Manovra, misure anti-evasione: c'è il rischio "effetto boomerang"

Secondo l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, le nuove misure potrebbero incentivare le forme di "evasione con consenso". Dubbi anche su Pil e spesa, ma Gualtieri difende la legge di Bilancio: "Abbassa la pressione fiscale, la crescita ci sarà"

Foto di repertorio

La manovra economica, ancora in fase di elaborazione da parte del governo, ha già suscitato diversi dubbi, non soltanto sulle nuove tasse, come la plastic tax e la sugar tax, ma anche sugli incentivi per i pagamenti elettronici, studiati dall'esecutivo come mossa contro l'evasione fiscale. Ma proprio queste misure che dovrebbero scoraggiare gli evasori e aumentare il gettito nelle casse dello Stato potrebbero avere un “effetto boomerang” da non sottovalutare.

A portare alla luce questa possibile anomalia è stato il presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro, durante l'audizione sulla manovra tenutasi davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato a Palazzo Madama: "Le misure anti-evasione previste dalla manovra per favorire i pagamenti tracciabili e contrastare potrebbero tuttavia incentivare forme di evasione con consenso (quelle in cui esiste un accordo tra acquirente e venditore), ampliando anziché riducendo l'evasione nelle cessioni con il consumatore finale". 

Manovra, misure anti-evasione ed effetto boomerang

"Questo tipo di evasione, sicuramente più difficile da contrastare, non è ancora stata affrontata con determinazione. In presenza di un'emersione dei costi favorita dall'obbligatorietà della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi, l'aumento dell'evasione con consenso potrebbe portare anche a una perdita di gettito. Questo fenomeno andrebbe contrastato dalla previsione di adeguati controlli sulla stabilità e credibilità dei margini di ricavo", afferma.

"Sulla lotta all'evasione il governo dovrebbe dare attuazione alle misure in campo – ha aggiunto Pisauro - Sul versante della lotta all'evasione fiscale, la manovra compie un sforzo apprezzabile mettendo in campo un set di misure dissuasive, incentivanti, repressive e informative ad ampio raggio ai fini di un significativo recupero di basi imponibili. Si tratta quindi ora di predisporre tutti gli strumenti operativi in grado di massimizzarne l'efficacia, dotando l'Amministrazione delle necessarie risorse professionali e tecniche e superando eventuali ostacoli rimanenti (per esempio quelli in materia di trattamento dei dati personali)".

Manovra, i dubbi dell'Upb: ''Troppe incertezze e impegni divergenti''

Ma le perplessità evidenziate dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio non riguardano soltanto le misure contro l'evasione fiscale, ma alle ''troppe incertezze'' contenute nella programmazione generale. 

"Com'è avvenuto in tutti gli anni recenti - sottolinea il presidente di Upb- anche in questa occasione la manovra fissa per il 2020 un livello del rapporto deficit/pil stabile rispetto agli anni precedenti, rinviando agli anni successivi la sua riduzione. Riduzione, per conseguire la quale ci si affida ancora principalmente alle clausole di salvaguardia su Iva e accise (19 miliardi nel 2021 e oltre 25 miliardi nel 2022) che zavorrano il quadro programmatico di bilancio senza che sia fornita alcuna indicazione sul loro destino futuro". Nella manovra inoltre, "vengono inoltre presi impegni divergenti nel triennio in materia di entrate e spese: al netto delle clausole di salvaguardia, le prime tendono a ridursi (dai 7,5 miliardi del 2020 ai 3,9 miliardi del 2022), le seconde a salire sensibilmente (da 0,7 miliardi il prossimo anno a 11,3 miliardi del 2022)".

Manovra, i rischi su Pil e spesa per debito

Il presidente di Upb ha anche affrontato il problema dei rischi legati alla crescita del Prodotto Interno Lordo: "Rispetto a quanto ipotizzato nella Nadef, la manovra fuga alcuni elementi di incertezza tuttavia restano dei rischi". 

 "In particolare – prosegue - ridimensiona, rispetto agli originari 7 miliardi previsti per il 2020, l'apporto delle misure di contrasto all'evasione fiscale, ora oggetto di quantificazioni più prudenti e realistiche. Le grandezze di finanza pubblica appaiono in ogni caso soggette a rischi e incertezze derivanti dall'andamento del quadro macroeconomico. Un forte peggioramento del contesto internazionale potrebbe influire negativamente sulla domanda estera rivolta al nostro Paese e quindi sulla crescita del pil, che potrebbe risultare inferiore a quella dello scenario programmatico prospettato nella Nadef. Inoltre, sul fronte dei tassi di interesse, la situazione favorevole dovuta alla loro recente riduzione è soggetta a incertezza, con rischi sulla spesa per l'onere del servizio del debito".

Manovra, la difesa di Gualtieri: ''Ci sarà una crescita duratura''

In difesa dei principi della manovra economica è poi intervenuto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: ''Auspico che nel lavoro parlamentare, verso il quale il governo ha grande rispetto e grande disponibilità al dialogo e al confronto, per poter portare a migliorare ulteriormente la manovra senza cambiarne l'impianto e gli obiettivi". 

"La manovra – ha proseguito -è impostata su una "crescita duratura e la sostenibilità dei conti. Ci sono segnali "incoraggianti" sull'economia e la stima di una crescita dello 0,6% per il prossimo anno appare "prudente e raggiungibile. Le stime sul pil del governo sono "credibili" e "ci portano a prevedere una crescita all'1% nel 2021".

Inoltre, secondo il titolare del dicastero economico, la legge di Bilancio andrà a ridurre la pressione fiscale, spiegando che anche se appare invariata , al netto di misure come il recupero dell'evasione e il differimento delle Dta, "avremo una riduzione di 7,1 mld della pressione fiscale rispetto all'anno precedente".

Fisco, lo schedario "non perdona": in arrivo la nuova arma anti-evasione

I risparmi della spesa per interessi nel quadriennio 2019-22 dovrebbero ammontare a 38,5 miliardi di euro. Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione sulla manovra davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato a Palazzo Madama, spiegando che dal calo dello spread e la credibilità del nuovo governo ne consegue "un dividendo di credibilità di circa 38,5 mld" in termini di minor spesa per interessi.

"Le stime" sul recupero della lotta all'evasione "sono riconosciute come realistiche e prudenti e penso che il pacchetto cashless, che neanche misuriamo tra le entrate aggiuntive per prudenza, porterà ad un significativo aumento del gettito fiscale che ci consentirà di incrementare ulteriormente il fondo per la lotta all'evasione".

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