Venerdì, 7 Maggio 2021

Qual è il rischio "occulto" della manovra (secondo la Cgil)

"Il vero grande condono è l'aliquota al 15% sulle partite Iva. Vedrete che molti datori di lavoro chiederanno la partita Iva. Dal loro punto di vista diventa un'operazione vantaggiosissima: il lavoratore non ha diritti" dice Colla, candidato alla segreteria della Cgil

Foto: repertorio

"Questa è una manovra che guarda fino a maggio, non guarda al Paese, al futuro". Lo sostiene Vincenzo Colla, candidato a diventare il successore di Susanna Camusso alla guida della Cgil e sfidante di Maurizio Landini (sfida che si preannuncia all'ultimo voto).

"La sfida sul tema delle diseguaglianze interpella il sindacato, ma la loro risposta è assistenziale, giocata tutta sulla spesa corrente - dice alla Stampa, aggiungendo quello che ritiene essere il rischio dela manovra del governo Lega-M5s -  E a leggerla bene questa manovra contiene un aspetto strutturale, che non è stato ancora capito nella sua pericolosità...Il vero, grande condono è l'aliquota al 15% sulle partite Iva. Guardate che lì ci sono due colpi: uno al principio costituzionale della progressività della tassazione in base al reddito. Chi ha un reddito di 65mila euro, dovrebbe essere tassato in modo eguale, indipendentemente dall'attività svolta. Se io tasso la partita Iva fino al 15 per cento, mentre l'aliquota più bassa di un operaio o di un pensionato è al 23 per cento, do un colpo mortale all'Irpef. Ma attenzione questo nuovo regime farà in modo che un pezzo di lavoro a tempo determinato si sposterà lì, sulla partita Iva". 

Cgil: "Datori di lavoro chiederanno la partita Iva"

"In un momento di basso sviluppo - prosegue - vedrete che molti datori di lavoro chiederanno la partita Iva. Dal loro punto di vista diventa un'operazione vantaggiosissima: il lavoratore non ha diritti, viene pagato a fattura, lo prendo e lo lascio quando voglio. Ci saranno tante partite Iva fasulle! Tra l'altro anche un colpo alla crescita delle professioni: tutti vorranno stare sotto i 65mila euro e quindi se ci sono giovani che vogliono fare uno studio associato, non lo faranno più. E con questa operazione, il decreto dignità non c'è più: aumenterà la precarietà nel mercato del lavoro. Un colpo anche al diritto al conflitto collettivo: ad un ragazzo in partita Iva, il sindacato che gli racconta? Se si avvicina, non gli pagano più la fattura...".

"La Cgil - sottolinea Colla - è sempre stata in campo deve tornare ad essere riconosciuta come soggetto di cambiamento generale. Una Cgil aperta, in grado di relazionarsi con gli altri. Autonoma, capace di dire dei no scomodi, di aprire un grande scontro sul tema della redistribuzione. Ma anche capace di dire dei sì. Alla Tap e alla Tav. O all'Europa, che avrà tanti difetti ma è anche il perimetro più democratico che abbiamo. Se c'è un sovranismo che dobbiamo volere, è il sovranismo europeo. La macchina dello sviluppo che camminava da sola non c'è più. Abbiamo bisogno di un nuovo motore, sia pubblico che privato. Il sindacato deve essere un pistone fondamentale di questo motore che vada verso la reindustrializzazione del Paese. Scommettendo su un new deal della ricerca".

"Il sindacato - conclude - deve aiutare lo sviluppo di un Paese collegato col mondo: padroni a casa nostra di che? Se Trump mette i dazi, chiudono le imprese del Nord. Se non abbiamo autonomia energetica, siamo in difficoltà. La nostra è una storia di logistica, di porti, di lavorazione di merci che arrivano e ripartono. Se vuoi dare una risposta al Sud, dovresti investire lì e invece non abbiamo un collegamento tra Gioia Tauro e Lamezia. Perché abbiamo salvato la siderurgia? Perché c'erano i porti di PiombinoLivorno e di Taranto! Noi siamo gente capace di movimentare".

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M5s: "Con la manovra più lavoro e più diritti"

Previsioni che differiscono da quanto raccontavano i deputati M5s della commissione Lavoro dopo l'approvazione definitiva della legge di bilancio: “In questa legge di bilancio abbiamo previsto molte assunzioni in alcuni degli enti strategici per il mercato del lavoro del nostro Paese. Innanzitutto prevediamo che dal 2019 le Regioni possano assumere fino a 4000 persone da destinare ai centri per l’impiego, strumenti fondamentali per la piena realizzazione del reddito di cittadinanza. Consentiremo anche all’Ispettorato del Lavoro di assumere più di 900 persone in 3 anni per il contrasto al lavoro nero e al caporalato”. 

“Continuiamo poi a impegnarci per dare più diritti ai lavoratori - proseguono -. Tuteliamo ad esempio coloro che hanno lavorato in aziende private che trattavano l'amianto e sono poi passati al pubblico impiego, aprendo a loro la possibilità del pensionamento anticipato; incrementiamo il fondo per il diritto al lavoro dei disabili di 10 milioni per l’anno 2019 e il fondo per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro di un milione di euro all’anno; stabilizziamo i lavoratori socialmente utili ed estendiamo a 5 giorni il congedo parentale obbligatorio per i padri lavoratori. Diamo poi il colpo di grazia al Jobs Act, con il finanziamento per un altro anno di Cassa Integrazione Straordinaria e Mobilità in Deroga, attraverso la conferma anche per il 2019 dei fondi residui a disposizione delle Regioni, per dare una boccata d’ossigeno a lavoratori e aziende in crisi”.

“Introduciamo anche importanti misure per ridurre il costo del lavoro e agevolare le assunzioni in Italia: tagliamo del 32% le tariffe Inail per le imprese e permettiamo la decontribuzione fino al 100% per tutti i lavoratori under 35 assunti al Sud o lavoratori senior senza occupazione da almeno 6 mesi. Inoltre, dopo anni di completo abbandono da parte dello Stato, andiamo a rinnovare i contratti collettivi dei dipendenti statali e miglioriamo i trattamenti economici, adeguando le retribuzioni anche di quelli non contrattualizzati in regime di diritto pubblico. Infine, diamo il via a un grande piano di assunzioni a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione, dove l’età media è molto elevata, e  per sostenere le forze dell’ordine”, riferiscono i portavoce del MoVimento 5 Stelle.

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