Vivere e lavorare in Spagna: tutto quello che devi sapere

Stai pensando di trasferirti in Spagna per lavoro? Costo della vita, ricerca di un impiego, permessi e quali zone scegliere: abbiamo riassunto in questa guida tutti gli aspetti che è utile conoscere per vivere e lavorare in Spagna

Barcellona

La Spagna, dopo un periodo di grave crisi economica iniziato nel 2009, ha avviato un faticoso ma deciso processo di ripresa economica, soprattutto grazie alle politiche attive del lavoro e agli incentivi statali rivolti al settore turistico, che da sempre rappresenta uno dei pilastri dell’economia spagnola. Se stai pensando di trasferirti in Spagna per lavoro, potrebbe quindi essere una buona idea. Abbiamo riassunto in questa guida tutti gli aspetti che è utile conoscere per vivere e lavorare in Spagna.

Perché la Spagna?

Come abbiamo detto, la Spagna sta vivendo un periodo piuttosto favorevole; molti dati statistici dimostrano addirittura un miglioramento dei livelli economici rispetto al periodo precrisi. Il PIL è cresciuto del 3,4% (uno dei valori più alti tra i principali paesi europei), con la parallela creazione di circa cinquecentomila nuovi posti di lavoro. Vivere in Spagna può riservare diversi aspetti positivi perché, oltre ad essere geograficamente molto vicina all’Italia gode, nella maggior parte delle aree, di un clima temperato. La Spagna è un paese interessante dal punto di vista geografico, soprattutto grazie all’estesa costa, ma anche culturale, grazie alla variegata e complessa storia di cui gode il paese. 

Per un italiano, trasferirsi in Spagna non è molto complesso nemmeno dal punto di vista culturale, in quanto ci sono diverse similitudini tra la cultura spagnola e quella italiana. Anche la lingua non rappresenta un forte problema per chi parla italiano; tuttavia questo aspetto non deve essere sottovalutato; consigliamo quindi di avere almeno una conoscenza di base del castigliano, facendo però attenzione alle lingue parlate in alcune aree specifiche (il catalano in Catalogna e Baleari, il basco nei Paesi Baschi e nella Navarra, il galiziano in Galizia e l’aranese in Val D’Aran e Catalogna). Dedichiamo un paragrafo specifico ad un aspetto rilevante per chi cerca lavoro: il costo della vita.

Il costo della vita in Spagna

Il costo della vita è generalmente inferiore rispetto a quello italiano, ma tieni presente che ci sono differenze notevoli da regione a regione. Barcellona è indubbiamente la città più cara dove, ad esempio, l’affitto di un appartamento di medie dimensioni, può costare intorno agli 800 euro al mese, oltre ai costi delle utenze. Da un punto di vista abitativo Madrid è indubbiamente meno cara: affittare un appartamento di circa 70 mq può costare all’incirca 700 euro al mese. Ovviamente i costi sono più contenuti se decidi di spostarti in altre città, come Bilbao o Valencia, dove si può vivere agevolmente con uno stipendio di appena 1000 euro al mese.

Pensioni e non solo, come trasferirsi alle Canarie e vivere felici: ora c'è pure lo sportello 

Anche le spese relative alle bollette sono meno care, basti pensare che un nucleo familiare composto da due persone può spendere in media 100 euro al mese per le utenze. Anche i divertimenti e gli svaghi risultano meno costosi, paragonati a quelli italiani, così come i trasporti.

La ricerca di lavoro in Spagna: come fare

La prima cosa che consigliamo di fare è trascorrere un periodo di vacanza, che può servire ad orientarti circa il luogo in cui pensi di trasferirti. Tieni presente che i settori dove al momento l’offerta di lavoro è maggiore sono il turismo e tutto ciò che ruota intorno all’economia on line, che costituisce un’ottima occasione lavorativa in Spagna, in particolar modo in città come Barcellona e Valencia. Altri settori in cui è più semplice trovare lavoro sono: le energie rinnovabili, il settore farmaceutico, le telecomunicazioni, i trasporti, l’acquacoltura e la biotecnologia. Le possibilità per cercare lavoro sono numerose. Nel web potrai trovare numerose proposte, ma le offerte di lavoro per gli italiani riguardano principalmente il mondo della ristorazione, pur non essendo affatto precluse altre alternative, magari maggiormente attinenti alla tua formazione e preparazione specifica.

Anche tramite i social come Facebook e Linkedln è possibile far girare sul web il tuo curriculum e dargli ampia visibilità. Ti consigliamo di consultare sia le offerte di lavoro pubblicate dalle aziende, sia di consultare anche i gruppi Facebook, inclusi quelli creati da italiani che lavorano nelle varie regioni della Spagna, soprattutto per quanto riguarda i lavori che richiedono meno qualifiche. Se invece vuoi trasferirti prima di aver trovato un impiego, potrai presentare al tua candidatura presso le varie agenzie di lavoro interinale presenti sul territorio e consultare gli annunci di lavoro pubblicati giornalmente su testate come El Pais, El mercato de Trabajo, Segundamano, oltre agli annunci online.

Permessi di lavoro

Mentre per entrare in Spagna da turista occorre la sola carta di identità, per trasferirsi definitivamente occorre munirsi dei documenti necessari, primo fra tutti il documento de empadronamiento (assimilabile alla nostra iscrizione anagrafica), indispensabile per prendere casa in affitto oppure per lavorare. Con l’empadronamiento avrai diritto all’assistenza sanitaria, al rimborso delle tasse eventualmente pagate in eccesso e alle principali prestazioni socio assistenziali, come l’indennità di disoccupazione.

Il secondo passo da compiere sarà andare alla stazione di polizia più vicina per chiedere il rilascio del NIE (numero identificativo dello straniero), indispensabile per compiere qualsiasi attività (ad esempio l’affitto). Successivamente, solo se sei un lavoratore autonomo, dovrai recarti presso la Tesoreria General de la Seguridad Social (istituto di previdenza e ed assistenza) che ti rilascerà il documento de seguridad social, grazie al quale potrai avere accesso ad una serie di prestazioni sociali (come il medico di medicina generale o l’iscrizione all’ufficio del collocamento).

Il curriculum

Prima ancora di metterti alla ricerca di lavoro ti consigliamo di aggiornare il tuo curriculum. Non affronteremo qui la questione su come si scriva un buon curriculum; la cosa più importante è che il curriculum sia correttamente tradotto in spagnolo. Ti consigliamo a questo proposito di chiedere il supporto di un professionista e di ottenere anche una traduzione (meglio se certificata) dei tuoi titoli di studio.

Quali zone scegliere

La Spagna ha un territorio molto vasto, si tratta di ben 17 comunità autonome, oltre alle Canarie e alle Isole Baleari, cui si devono aggiungere le città di Melilla e Ceuta in Marocco. Tra una parte e l’altra del paese ci sono profonde differenze culturali e sociali, oltre che linguistiche. Il Nord del paese è molto più industrializzato ed offre maggiori opportunità di lavoro rispetto, ad esempio, all’Andalusia. I grandi centri urbani hanno un mercato del lavoro più dinamico che offre maggiori possibilità di impiego. Per questo sarebbe opportuno che ti facessi un’idea chiara della zona in cui andare a vivere e del tipo di attività lavorativa che vorresti svolgere.

Un discorso a parte meritano le Canarie, oltre alle bellezze naturali, paesaggi mozzafiato, clima mite e temperato tutto l’anno e mare splendido, offrono non pochi vantaggi a chi pensa di trasferirvisi in pianta stabile. In primo luogo il costo della vita è in assoluto più basso, in quanto godono di un regime fiscale ridotto e di forti agevolazioni tributarie rispetto alla Spagna continentale e rispetto al resto d’Europa. Questo aspetto potrebbe rivelarsi vantaggioso se sei un imprenditore o se vorresti diventarlo: potresti avere non pochi vantaggi dall’impiantare la tua attività nelle Canarie. Per dare un’idea basti pensare che l’IGIC è pari al 6,5%, mentre la nostra IVA è attualmente al 22%.

Mettersi in proprio

Se anziché cercare lavoro la tua idea è quella di aprire un’attività autonoma, sappi che la Spagna si trova al 44° posto nella classifica mondiale dei paesi in cui è più facile intraprendere un’attività imprenditoriale. Per quanto riguarda il tipo di società, le forme giuridiche presenti sono: empresario individual o autónomo, Sociedad de Responsabilidad Limitada e Sociedad Anónima, solitamente quotata in borsa. Le altre definizioni non differiscono sostanzialmente dall’equivalente italiano.

L’attività dovrà essere registrata presso i registri equiparabili ai nostri registro delle imprese e registro delle persone giuridiche. Questo aspetto potrebbe però rivelarsi piuttosto complesso, perché spesso la macchina burocratica spagnola presenta lacune e rallentamenti.

Aspetti positivi e negativi

Da quanto abbiamo detto fino a qui, possiamo concludere dicendo che trasferirsi in Spagna comporta non pochi vantaggi, ma potrebbe presentare anche qualche difficoltà. Tra gli innegabili aspetti positivi c’è l’economia in costante crescita a cui abbiamo accennato in precedenza. Tuttavia il tasso di disoccupazione risulta ancora importante, soprattutto nelle zone economicamente più depresse. Inoltre i salari e gli stipendi, seppure siano stati recentemente adeguati, restano ben al di sotto della media europea e, soprattutto, spesso si rivelano insufficienti rispetto al costo effettivo della vita. Detto questo, se deciderai di trasferirti, non possiamo che augurarti di trovare al più presto il lavoro che stavi cercando in Spagna.

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