Lunedì, 26 Luglio 2021
Economia Roma

"Appuntamento il 2 luglio... 2018": due anni per un'ecografia, l'odissea di una paziente

Due anni. "E poi muori". E' una storia vera denunciata da una lettrice di Today.it che denuncia le lungaggini del sistema di prenotazione della Regione Lazio: tempi infiniti a meno di scegliere l'intramoenia o il privato

Ieri ho effettuato una ecografia prenotata a maggio. E sono dovuta arrivare fino al Policlinico Di Liegro per farla tramite SSN (35 km da casa, 45 minuti di traffico). 

"Forte" di quest'attesa, ieri chiamo il CUP del Gemelli (ospedale che sta a un km da casa mia) per prenotare quella dell'anno successivo.

Oggi mi richiama il CUP.

"Signora buongiorno. Lei ha chiamato ieri per prenotare una ecografia al seno, giusto?"

"Sì!! Salve!!! Guardi, in realtà vorrei portarmi avanti perché so che c'è un'attesa molto lunga... non la vorrei nell'immediato"

"Eh eh... signora mia. Appena le dico la prima data possibile, vedrà che non è proprio immediata la cosa..."

"Ah. Ok. Mi dica"

"Ho la prima data disponibile al 2 luglio..."

" Ah, vabbè..."

"2 luglio 2018."

"DUEMILADICIOTTO?!"

"Eh"

"Tra due anni?"

"Eh"

Due anni. E poi muori. E' una storia vera denunciata da una lettrice di Today.it, P. T., di cui omettiamo le generalità per ovvie ragioni di privacy. Siamo a Roma e la disavventura racconta lo spaccato di una realtà che colpisce sempre più cittadini italiani. 

Nel Lazio il sistema sanitario esce da un periodo lunghissimo di dissesto: l'amministrazione Zingaretti ha messo in conto di abolire da gennaio 2017 l'extra ticket regionale che pesava sulle tasche di chiunque volesse accedere ai servizi di assistenza sanitaria pubblica. 
Peccato che, come dimostrano i casi documentati anche nella XIX relazione del Tribunale del Malato di cittadinanza attiva, i livelli di assistenza siano quanto più lontani dal rappresentare una soddisfazione dei diritti dei cittadini. Quanto più in un caso come questo dove un semplici esami possono aiutare a prevenire e a diagnosticare con largo anticipo l'insorgenza di malattie ben più gravi quand'anche di neoplasie e tumori. 

La protagonista della nostra storia necessita di sottoporsi ad esami di diagnostica senologica a scopo preventivo e ispettivo: l’ecografia mammaria è uno degli esami strumentali più efficaci per smascherare eventuali anomalie, cisti o noduli, che si annidano nei tessuti, utile altresì nella prevenzione del tumore al seno

Un esame che può essere effettuato privatamente, solitamente in aggiunta a una visita senologica, o usufruendo del servizio sanitario nazionale. Se ne primo caso, il costo da mettere in preventivo varia da 60 a 140 euro, in base alla struttura e allo specialista scelto, nel secondo caso è previsto l’esborso del ticket, il cui importo varia da regione a regione. Nel Lazio, per chi non abbia diritto all’esenzione totale, il ticket di prestazione specialistica ambulatoriale sale ad un massimo 36,15 euro.

Una differenza non di poco conto considerando anche come si tratta di un esame a cui le donne, tra i 20 e i 40 anni dovrebbero sottoporsi periodicamente una volta l’anno o ogni due anni. Date le tempistiche, forse è bene tenerne conto, così come dell'opportuinità di usufruire dei programmi di screening gratuiti che solitamente vengono attivati nel mese di ottobre, tutto l'anno per le donne tra i 50 e i 69 anni in queste Asl.

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