Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia Italia

Cosa ha deciso il Governo e perché l'Ue non è d'accordo: la manovra spiegata semplice

Prende forma la manovra 2019 grazie alle indicazioni contenute nel documento programmatico di bilancio che il governo ha consegnato a Bruxelles: ora la Commissione europea dovrà pronunciarsi sul testo e sulle misure annunciate da Lega e 5 stelle

Il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker

Il reddito e la pensione di cittadinanza costeranno 6,7 miliardi di euro nel 2019. Identica cifra che servirà per modificare la legge Fornero, introducendo la quota 100. E per la disattivazione della clausola di salvaguardia con l'aumento Iva serviranno altri 12,4 miliardi di euro.

Prende forma la manovra 2019, grazie alle indicazioni contenute nel documento programmatico di bilancio che il governo ha consegnato a Bruxelles: ora la Commissione europea dovrà pronunciarsi sul testo e sulle misure annunciate da Lega e 5 stelle che passeranno poi al vaglio del Parlamento.

Juncker boccia la manovra: "Non possiamo accettare tutto"

La manovra conta complessivamente 22 misure, che vanno dalla rottamazione delle cartelle fiscali alla tassazione agevolata per chi assume giovani; dalla flat tax per i 'minimi' alla stretta su banche e assicurazioni.

L'intervento fiscale, stando alle previsioni del Governo, consentirà di far incassare 4,2 miliardi di euro nel 2019. Di questi 1,3 miliardi arriveranno dagli interventi fiscali sulle banche a cui si aggiungono altri 1,8 miliardi che derivano in parti uguali dalla rideterminazione dell'acconto dell'imposta sulle assicurazioni (già elevato dal 40 al 52% dall'ultima legge di bilancio 2018) 

L'aliquota dell'acconto dell'imposta sui premi assicurativi, attualmente determinata nella misura del 59 per cento per l'anno 2019 e al 74 per cento per gli anni successivi, è rideterminata al 75 per cento per l'anno 2019, al 90 per cento nel 2020 e al 100 per cento dal 2021.

La manovra inoltre prevede il differimento della deduzione delle svalutazioni sui crediti. È infatti previsto un differimento al 2026 della deduzione del 10% sulle svalutazioni e perdite sui crediti ai fini dell'imposta sul reddito delle società e dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Il gettito stimato è pari a 870 milioni di euro nel 2019 (lo 0,05% del Pil).

Tuttavia aumentando di fatto la tassazione a carico degli istituti di credito vi è il rischio di un effetto a cascata e che chi lavora e chi fa impresa si troverà a pagare di più su crediti, investimenti e gestione dei risparmi.

Il governo inoltre conta di incassare 1,1 miliardi di euro dal trattamento fiscale della svalutazione dei crediti secondo i nuovi principi contabili. L'insieme degli interventi in materia fiscale, da una parte l'introduzione di nuovi sconti e dall'altra i tagli, avranno l'effetto di non muovere di un decimale la pressione fiscale che il prossimo anno resterà incollata al 41,8% del pil.

Un vero e proprio "tesoretto" nelle speranze del governo arriverà dai tagli previsti dal nuovo regime di "spending review": il team di "cacciatori di spese inutili" dovrà - nelle intenzioni dell'esecutivo - trovare risorse per circa 2,4 miliardi di euro nel 2019 (0,14% del Pil) e 1 miliardo nel 2020 e 2021. Il governo stima di mungere risparmi dalla macchina statale attraverso la revisione delle procedure amministrative e organizzative, il definanziamento di progetti e la revisione dei meccanismi che determinano le esigenze di spesa.

In piena "caccia ai fondi" torna la politica delle dismissioni degli immobili di patrimonio pubblico: 640 milioni da trovare (s)vendendo al mercato nel 2019 e 600 milioni nel 2020.

Tagli e condono per pensioni, sussidi e assunzioni

Tutte le misure di "tagli" sono destinati a supportare le misure "espansive" e i sussidi che il governo intende introdurre - se tutto andrà secondo i piani - dai primi mesi del 2019.

Con il Reddito di cittadinanza il governo si propone di garantire il raggiungimento di un reddito annuo calcolato in base dell'indicatore di povertà relativa dell'Ue. Secondo le indicazioni inviate a Bruxelles i beneficiari del reddito di cittadinanza saranno tutti i maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati). Per questa misura il governo stima una spesa di 6,7 miliardi per il 2019 che sala e 19,8 miliardi nel triennio.

Per l'introduzione della flessibilità pensionistica il Governo propone di abbassare la soglia minima per il pensionamento anticipato a 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per l'uscita dal lavoro con la cosiddetta Quota 100 sono previste quattro 'finestre' l'anno che il governo conta di assicurare con una spesa di 6,7 miliardi per il 2019, 20 miliardi di euro nel triennio.

Il governo lo ha chiamato "Pace Fiscale" ma nella manovra 2019 si prefigura un condono che prevede la rottamazione delle cartelle (fino a un massimo di 10 rate in 5 anni), la definizione agevolata dei processi (versamento del 20% per chi ha vinto in secondo grado), e la messa in regola delle somme non dichiarate pagando il 20% delle tasse da versare.

Sempre in campo fiscale l'anunciata riforma della tassazione denominata "Flat tax" trova una dimensione mini nella manovra presentata dal Governo: l'aliquota al 15% è infatti riservata a Partite Iva e imprese con ricavi entro i 65 mila euro. Per introdurre la "tassa piatta" il governo prevede una spesa di 520 milioni nel 2019 a cui si sommano altri 1,7 miliardi l'anno successivo e 1,2 miliardi nel 2021. "L'introduzione della nuova aliquota - si spiega nel documento - consente di superare l'Iri, imposta che sarebbe dovuta scattare il prossimo anno e che viene cancellata".

Buone notizie per chi ristruttura casa: vengono infatti prorogate le detrazioni fiscali e l'ecobonus per le ristrutturazioni edilizie.

Sconti sulle tasse per le aziende che investono e assumono lavoratori: potranno infatti fruire di un regime agevolato, che riduce l'aliquota Ires dal 24% al 15% per la quota di utili reinvestita in beni strumentali nuovi e in nuova occupazione.

Assunzioni di dipendenti statali

Il governo prevede spese per 540 milioni di euro per il 2019, che serviranno all'assunzione e alle code di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici.

Il governo prevede inoltre di stanziare un fondo da 1,5 miliardi per risarcire tutte le vittime delle crisi bancarie. Il fondo è così ampliato di 14 volte rispetto a prima.

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