Mercoledì, 3 Marzo 2021
Nervi tesi in maggioranza

Il sì italiano al Mes e lo psicodramma del Movimento 5 stelle

La riforma del Meccanismo europeo di stabilità diventa realtà. Il ministro dell'economia Gualtieri promuove l'accordo raggiunto nell'Eurogruppo che getta le basi per l'unione bancaria

I ministri finanziari dell'Eurozona hanno raggiunto l'accordo definitivo sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità, un accordo che insieme al "nuovo" Mes prevedere l'anticipazione dell'entrata in vigore del salvagente finanziario di ultima istanza al 2022 e non più dal 2024.

La riforma del Mes diventa così realtà diventa realtà. La modifica del trattato che ridisegna gli aiuti tradizionali del Mes (e non la linea dedicata alla pandemia nata a marzo), nasce dall'intento dei ministri dell'area euro di prevenire le crisi invece che curarle con gravosi programmi di aggiustamento.

Pertanto gli stati che chiederanno l'aiuto del Mes potranno accedere a linee di credito precauzionali, utilizzabili nel caso in cui un Paese venga colpito da uno shock economico e voglia evitare di finire sotto stress sui mercati.

Sparisce il Memorandum - che impose rigide condizioni di rientro alla Grecia dopo la crisi del 2009 - sostituendolo con una lettera d'intenti che assicura il rispetto delle regole del Patto di stabilità. La riforma affida al Mes anche un altro compito, a tutela dei contribuenti: fornirà un paracadute finanziario (backstop) al fondo salva-banche (il fondo unico di risoluzione europeo alimentato dalle banche stesse), qualora, in casi estremi, dovesse finire le risorse a disposizione per completare i 'fallimenti ordinati' delle banche in difficoltà. Grazie alla decisione di oggi entrerà in vigore prima del previsto, cioè nel 2022 invece del 2024. Un buon punto di partenza per la discussione sull'ultimo pilastro dell'Unione bancaria, cioè lo schema di assicurazione comune sui depositi (Edis).

Per il ministro dell'economia Gualtieri l'accordo sancito in serata dall'Eurogruppo "è di importanza strategica per rafforzare l'Unione bancaria e assicurare un'ulteriore rete di sicurezza per la stabilità del sistema bancario".

La riforma del Mes dovrà ora essere firmata formalmente da tutti gli Stati aderenti al trattato, cioè quelli della zona euro, e potranno poi partire i procedimenti nazionali di ratifica. 

Che cos'è il Mes

L'Esm o Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità è un organismo intergovernativo creato nel 2012 per gli Stati dell'area euro per la risoluzione delle crisi finanziarie. Serve a fornire assistenza ai Paesi dell'Eurozona che hanno seri problemi finanziari; raccoglie fondi sul mercato dei capitali e mediante transazioni sul mercato monetario. Non è finanziato da denaro dei contribuenti, capitale a parte: si finanzia sui mercati, emettendo obbligazioni.  

La riforma dopo un lungo negoziato, è stata chiusa a fine 2019, ma non era stata approvata fino ad oggi per le difficoltà politiche dell'Italia.

Mes, sì del governo italiano

Il sì del governo italiano al Mes gettà il Movimento 5 stelle nello psicodramma. Mentre Gualtieri firma la riforma del Fondo Salva Stati il capo politico pentastellato Vito Crimi ribadisce il più assoluto "no" all'attivazione del Mes sanitario, il fondo che garantisce prestiti ad hoc per misure anti-pandemia.

Ma da Elio Lannutti a Raphael Raduzzi fino ad Alvise Maniero, da una parte del Movimento arriva, chiara, la contrarietà alla riforma. L'ala "dibattistiana" accusa i vertici del M5S di essersi piegati alla logica del compromesso.

A difendere Crimi l'ala governista e più moderata, a partire dal presidente della commissione Politiche Ue Sergio Battelli. Come spiega l'Ansa nel M5S "di governo" si punta ad un altro obiettivo: la proposta - lanciata da Riccardo Fraccaro - di una "Green rule" europea che permetta di scorporare gli investimenti sostenibili dal deficit. A Palazzo Chigi si guarda ora più che mai al Recovery Plan.

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