Giovedì, 6 Maggio 2021
La manifestazione

"Ristori Covid per salvare l’operatività di Alitalia": i sindacati scendono in piazza e si appellano a Draghi

Il senso della manifestazione è quello di voler difendere l'azienda dai diktat europei perché la Commissione europea di fatto si oppone alla ricapitalizzazione della compagnia di bandiera italiana. Da Assovolo l'appello al Governo

Sindacati di Alitalia in piazza

Manifestazione dei sindacati di Alitalia, che il prossimo mercoledì si ritroveranno nel centro di Roma con un obiettivo preciso: ottenere un incontro direttamente con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, a cui consegnare i propri progetti per garantire continuità alla compagnia aerea.

Il senso della manifestazione è quello di voler difendere Alitalia dai diktat europei perché la Commissione europea di fatto si oppone alla ricapitalizzazione della compagnia di bandiera italiana, per la quale Bruxelles prospetta un’uscita dal mercato in modo ordinato e la perdita del marchio in caso di eventuale transizione. E poi c’è il nodo dei lavoratori perché, se è vero che Alitalia non è più sostenibile con i finanziamenti pubblici, è anche vero che il “fallimento” della società provocherebbe un disastro occupazionale.

Perché Air France può essere ricapitalizzata e Alitalia no, secondo l'Ue

Dunque mercoledì appuntamento alle ore 9,30 in piazza Santi Apostoli a Roma, dove, insieme agli altri sindacati di categoria, ci sarà anche AssoVolo, il cui segretario generale Davide Carovana spiega a Today.it: “Chiediamo subito ristori per la vecchia Alitalia in amministrazione straordinaria, almeno finché non si decida di trasferire l’asset nella nuova compagnia, così da salvare l’operatività della vecchia compagnia con ristori Covid. Secondo, trovare il modo di trasferire gli asset dalla vecchia alla nuova amministrazione individuata in Ita. Terzo, avere cento aerei entro il 2022”.

Manifestazione dei sindacati di Alitalia 

C’è poi un tema che la politica dovrà affrontare ed è quello di una eventuale riforma del trasporto aereo per ridisegnare da nuovo le regole di concorrenza con le compagnie low cost. “Altrimenti è concorrenza sleale perché fatturano all’esterno e non applicano i contratti di lavoro italiani. – continua Carovana – Così una compagnai di bandiera sarà sempre svantaggiata”. Già infatti a rischio licenziamento ci sono 11mila lavoratori, altri 40mila sono in bilico alla luce della riduzione dell'indotto.

Ma il Premier Mario Draghi riuscirà a farsi portavoce in Europa di queste istanze? Il dubbio c’è. Se da una parte Draghi rappresenta l’Italia, dall’altra, si sa bene come la pensa, anche rispetto alla polemica sulla presunta disparità di trattamento che la Commissione europea avrebbe riservato alle compagnie di bandiera di Francia e Germania, AirFrance e Lufhtansa, che potranno essere ricapitalizzate rispettivamente con 4 e 6 miliardi di euro di aiuti di Stato, mentre Alitalia no. Il motivo è che tra gli esperti di economia, Draghi compreso, Alitalia è quella che piace definire un'impresa “zombie”. Cosa significa? Che anche prima della pandemia era in perdita e quindi, a differenza delle aziende francesi e tedesche, non dovrebbe ricevere aiuti perché sarebbero solo uno spreco di denaro pubblico. Si vedrà in settimana  se si sbloccherà qualcosa dal Governo e se i sindacati avranno delle risposte.

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