Lunedì, 17 Maggio 2021

Quota 100 e crescita incerta, una bocciatura al giorno: anche il Fmi stronca il Governo

La quota 100? Non produrrà più posti di lavoro ma avrà un impatto sui conti pubblici per 30 anni. Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nel giorno in cui l'Italia deve giustificarsi con l'Ue per i mancati impegni contenuti nella legge di bilancio 2019

La manovra 2019 avrà un "impatto incerto" sulla crescita dei prossimi due anni e "un effetto probabilmente negativo sul medio termine". Lo afferma il Fondo monetario internazionale rilevando che la spinta espansiva verrebbe frenata dalle ricadute dello spread sui titoli di Stato, se restasse ai livelli attuali. 

Il Fmi prevede inoltre una crescita del Pil all'1% sia sul 2019 che sul 2020, più bassa delle stime di governo (1,5%) e Commissione europea (1,2%).

L'istituzione di Washington ha invece rivisto al rialzo le previsioni sul deficit , al 2,75% del Pil sul 2019 e poi al 2,8-2,9 per cento sul 2020-2021, salvo l'attivazione delle clausole di salvaguardia. Il debito pubblico secondo il rapporto stilato dagli ispettori al termine della missione annuale in Italia "è atteso attorno al 130% del Pil sul prossimo triennio". 

Quota 100, ripercussioni per 30 anni

Gli economisti del Fmi bocciano anche l'introduzione di Quota 100 come vettore per creare nuovi posti di lavoro perché - su base di dati empirici - "l'aumento di pensionamenti è impobabile che creii un pari numero di posti di lavoro per i giovani". Anzi l'Fmi rammenta che "l'Italia dovrà affrontare significative pressioni sulla spesa pensionistica nei prossimi 2-3 decenni che metteranno a dura prova i conti pubblici".

Produttività, l'annoso problema dell'Italia

Secondo gli economisti del Fondo Monetario in Italia la "priorità assoluta" è rappresentata da riforme strutturali che rafforzino produttività e potenziale di crescita, altrimenti "non c'è strategia per aumentare i redditi o garantire la stabilità che possa reggere". Secondo gli ultimi dati Istat il gap di crescita della produttività del lavoro del nostro Paese, rispetto alla media Ue, è risultato dell’ordine di un punto percentuale medio annuo in tutte le diverse fasi cicliche del periodo in esame, segnando inoltre una lieve riduzione nell’ultimo biennio.

"L'Italia si assume consistenti rischi a procedere con una manovra espansiva in questa fase, che la lascerebbe molto vulnerabile a eventuali shock".

Secondo il Fondo monetario internazionale un rallentamento della crescita o l'aumento degli spread, farebbe aumentare il debito e aggraverebbe il rischio che l'Italia si ritrovi costretta a dover fare una manovra restrittiva mentre l'economia si sta indebolendo.

La raccomandazione degli economisti è sempre la stessa: ridurre il debito

"Raccomandiamo invece di portare avanti un moderato e graduale risanamento delle finanze pubbliche -  aggiungono gli ispettori del Fmi - per aiutare e mettere il debito su una traiettoria discendente e ridurre i rischi finanziari".

Manovra, nuova bocciatura per reddito di cittadinanza e pensioni

Per la manovra licenziata dal governo l'ennesima bocciatura dopo quelle rimediate da Istat, ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti. Scade inoltre oggi il termine ultimo per presentare all'Europa una nuova bozza della legge di bilancio e anche la relazione con i 'fattori rilevanti' che, secondo l'Italia, giustificano lo scostamento dagli obiettivi fissati nella precedente legislatura al Governo.

È una sorta di conto alla rovescia su una strada che ci porta dritti all'apertura di una procedura di infrazione da parte della commissione europea. 

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