Sabato, 31 Luglio 2021
Tsunami lavoro

Licenziamenti al via, per i sindacati una bomba sociale: "Già in un milione e mezzo senza lavoro da un anno"

70mila i posti di lavoro a rischio secondo le stime del Parlamento, molti di più per i sindacati: la Cgil teme fino a 300mila licenziamenti senza la proroga della moratoria Covid. Le associazioni in piazza: "Rischio tensioni sociali"

Con lo sblocco dei licenziamenti dal primo luglio sono a rischio 70 mila posti di lavoro. Il dato è contenuto in una memoria dell'Ufficio parlamentare di bilancio che stima come i licenziamenti saranno concentrati "quasi esclusivamente nell’Industria", visto che invece nel ramo dell'edilizia le imprese stanno assumendo. Stime un po' più preoccupanti quelle che vengono dai sindacati. Ieri Tania Scacchetti, segretario nazionale Cgil in una intervista a Today.it aveva spiegato che 200-300mila licenziamenti fosse un "dato abbastanza credibile".

Tuttavia è bene ricordare che nonostante il blocco dei licenziamenti la diminuzione dell'occupazione è già stata molto importante: secondo i dati istat tra il primo trimestre 2020 e lo stesso periodo di quest'anno il numero degli occupati è diminuito di 889 mila unità (-3,9%): il crollo ha coinvolto i dipendenti (-576 mila, -3,2%), soprattutto se a termine e gli indipendenti (-313 mila, -6%). Dei 2 milioni e 643mila disoccupati presenti attualmente nel Paese, un milione 364mila (pari al 51,6% del totale) è senza lavoro da più di un anno. 

Quindi se nei palazzi romani - a differenza dell'allarme dei sindacati - si stima che l'eliminazione del blocco dei licenziamenti non creerà uno tsunami di nuovi licenziamenti ma anzi favorirà "le politiche di occupazione a favore dei soggetti, soprattutto i giovani, in cerca di lavoro che nei mesi scorsi hanno visto venire meno le opportunità di impiego" resta l'incognita di come la nostra società possa gestire quella che i sindacati chiamano "bomba sociale". 

Proprio per chiedere un rinvio dello stop ai licenziamenti oggi sono scesi in piazza i sindacati a Torino, Bari e Firenze: tre piazze scelte da Cgil, Cisl e Uil che chiedono una proroga della moratoria sui licenziamenti almeno fino al 31 ottobre, una riforma degli ammortizzatori sociali e nuove politiche attive per il lavoro. "La parola dopo oggi tocca al Governo, noi siamo pronti a confrontarci e trovare le soluzioni più intelligenti" spiega da Torino il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. 

La protesta ''tripla'' contro lo sblocco dei licenziamenti: "Se il Governo volesse..."

"Bisogna fare attenzione, ci sono crisi e situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare che questo diventi una bomba sociale a partire dal 1 luglio". incalza il segretario generale della Uil, Pier Paolo Bombardieri, da Bari. "Il rischio di tensioni sociali noi lo denunciamo da un po' di tempo - ha detto -, quando lo facciamo noi ci dicono che siamo dei terroristi, noi abbiamo, purtroppo o per fortuna, la capacità di ascoltare le persone che soffrono, che oggi vedono messo a rischio il loro futuro"

Sblocco dei licenziamenti: le date

  • Per i datori di lavoro assicurati alla CIGO il 1° luglio scadono sia la causale COVID-19 sia il blocco dei licenziamenti per motivazioni economiche.
  • Per attutire gli effetti sul mercato del lavoro, il decreto legge "sostegni bis" permette che sino a fine anno l’accesso a cassa integrazione guadagni ordinaria e Cassa Integrazione Straordinaria
  • Le imprese in grande sofferenza per la crisi potranno contare su 26 settimane di integrazioni extra contatore, senza contributi di tiraggio e con prestazioni più elevate per i dipendenti
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