Venerdì, 14 Maggio 2021
Controlli fiscali imminenti

In arrivo 15 milioni di lettere dall'Agenzia delle Entrate

Le notifiche degli atti sospesi durante l'emergenza covid e scaduti tra l'8 marzo e il 31 dicembre 2020. Arriveranno prima gli accertamenti e gli avvisi più vecchi, poi a seguire gli altri. Ecco chi rischia

15 milioni di lettere dall'Agenzia delle Entrate in arrivo. Foto Ansa

L'Agenzia delle Entrate ha annunciato controlli fiscali imminenti: sono in arrivo 15 milioni di lettere di notifica. Si tratta di 15 milioni di atti arretrati, tra cui accertamenti e avvisi bonari, accumulati durante l'anno della pandemia. Le notifiche riguarderanno atti sospesi durante l'emergenza covid, i cui termini di decadenza sono scaduti tra l'8 marzo e il 31 dicembre 2020. Se il decreto Sostegni ha stabilito la sospensione delle cartelle esattoriali, lo stesso non vale per tutti gli altri recuperi fiscali.

15 milioni di lettere dall'Agenzia delle Entrate in arrivo

Nel dettaglio, le prime notifiche riguarderanno accertamenti, contestazioni, irrogazione di sanzioni, recupero crediti di imposta e liquidazione e rettifica. Gli uffici, si legge nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate (Prot. n. 88314/2021), invieranno le notifiche distribuendole in modalità pressoché uniforme, seguendo prioritariamente l'ordine cronologico di emissione. Arriveranno quindi prima gli accertamenti e gli avvisi più vecchi, poi a seguire gli altri.

La notifica degli atti di accertamento e l'invio delle comunicazioni terrà anche conto delle notificazioni degli atti, degli invii delle comunicazioni e della messa a disposizione degli inviti elaborati dopo il 31 dicembre 2020. Tra i criteri osservati ci sono anche i tempi necessari all'espletamento degli adempimenti propedeutici al regolare esercizio delle attività di riscossione. Tolte le cartelle esattoriali, per tutti gli altri atti fiscali era stata disposta dal decreto Rilancio la ripresa delle attività di riscossione e accertamento nel periodo tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2021; ma questo periodo - spiega l'Agenzia delle Entrate - è stato oggetto di diverse modifiche nel tempo.

Il termine è stato prima modificato dall'articolo 1 del decreto-legge n. 3 del 15 gennaio 2021, che lo aveva spostato tra l'1 febbraio 2021 e il 31 gennaio 2022, poi è stato di nuovo rivisto dall'articolo 1 del decreto-legge n. 7 del 30 gennaio 2021, che lo ha spostato tra l'1 marzo 2021 e il 28 febbraio 2022.

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