(Meno) Mahle, accordo sul cambio di proprietà: salvi 349 posti di lavoro

L'azienda ha raggiunto l'accordo per la cessione degli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia alla Imr Group: i siti verranno convertiti nei prossimi 24 mesi, mantenendo i livelli occupazionali

La protesta dei lavoratori Mahle dello scorso 17 gennaio (FOTO ANSA)

Dopo il rischio di un licenziamento collettivo, poi scongiurato grazie all'utilizzo della cig, finalmente i 349 dipendenti della Mahle possono tirare un sospiro di sollievo. Nella serata di ieri è stato raggiunto l'accordo per la cessione per i due impianti di Saluzzo, in provincia di Cuneo, e La Loggia, in provincia di Torino, alla Imr Group, un'azienda con sede in Lombardia e con uno stabilimento in Piemonte, con un fatturato di 330 milioni di euro e circa 2200 dipendenti e attiva dal 2009 nel settore della gommaplastica con clienti tra le più note case automobilistiche internazionali. 

Mahle, accordo sul cambio di proprietà: salvi 350 posti di lavoro

La lieta notizie è arrivata dopo un  incontro avvenuto presso l'assessorato regionale al Lavoro, a Torino, al quale erano presenti i rappresentanti delle due aziende (Mahle e Imr Group), i rappresentanti sindacali, i funzionari regionali, quelli del Mise e Confindustria Cuneo. Il prossimo step prevede il dialogo con i sindacati per strutturare la fase di reindustrializzazione e di mantenimento occupazionale.

Degli attuali 349 dipendenti della Mahle, che a ottobre dello scorso anno erano 453, 25 resteranno in carico all'azienda tedesca e si occuperanno di marketing nel mercato italiano. Per altri 50 dipendenti è prevista la mobilità volontaria, mentre per gli altri la Imr chiederà una cassa integrazione straordinaria di 24 mesi per mettere in atto la riorganizzazione e la reindustrializzazione. In questo lasso di tempo i lavoratori affronteranno un corso di formazione per apprendere le nuove mansioni, con l'obiettivo di avere, nel giro di due anni, 272 dipendenti occupati. La cessione formale degli stabilimenti è prevista entro metà ottobre. Per completare l'operazione verrà costituita una newco che apparterrà al 100% alla holding che controlla la stessa Imr. 

"Fin dal primo giorno ho seguito il caso della Mahle con costanza, concretezza e senza mai alzare i toni perché sapevamo di avere buone possibilità di risolvere la situazione - commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio - sono felice per questa notizia che dà nuovamente fiducia nel futuro a centinaia di lavoratori". Soddisfatta anche l'assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino che osserva "una soluzione che rappresenta un segnale molto positivo ed evidenzia che, nonostante il momento che stiamo vivendo, esistono ancora realtà che intendono investire e credere nel nostro territorio per ricostruirne il tessuto economico".

Salvi i lavoratori Mahle, Todde: ''Non è stato un percorso facile''

Anche il sottosegretario allo Sviluppo Economico con deleghe anche alle crisi d'impresa Alessandra Todde, ha espresso soddisfazione per questa svolta positiva: "Quando abbiamo svolto a gennaio l'ultimo tavolo su Mahle al Mise, l'azienda aveva accolto la nostra richiesta di procedere al ritiro della procedura di licenziamento collettivo per 453 lavoratori e di individuare nuovi investitori con l'obiettivo prioritario di trovare una soluzione che garantisse l'occupazione e la riconversione dei due siti di La Loggia e Saluzzo". 

''Non è stato un percorso facile - conclude la Todde - ma siamo soddisfatti che ad intraprendere questa strada sia un'azienda lombarda, Imr Group, che ha raggiunto l'accordo con la Mahle per l'acquisizione dei due stabilimenti piemontesi. È un risultato importante raggiunto grazie al lavoro sinergico che ha coinvolto tutte le parti e che rappresenta un chiaro esempio di come in Italia siano presenti gruppi industriali pronti a investire". 

Il Mise continuerà a monitorare l'evolversi della situazione e il comportamento dell'azienda nei prossimi mesi che prevedono la riconversione industriale dei due stabilimenti piemontesi e l'integrazione nell'attuale strategia del gruppo. I livelli occupazionali verrano garantiti anche attraverso l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria per 24 mesi che servirà a formare i lavoratori per le nuove produzioni. Se lo scorso anno il gioco di parole era "di Mahle in peggio", per fortuna adesso la situazione ha preso tutta un'altra piega.

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