Manital, lavoratori da mesi senza stipendio: protesta davanti al Mise

Sono circa 10mila i lavoratori coinvolti nella vertenza che riguarda ManitalIdea e le società consorziate. I sindacati hanno indetto uno sciopero per venerdì 26 luglio

Il Ministero della Sviluppo Economico

Esplode la rabbia dei lavoratori del Consorzio Manital, lasciati da mesi senza stipendio. Dopo la fumata nera prodotta dall'incontro avvenuto al Mise lo scorso 8 luglio, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno deciso di riaccendere la protesta, organizzando una giornata di sciopero per gli addetti di Manital e consorziate, con appuntamento per venerdì 26 luglio 2019, alle ore 10:30, davanti al Ministero dello Sviluppo Economico.

 "Sono oramai troppi mesi che Manitalidea e le società del consorzio -affermano le sigle sindacali in una nota - non rispettano le scadenze di pagamento degli stipendi e delle altre competenze, causando conseguenze gravissime per i lavoratori esasperati da una situazione inaccettabile che sta causando forti disagi sociali. Gli stessi lavoratori che, nonostante la colpevole inadempienza, stanno garantendo servizi e prestazioni".

Manital, 10mila lavoratori senza stipendio

Come confermano i sindacati, a pagare il prezzo più grande di questa vertenza sono i circa 10mila lavoratori, tra ManitalIdea e le società consorziate, che da mesi sono senza retribuzione. Il consorzio Manital, specializzato nella progettazione, gestione ed erogazione di diversi servizi, è infatti impiegato in appalti pubblici e privati mulltiservizi per committenze importanti su tutto il territorio nazionale, dai ministeri agli ospedali, passando per Consip e Università.

"Situazione economica critica"

La vertenza Manital si trascina ormai dal 2017 quando ManitalIdea ha dichiarato 'difficoltà di riallineamento economico', di fatto ritardando il pagamento delle retribuzioni anche a 90 giorni. Una situazione economica difficile, come descritto anche dalle sigle sindacali: "La crisi di Manitalidea e del consorzio è conclamata dal bilancio emerge una situazione economica critica, che non può ricadere sui lavoratori. Il Mise intervenga e convochi un tavolo di crisi con le imprese, il sindacato, i ministeri e gli enti interessati. Le committenze pubbliche e private -sostengono i sindacati- sono responsabili allo stesso modo, e devono intervenire per sostenere direttamente le retribuzioni dei lavoratori."

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