Martedì, 13 Aprile 2021
Verona

Melegatti, dipendenti senza stipendio da mesi: scende in campo anche l'Hellas

Mentre è stata aperta l'asta per l'acquisizione dell'intero gruppo dopo il fallimento, i lavoratori sperano di vedere le loro buste paga. Intanto, gli 11 a cui è stato concesso l'esercizio provvisorio verranno pagati

Lo stabilimento Melegatti di San Giovanni Lupatolo (Verona)

Lo stabilimento Melegatti di San Giovanni Lupatolo, nel veronese, ha smesso di produrre il celebre pandoro, chiudendo i battenti per fallimento e gettando nella crisi le famiglie dei lavoratori. Dopo mesi di proteste e speranze, i dipendenti non ricevono lo stipendio dallo scorso 30 aprile, con tutti i disagi che questo può provocare a centinaia di famiglie, che si poggiavano proprio si quella busta paga. 

Un piccolo aiuto arriverà dalla squadra di calcio dell'Hellas Verona. I giocatori gialloblu indosseranno delle magliette con il logo Melegatti nelle amichevoli di luglio. Magliette che poi saranno messe in vendita e il ricavato sarà devoluto alle famiglie dei dipendenti del gruppo dolciario fallito. Un intervento quello dell'Hellas che non sarà risolutivo, ma che almeno ha il pregio di alleviare il peso di una situazione difficile per molti veronesi.

L'asta

Dal 26 giugno scorso è stata aperta l'asta per acquistare l'azienda, che comprende gli stabilimenti di San Giovanni Lupatolo e la Nuova Marelli di San Martino Buon Albergo, entrambi nella provincia di Verona. La base d'asta per l'intero lotto è di 18 milioni di euro, più o meno due terzi per la Melegatti e un terzo per la Nuova Marelli. L'offerta minima è di 13 milioni e mezzo di euro e il rialzo minimo è di 20mila euro. I potenziali acquirenti potranno presentare offerte entro venerdì 27 luglio, mentre la data della vendita è stata fissata per il 30 luglio. 

Melegatti, storia di un fallimento annunciato (ma che forse si poteva evitare)

In 11 a lavoro per manutenzioni e pulizie

Nel frattempo 11 lavoratori sono potuti tornare nello stabilimento di via Monte Carega grazie alla concessione dell'esercizio provvisorio. Non è ripartita la produzione, ma almeno le manutenzioni vengono svolte e quindi la ripartenza dell'azienda potrebbe essere più rapida, una volta subentrata la nuova proprietà. Questi 11 lavorati potrebbero dunque rivedere lo stipendio ad agosto ed era dal 30 aprile che non ricevevano alcuna retribuzione.

Ad agosto potrebbe poi arrivare la cassa integrazione straordinaria per tutti gli altri dipendenti. Resterebbero in sospeso, così, gli stipendi di maggio che i lavoratori chiederanno di ottenere a settembre, quando scadrà il termine per la presentazione dei crediti vantati nei confronti dell'azienda fallita. Ma solo ad ottobre sarà stabilito a quanto ammontano effettivamente i debiti del gruppo Melegatti.

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