Manovra, i sindacati picchettano il governo: "Sbloccare la rivalutazione delle pensioni"

Dal governo la promessa di 2,5 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale e 5,4 miliardi per il rinnovo del contratto degli Statali. Ma i sindacati pressano: "Più soldi per abbassare le tasse, necessario lo sblocco della rivalutazione delle pensioni"

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, risponde alle domande dei giornalisti al termine del vertice con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, Roma, 7 ottobre 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Accantonata l'ipotesi degli aumenti selettivi dell'Iva, il governo si trova ad aver a che fare con una manovra dalla coperta corta, anzi cortissima. Con 23 miliardi bruciati dal disinnesco delle clausole di salvaguardia, molte promesse rischiano di restare fuori o affrontante in maniera insufficiente. 

Questo - a quanto si apprende - l'esito del primo confronto tra l'esecutivo e i sindacati sul contenuto della manovra di bilancio 2020

"Abbiamo detto che vogliamo fare una discussione seria sul sistema delle agevolazioni fiscali e abbiamo detto che serve investire sulla lotta all'evasione fiscale" spiega il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini dopo l'incontro a Palazzo Chigi. Una "novità importante" per Landini è anche che "il governo ha accettato la proposta dei sindacati di anticipare il confronto sul Def del prossimo anno per evitare che la discussione non si apra in autunno ma che già entro il mese di aprile del 2020 si sia già svolto e discusso quello che verrà realizzato negli anni successivi. Noi vogliamo discutere dei prossimi tre anni".

Dai sindacati è arrivata la richiesta di un intervento legislativo sui contratti nazionali e una revisione della legge "sblocca cantieri" per far ripartire i cantieri e creare lavoro, riducendo i sistemi di subappalto e la logica del massimo ribasso.

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Il presidente del Consiglio Conte col ministro dell'Economia Gualtieri, con i leader sindacali Furlan, Landini e Barbagallo durante l'incontro a Palazzo Chigi sulla prossima legge di Bilancio, Roma, 7 ottobre 2019.

In attesa del varo della manovra previsto per il 20 ottobre, saranno aperti tavoli di lavoro tra sindacati e governo "sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, taglio del cuneo fiscale e sulla riforma del fisco, sistema pensionistico e rivalutazione delle pensioni per poi arrivare, la prossima settimana, al tavolo sugli investimenti, Mezzogiorno e politiche industriali.

Manovra, per taglio tasse pochi fondi

"I soldi destinati alla riduzione del cuneo fiscale ci sembrano pochi" spiega il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. Secondo il leader sindacale "bisogna fare una verifica sui fondi necessari ai rinnovi dei contratti pubblici e bisogna fare in modo che ci sia una riduzione delle tasse o - ha suggerito - una rivalutazione delle pensioni in atto. Serve anche mettere in piedi la legge sulla non autosufficienza".

I numeri messi sul piano dal governo li suggerisce il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan. Il governo ha indicato uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale. Inoltre ben 5,4 miliardi sono stimati per il rinnovo dei contratti degli Statali nel prossimo triennio.

"Riguardo anziane e anziani - ha aggiunto Furlan - è necessario "lo sblocco della rivalutazione delle pensioni. Quota 100 rimarrà, perché non si può continuamente cambiare la vita delle persone ma dovrà partire un confronto chiaro su come creare una previdenza più equa e più giusta per tutti".

Cuneo fiscale, bonus di 40 euro

Secondo le stime i 2,5 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale porterebbero a buste paga più pesanti ma solo per i lavoratori dipendenti a basso reddito, un bonus di 40 euro in più da luglio 2020 destinato solo a chi guadagna non più di 26 mila euro lordi l'anno. 

Dubbi restano sull'effetto che potrebbero produrre sull'economia. Un buffetto di incoraggiamento secondo i detrattori, ma a ben vedere tutt'altro che uno shock fiscale per far ripartire l'economia. 

Secondo gli esperti del Cnel auditi oggi in commissioni Bilancio di Camera e Senato, la strategia macroeconomica definita dalla Nota di aggiornamento al Def è "debole sul piano delle radici strutturali".

"La manovra 2020 deve presentare l'ampio respiro indispensabile a garantire per il prossimo triennio la crescita del pil e, per tale via, la riduzione del debito, la coesione sociale, la stabilità politica, il rafforzamento della democrazia''.

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