La Manovra sacrifica la lotta al cambiamento climatico sul tavolo della "realpolitik"

Il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli sottolinea l'ipocrisia del governo italiano che "a Madrid alla conferenza per il clima fa passerelle mentre a Roma continua portare avanti politiche nemiche dell'ambiente"

Non passano nemmeno ventiquattro ore dall'accordo di maggioranza che ha dato il via libera alla manovra fiscale che piovono critiche sulle modifiche previste al disegno di legge di bilancio.

Se dagli ambienti di centrodestra si sottolinea che le limature decise nel vertice di palazzo Chigi riguardano la posticipazione di tasse che lo stesso governo voleva introdurre, il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli sottolinea l'ipocrisia del governo italiano che "a Madrid fa passerelle mentre a Roma continuano a fare politiche nemiche dell'ambiente".

"L'accordo della maggioranza sulla manovra economica è una Caporetto per l'ambiente e la lotta al cambiamento climatico."

Sotto accusa la posticipazione della plastic tax, la tassa sulla plastica monouso - che nei piani iniziali doveva partire ad aprile con un prelievo di 1 euro al chilo - entrerà in vigore a luglio e verrà ridotta dell'85% rispetto a quanto inizialmente previsto. Stesso discorso per la sugar tax, tassa sulle bevande zuccherate da 10 centesimi al litro, che slitta di sei mesi, al primo ottobre, per permettere alle aziende di riformulare le loro linee produttive.

Richieste che arrivano da Italia Viva che più volte aveva fatto capire di essere pronta a far cadere il governo. 

"È la prova dell'improvvisazione di questo governo che usa l'ambiente solo come strumento mediatico e di propaganda, ma alla prova dei fatti fa esattamente il contrario di quello che per mesi ha annunciato di voler fare" spiega Bonelli.

"Non ci sono risorse per il trasporto pubblico - sottolinea Bonelli - i fondi reali sul Green new deal non sono 55 miliardi di euro in 15 anni ma 34, a differenza degli investimenti di altri paesi europei come la Germania di 100 miliardi in 10 anni, niente sull'eliminazione della plastica mono uso a partire dagli interventi di conversione delle filiere industriali, lo stesso sulle bonifiche."

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"Tutte le norme aggressive contro l'ambiente volute dal governo Conte 1 - continua l'esponente dei Verdi - rimangono ancora in vigore, come ad esempio il piano clima che viola gli accordi di Parigi, quelle sui fanghi tossici che possono essere sparsi sui suoli agricoli o le deroghe ai vincoli ambientali, per continuare a cementificare, previste dal decreto crescita."

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