Martedì, 2 Marzo 2021
ECONOMIA

Marchionne, gli operai si dividono: "È stato un grande". "No, ha fatto poco per i lavoratori"

Davanti ai cancelli di Mirafiori prevale un sentimento di riconoscenza, ma con qualche distinguo. E le preoccupazioni per il futuro non mancano

Un momento dell'uscita degli operai durante il cambio turno delle ore 14 davanti alla porta 2 di Mirafiori, Torino, 23 Luglio 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Che Marchionne fosse un manager amato e odiato non lo scopriamo certo oggi, nei giorni bui della malattia. Anche tra gli operai di Mirafiori ci si divide sul lascito dell’uomo in pullover, l’emigrante che partito dall’Abruzzo quando era ancora ragazzino ha riscritto la storia dell’industria italiana dell’auto. Certo sui suoi meriti e demeriti si può discutere.

E se ne discute pure davanti ai cancelli dell’azienda torinese dove comunque prevale un sentimento di riconoscenza verso colui che ha salvato la Fiat da un fallimento se non certo, di sicuro molto probabile, un merito che oggi che è ricoverato in gravi condizioni gli riconoscono anche i detrattori.

E' AdnKronos a riportare alcune delle voci che arrivano dalla fabbrica, le voci di quegli operai che hanno vissuto in prima persona, sulla propria pelle, i cambiamenti imposti dal manager italo-canadese. E, sia pure con qualche distinguo, le opinioni positive sull'operato dell'ex a.d. prevalgono su quelle negative. 

Gli operai - racconta l'agenzia di stampa - arrivano alla spicciolata per prendere servizio nello storico stabilimento dove oggi, dopo la fine, qualche settimana fa dell'Alfa Mito, viene prodotto solo il Suv Levante di Maserati.

"Per me - spiega Luciana - Marchionne ha rappresentato la speranza, ha fatto tanto per l'azienda, speriamo che ora si vada avanti con i programmi annunciati".

"Marchionne? - gli fa eco un collega che sta strisciando il badge all'ingresso - un grande, ha fatto il massimo che poteva fare per Fca, ora speriamo si continui". "Speriamo che il nuovo ad mantenga le promesse fatte da Marchionne", aggiunge ancora un giovane operaio da poco in Fca che suggerisce: "bisogna lavorare sull'auto elettrica perché quello è il futuro".

Le voci critiche: "Ha pensato più ai bilanci che ai lavoratori"

"Quando qualcuno fa un buon lavoro è sempre una perdita. Marchionne ha salvato parecchie cose, anche se più che ai posti di lavoro ha pensato a risanare l'azienda - commenta un altro operaio mentre si avvia a casa a fine turno - i contratti che ci hanno proposto non ci hanno soddisfatto, ma li abbiamo dovuti accertare, ora speriamo in un nuovo modello". E, se c'è qualcuno più critico secondo cui l'ex ad "ha fatto molto di più sotto l'aspetto finanziario che per tutelare noi lavoratori", il giudizio sul nuovo ad, Mike Manley, resta sospeso. "Alla Jeep ha fatto bene, speriamo altrettanto faccia qui, certo al momento la preoccupazione per il futuro c'è".

"Marchionne per me era come un figlio, tradito dalla passione per le sigarette"

Fca, lascia anche Altavilla

Intanto le notizie che arrivano da Fca non sono delle più rassicuranti. Dopo l'uscita traumatica di Marchionne si è infatti dimesso Alfredo Altavilla, responsabile dell'area Emea per Fca. La voce circolava da ore a Torino e nel pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale dell'addio attraverso una nota stampa.Con Altavilla esce scena uno dei principali candidati che erano stati indicati per la possibile successione al manager italo-canadese, di cui è stato uno dei collaboratori più vicini. 

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