Sabato, 25 Settembre 2021
La protesta / Bologna

Licenziati via whatsapp, la rabbia dei lavoratori: "Vergogna, siamo esseri umani"

Il presidio Si Cobas alla Philip Morris (che in una nota si dichiara estranea) di Crespellano, azienda per la quale lavora la ditta in appalto

Un messaggio, via whatsapp, alle 22 di sabato sera: "A seguito della riduzione delle attività, nella data di lunedì 2 agosto lei sarà dispensata dalla sua attività lavorativa. Il trattamento economico verrà garantito con gli strumenti previsti di legge. Cordiali Saluti". Questo il testo che lavoratrici e lavoratori di Logistic Time Srl, azienda del consorzio Metra, in appalto per Logista all'Interporto, hanno ricevuto la sera del 31 luglio. 

Da ieri è così partita la mobilitazione, stamane spostatasi a Crespellano, davanti alla sede della Philip Morris, azienda per la quale lavora Logista. Lavoratrici e lavoratori, dietro le bandiere del sindacato Cobas, rivendicano diritti e lotte ottenute negli anni grazie agli scioperi e alle mobilitazioni e non nascondono la rabbia per il trattamento ricevuto: "Siamo sempre stati disponibili, anche lavorando su turni di 14 ore – urla Veronica Leo, una delle dipendenti – e loro cosa fanno? Ci mandano a casa con un messaggino. Non siamo bestie, siamo degli esseri umani e come tali ci devono trattare".

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Domani intanto in Città Metropolitana il tavolo di salvaguardia per tutelare i diritti dei lavoratori, 80 in tutto - tra diretti e in appalto - a lavorare nel magazzino bolognese. Nell'area 7 all’Interporto sono infatti 15 i lavoratori diretti di Logista e altri 65 di una società in appalto, appunto la Logistic Time srl del Consorzio Metra di Pomezia. 

Bonaccini: "Licenziare su Whatsapp non esiste"

"Non esiste in alcun modo che in pochi secondi, il tempo di un messaggio su whatsapp, si possano licenziare lavoratori e lavoratrici. Le vertenze aziendali si gestiscono secondo procedure definite, nel rispetto delle norme, in tavoli ai quali siedono azienda, sindacati, istituzioni ed enti locali – scrive il presidente della Regione sui social – col primo obiettivo di tutelare i diritti delle persone e i posti di lavoro. Quanto stanno subendo gli addetti del magazzino Logista di Bologna è Inaccettabile".

"Insieme a lavoratori e lavoratrici, ai sindacati e alla Città Metropolitana di Bologna faremo di tutto per impedire un colpo di mano che calpesta in primo luogo la dignità di donne e uomini la cui professionalità va invece tutelata e valorizzata. Coinvolgeremo il ministero del Lavoro, per chiedere con fermezza il rispetto delle procedure previste, rigettando blitz di qualsiasi tipo". 

"In Emilia-Romagna dalle situazioni di crisi, posto che in questo caso lo sia davvero, ne usciamo insieme. Nel Patto per il Lavoro e per il Clima sottoscritto qui da tutte le parti sociali c'è l'impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali, fuori da un percorso di confronto e di attivazione preliminare di tutti gli ammortizzatori sociali. Non c'è spazio per strappi sulla pelle di chi lavora e a discapito del territorio", conclude.

Philip Morris: "Nessun ruolo nella decisione"

"La riorganizzazione della rete e delle attività operative di Logista Italia non riguarda in alcun modo né le attività né il personale di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna o attività svolte da Logista all’interno del sito di Crespellano. Philip Morris non ha avuto e non ha alcun ruolo nella decisione di chiudere il deposito fiscale di Logista presso l’Interporto-Bologna e auspica che possa presto trovarsi un’intesa per le persone coinvolte", ha scritto in una nota di qualche ora fa il colosso americano del tabacco.

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