Giovedì, 23 Settembre 2021
Il caso

L'idea "anti-crisi": meno feste e ferie per i lavoratori

La proposta è degli industriali francesi, ma i sindacati si dicono subito contrari: "E' un'iniziativa inutile". In Italia ci avevano già provato Mario Monti e Berlusconi

ROMA - Lavorare di più e riposare di meno - riducendo feste e ferie - per uscire dalla crisi economica. L'idea degli industriali francesi, che hanno proposto meno riposo per i lavoratori per cercare di incrementare il prodotto interno lordo, non è certo nuova. Guardando in casa nostra, anche Mario Monti, quando era premier, provò ad accorpare qualche festa senza però riuscirci - identica sorte per Silvio Berlusconi - tanto che la proposta di cancellare 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno facendo slittare i festeggiamenti alla domenica successiva non riscosse molto successo. Anche se gli esperti avevano stimato che l'idea avrebbe consentito al Pil l'aumento dello 0,1%.

Ora l'argomento è molto caldo e sta scatenando il dibattito e le polemiche tra i nostri cugini d'Oltralpe. Riuniti nel Medef, la Confindustria francese, gli industriali, secondo quanto ha riferito il quotidiano La Repubblica, hanno lanciato l'idea di cancellare due giorni festivi sugli otto previsti in Francia (in Italia ci sono undici giornate di festività) e di aumentare le 35 ore settimanali proprio per aumentare il Pil. Immediata, però, la reazione dei sindacati che si sono opposti all'iniziativa, così come gli esperti che hanno ricordato come «nelle festività ci sono valori di fondo in cui si riconosce una società e che possono essere legati alla religione e alla storia».

«Hanno ragione i francesi del Medef», ha spiegato Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, schierandosi al fianco degli industriali d'Oltralpe. «In Italia si fanno mediamente 26 giorni di ferie e aggiungendo le 11 festività si arriva a 37: troppi». «Non credo che la strada sia tagliare le festività», ha fatto sapere Stefano Bartolini, economista dell'Università di Siena al quotidiano di Via Solferino, «non si crea occupazione e non si raddrizza il sistema». Il taglio di feste e ferie non è un progetto facile da realizzare neppure negli altri Paesi d'Europa. Soprattutto perché nel Vecchio Continente ogni Stato ha le sue giornate: si va dai quattordici giorni della Grecia ai sei di Romania e Paesi Bassi.

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