Venerdì, 5 Marzo 2021
Italia

Sanità pubblica zoppa: mancano 40mila medici per sostituire chi scappa nel privato

Il sindacato di settore Anaao Assomed propone un "Concorso di emergenza per inserire 6.000 specializzandi l'anno nelle attività del sistema sanitario nazionale impedendo la chiusura di servizi ospedalieri"

Ricognizione Regione per Regione del ministero della Salute per un'allerta davvero inusuale: mancano medici negli ospedali italiani. Il ministro Grillo ha infatti richiesto con urgenza i dati a Regioni e Province autonome per trovare le contromisure utili a contrastare la carenza di medici specialisti.

Gli ospedali in funzione solo grazie agli specializzandi

Nel dettaglio, le Regioni sono state invitate a fornire entro i primi giorni di settembre le cifre relative alla copertura degli organici dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri, specificando altresì il numero e la tipologia di specialisti carenti e il numero di medici che, pur non avendo avuto accesso alla specializzazione, oggi garantiscono di fatto e per necessità operativa l’erogazione delle prestazioni nel Ssn.

Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato di settore Anaao Assomed, plaude all'iniziativa del ministro Giulia Grillo, e allo stesso tempo rilancia la proposta di "un provvedimento urgente e limitato alla fase emergenziale, che permetta agli specializzandi dell'ultimo anno la partecipazione ai concorsi, con modalità che tutelino i diritti dei medici già in possesso della specializzazione, prevedendo la definitiva stabilizzazione nel momento di acquisizione del titolo di specialista".

"Concorso di emergenza per gli specializzandi"

"Si tratta di una platea di circa 6.000 specializzandi ogni anno che - osserva Palermo - potrebbero essere inseriti nelle attività del Ssn impedendo la chiusura di servizi ospedalieri".

"Nel quinquennio 2019/2023 usciranno dal sistema tra 30 e 40 mila medici dipendenti del Ssn sia per raggiunti limiti di quiescenza, sia per fuga nel privato verso attività più remunerative e meno disagiate. La disponibilità dei nuovi specialisti si avrà solo tra 5 anni e risulta sfasata rispetto allo sviluppo della curva pensionistica dei medici dipendenti, che mostrerà i suoi maggiori effetti proprio nel lasso di tempo precedente. Ad una situazione emergenziale si risponde con provvedimenti eccezionali".

Difficoltà per sostituire 40mila medici

Per Palermo sono urgenti provvedimenti non più procrastinabili tra cui finanziare i contratti di formazione specialistica da elevare almeno a 8.500 ogni anno "sulla scia di quanto già fatto per le borse del corso di formazione per medici di medicina generale".

Mancano pediatri, anestesisti, ortopedici, ginecologi, ma anche specialisti in medicina e chirurgia d'urgenza: le difficoltà più importanti negli ospedali più periferici che ricorrono a cooperative di medici che offrono prestazioni a gettone.

"Il fallimento della programmazione nella formazione post-laurea rappresenta oramai una vera emergenza nazionale e uno dei fattori più importanti delle difficoltà in cui versa il nostro Ssn" spiega Palermo che spiega come occorra dare più fondi alle aziende ospedaliere e "superare l'oramai anacronistica norma, inserita nella finanziaria del 2010 dal Governo Berlusconi e reiterata dai successivi, che limita la spesa per il personale nelle aziende sanitaria alla cifra prevista in bilancio nel 2004 ridotta dell'1,4%".

"È un passo necessario, ma non sufficiente perché la mancanza di specialisti rischia di far fallire le assunzioni nonostante il loro sblocco".

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