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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Economia Italia

Da Camusso a Landini, così la Cgil riscopre la sinistra di lotta

Il mandato di Susanna Camusso scadrà il 3 novembre poi il congresso a Bari a gennaio per l'investitura di Landini. Ai nastri di partenza c'erano anche Vincenzo Colla, esponente dell'ala riformista, e Serena Sorrentino numero uno della funzione pubblica

L'ex capo dei metalmeccanici della Fiom Maurizio Landini, attuale segretario confederale della Cgil, sarà il nuovo segretario generale del principale sindacato italiano?. L'investitura decisiva verso la guida dell'associazione di corso d'Italia avverrà per mano della leader uscente, Susanna Camusso che guida la Cgil dal 3 novembre 2010.

Il mandato di Susanna Camusso scadrà il 3 novembre e il congresso che disegnerà il nuovo sindacato si terrà a Bari il 22-25 gennaio prossimo. Ci sono 3 mesi di tempo per i congressi di categoria che delineeranno le forze in campo ma il nome dell'ex leader dei metalmeccanici è dato tra i favoriti: per prassi è il segretario generale uscente a indicare il nome del nuovo leader.

Il disincanto: perché i sindacati perdono iscritti

L'avanzata di Landini è una vera e propria sorpresa. Ai nastri di partenza c'erano tre candidati: Vincenzo Colla, 56 anni di Alseno (Piacenza), segretario confederale esponente dell'ala riformista; Serena Sorrentino, 40 anni di Napoli, numero uno della funzione pubblica; l'ex capo delle tute blu Maurizio Landini, 57 anni di Castelnovo ne Monti (Reggio Emilia) alla vigilia era considerato il candidato meno forte.

Serena Sorrentino era la candidata designata: giovane, molto apprezzata, la numero uno della categoria dei lavoratori pubblici sconta l'inesperienza e la scarsa visibilità esterna. Vincenzo Colla era partito molto forte, potendo contare sull`appoggio dei pensionati dello Spi e delle categorie dei chimici-tessili (Filctem), edili (Fillea), trasporti (Filt) e telecomunicazioni (Slc). Ritenuto espressione autentica del cosiddetto "modello emiliano", il segretario confederale è fautore della concertazione e considerato molto pragmatico. Colla incarna un modello di sindacato differente da quello di Landini, più movimentista e in grado di dialogare non solo con le forze parlamentari tradizionali, Pd e vari cespugli della sinistra, ma anche con i 5 Stelle, che riscuotono molte simpatie nella base della Cgil.

Il suo principale alleato è Ivan Pedretti, segretario generale dei pensionati dello Spi. Categoria con molti iscritti, nello Spi iniziano però a farsi strada idee diverse da quelle di Pedretti e a non considerare Landini come l'uomo da evitare a tutti i costi.

Col passare del tempo i rapporti di forza interni si però sono ribaltati. Nelle assemblee di base, nei luoghi di lavoro, Camusso ha raccolto l'indicazione che Landini potrebbe essere l'uomo giusto per guidare una confederazione complessa come la Cgil. Dalla sua Landini ha anche una popolarità e una leadership naturale riconosciuta 

L'investitura di Landini è tanto più sorprendente se si considera che i rapporti con Camusso sono stati a volte complicati, in modo particolare ai tempi della Coalizione Sociale, un progetto finito poi nel dimenticatoio e che avrebbe dovuto mettere insieme associazioni e sigle di sinistra in aperta contrapposizione col Partito democratico di Matteo Renzi.

Landini, con il via libera di Camusso, potrà contare sull'appoggio di Sorrentino, della Flai di Ivana Galli, della Fiom di Francesca Re David, della segreteria nazionale con l'eccezione di Roberto Ghiselli, che dovrebbe restare con Colla, e gran parte delle regioni.

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