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Sabato, 26 Novembre 2022
La manovra

Il governo si prende un anno di tempo per smantellare il Reddito di cittadinanza

Nel 2023 l'assegno verrà ridotto. Poi dal 2024 "rivedremo l'intero sistema" garantisce il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari (Fdi). E Conte chiama la piazza

Con la manovra finanziaria cambia anche il Reddito di cittadinanza. Secondo quanto si apprende da fonti del governo, il 2023 resterà un anno di transizione in cui si comincerà a ridurre l'assegno, creando un distinguo netto fra chi non ha possibilità di lavorare e chi ha tutte le caratteristiche per entrare o rientrare nel mondo del lavoro. Poi nel 2024 verrà rivisto tutto, continuando a sostenere chi ne avrà bisogno e dando però l’alternativa del lavoro. Di fatto le mensilità verranno azzerate nel 2024, con una platea senza Reddito di cittadinanza di circa 350mila persone.

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A confermarlo è il sottosegretario per l'attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari, entrando a Palazzo Chigi dove il Consiglio dei ministri parlerà proprio della manovra di bilancio. "C'è un anno transitorio nel quale comunque tutte le persone in difficoltà saranno tutelate, chi non è in grado di lavorare avrà piena tutela e chi è in grado di lavorare invece avrà una riduzione dei mesi di sostegno, si porterà da dodici a otto mesi - ha detto Fazzolari - Dal 2024 rivedremo l'intero sistema, lavorandoci su per garantire pieno sostegno ai bisognosi e inserire nel mondo del lavoro chi è in grado di lavorare".

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Dunque c’è anche una data in cui il Reddito di cittadinanza, per lo meno come lo conosciamo oggi, verrà messo in cantone: è il primo gennaio 2024. Proprio dalla dismissione del Reddito di cittadinanza il governo ha trovato anche risorse da investire in altre voci di bilancio. Anche perché si parla di un risparmio di oltre 700 milioni di euro. Ma attenzione perché, sempre per Fazzolari, non c’è mai stata intenzione di usarlo come bancomat: "Non abbiamo mai voluto riformare il reddito di cittadinanza per fare cassa, non era quello il senso. Il senso era ottimizzare le risorse a sostegno dei bisognosi e ottimizzare le risorse per l'inserimento nel mondo del lavoro, ed è quello che vogliamo fare a prescindere dalla questione di cassa. Le risorse per fare una legge di bilancio seria le abbiamo trovate" ha concluso Fazzolari.

Giuseppe Conte chiama la piazza: "Disposti a tutto per difendere Rdc"

Per Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è un attacco al Movimento 5 Stelle. “Siamo disposti a tutto per difenderlo e daremo battaglia nelle sedi istituzionali e nelle piazze se il governo andrà avanti con questo indegno proposito di smantellare. Così il M5s si erge a difensore unico del reddito di cittadinanza e chiama "ad unirsi alla nostra battaglia" tutte le forze che hanno a cuore le persone in difficoltà e "non solo il Pd". Secondo Conte la manovra, bollata da lui come “disumana”, colpirebbe "una platea di 660mila persone molte delle quali hanno già compiuto 50 anni ed hanno difficoltà a ricollocarsi sul mercato del lavoro. Inoltre metterebbe in difficoltà tanti lavoratori che prendono quattro o cinque euro l'ora e che integrano con il reddito di cittadinanza il loro reddito" e tutti quei percettori, "il 70%, che hanno un titolo di istruzione molto basso".

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