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