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Martedì, 30 Novembre 2021
Pubblica amministrazione

Cosa vuol dire che la Manovra sblocca i premi ai dipendenti

Con un finanziamento da 300 milioni di euro il ministro Brunetta punta a rendere la Pubblica amministrazione più meritocratica: in arrivo regole e parametri per bonus e indennità

Una pubblica amministrazione più meritocratica, con una nuova organizzazione che prevede un sistema di premi e avanzamenti di carriera per i lavoratori più meritevoli. Una delle grandi novità che dovrebbe trovare spazio nella nuova Manovra economica riguarda lo scongelamento dei premi di risultato ai dipendenti pubblici. Ma mettere in atto questa ''rivoluzione'' per i dipendenti pubblici ha reso necessario un serrato confronto tra il dicastero di Brunetta e la Ragioneria generale dello Stato.

Dal ministero della Pubblica Amministrazione chiedevano di cancellare il tetto che blocca i premi dal 2016, ma dare il via libera a questa ipotesi si sarebbe tradotto in una spesa superiore ai 2 miliardi di euro. Una strada difficilmente percorribile in questo momento, soprattutto per la ''coperta'' sempre corta quando si disegna la Legge di Bilancio. Così si è optato per una strada diversa, un finanziamento aggiuntivo vicino ai 300 milioni per le pubbliche amministrazioni centrali, con nuove regole e soglie meno stringenti per gli enti territoriali.

I premi per i dipendenti pubblici e le nuove regole

Il piano di rinnovo meritocratico della Pubblica amministrazione si fonda quindi su un nuovo impianto che mira a premiare i Comuni, spesso ''dimenticati' dai bonus o destinatari di pochi spiccioli. Per renderlo possibile i nuovi criteri dovranno essere studiati in base a valori massimi pro capite per quanto riguarda i premi. I 300 milioni contenuti nella Manovra consentiranno di sbloccare il salario accessorio, ossia quella parte di retribuzione destinata ai dipendenti in base alla produttività. In parole povere, il nuovo modello prevede premi e indennità per i lavoratori più meritevoli.

Una misura che fa parte di di una rivoluzione più articolata, illustrata dal ministro Brunetta durante un convegno dell'Inps: ''La ridefinizione complessiva della qualità e della quantità del lavoro si può affrontare alla vecchia maniera cercando di ammortizzare, di assorbire passivamente e, invece la gestione della transizione è il nostro obiettivo. Non dobbiamo avere paura delle transizioni, che sia quella green o quella burocratica. Dobbiamo valorizzare il capitale umano, per questo abbiamo superato i tetti, ripristinato il salario accessorio abbiamo introdotto la semplificazione delle procedure, una rivoluzione bisogna gestire l'impatto della digitalizzazione e la reingegnerizzazione avendo sempre a cuore la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese".

Il progetto per i ''Piccoli'' Comuni

I preciso funzionamento di questa nuova organizzazione e le regole per accedere ai premi in questa rivoluzione della Pa sono ancora in via di definizione, ma l'accordo è stato annunciato da Renato Brunetta nella conferenza stampa tenuta insieme al presidente dell'Anci Antonio Decaro per presentare il progetto ''Piccoli'', dedicato al rafforzamento della capacità amministrativa degli piccoli enti, appunto. Durante il suo intervento il ministro della Pubblica amministrazione ha sottolineato: ''Le nuove regole aiuteranno il confronto finale sui contratti con «gli amici dei sindacati e renderanno operativo in modo «opportunamente regolato»il superamento del blocco al salario accessorio previsto dal Patto per il lavoro pubblico siglato con il premier Draghi il 10 marzo''.

Tornando al progetto Piccoli, acronimo di ''Piani di intervento per le competenze, la capacità organizzativa e l'innovazione locale", questo prevede un investimento di 42 milioni di euro in 41 mesi che serviranno per rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli Comuni italiani, attraverso una iniziativa realizzata nell'ambito del Pon Governance e capacità istituzionale 2014-2020, uno degli strumenti della politica di coesione finanziati dall'Unione europea attraverso i fondi strutturali e di investimento europei.

Il progetto del Dipartimento della funzione pubblica ha visto arrivare 1.502 manifestazioni di interesse (1.399 singole e 103 in forma aggregata), per un totale di 1.988 Comuni con meno di 5.000 abitanti. Gli ambiti tematici più selezionati sono stati bilanci, contabilità, gestione del personale e riscossione dei tributi (24%), smart working (22%), acquisti e appalti pubblici (19%), semplificazione (18%), gestione associata servizi locali (17%)

L'Anci ha già iniziato a supportare i Comuni nella progettazione partecipata dei Piani di intervento: 471 enti hanno già trasmesso il piano al Dipartimento della funzione pubblica, 552 hanno ultimato il percorso di analisi dei fabbisogni e 612 sono al lavoro. Infine, un'altra novità in arrivo riguarda le indennità dei sindaci che dovrebbero essere riviste al rialzo grazie ad un nuovo finanziamento. I primi a beneficiarne saranno sempre i piccoli Comuni, ma i calcoli e piani sono ancora in ''working progress''.

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