Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Meno infortuni mortali sul lavoro, ma il calo non è rassicurante

Secondo i dati dell'Inail, la flessione è legata soprattutto agli incidenti plurimi. A livello nazionale aumentano i casi di infortuni nel tragitto casa-lavoro

Meno infortuni mortali sul lavoro: perché il calo non è rassicurante. Foto di archivio Ansa

In dieci mesi 896 denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, 49 in meno rispetto alle 945 dei primi dieci mesi dello scorso anno. La flessione, però, non è rassicurante, in quanto legata soprattutto agli "incidenti plurimi", con cui si indicano gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno.

E' il dato più saliente contenuto nel dossier dell'Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) che, come ogni anno, fornisce i dati sulle denunce di infortunio da gennaio a ottobre.

Meno infortuni mortali sul lavoro: perché il calo non è rassicurante

Quest'anno il calo, come detto, riguarda soprattutto gli infortuni mortali plurimi. Ecco perché non c'è troppo da "esultare". Tra gennaio e ottobre dello scorso anno gli incidenti che hanno causato la morte di almeno due lavoratori sono stati 21, con 76 vittime, più del doppio dei 34 lavoratori che hanno perso la vita nei 16 incidenti plurimi avvenuti nei primi dieci mesi del 2019. Il raffronto appare quindi poco significativo, se si considera che la metà dei 76 decessi in incidenti plurimi dei primi dieci mesi del 2018 è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato soprattutto dai due incidenti stradali occorsi in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita sedici braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con quindici casi mortali denunciati all’Inail. Nel mese di agosto di quest’anno, invece, non sono stati registrati eventi di uguale drammaticità.

Inail, tutti i dati sugli infortuni sul lavoro

Le denunce di infortunio presentate all'Inail entro lo scorso mese di ottobre sono state 534.314, 240 in più rispetto alle 534.074 dei primi dieci mesi del 2018 (+0,04%). I dati rilevati al 31 ottobre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti "in itinere", nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 80.534 a 82.535 (+2,5%), mentre quelli "in occasione di lavoro" registrano un calo dello 0,4% (da 453.540 a 451.779).

A livello territoriale, l’analisi evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio sul lavoro nel nord-ovest (-0,1%), nel nord-est (-0,4%) e al sud (-0,6%), mentre nel centro e nelle isole l’aumento è stato pari, rispettivamente, all’1,2% e allo 0,8%. Tra le regioni che hanno fatto registrare le flessioni percentuali maggiori spiccano il Molise (-6,4%) e la Valle d’Aosta (-5,1%). Gli incrementi più consistenti sono invece quelli della Sardegna (+3,9%) e dell’Umbria (+2%). Il lieve aumento delle denunce che emerge dal confronto dei primi dieci mesi del 2018 e del 2019 è legato esclusivamente alla componente femminile, che registra un +0,6%, a differenza di quella maschile, in diminuzione dello 0,3%. A livello regionale spiccano i decrementi rilevati in Liguria e Veneto (rispettivamente 24 e 18 decessi in meno) e gli incrementi nel Lazio (+11), nelle Marche e in Sicilia (+10 per entrambe).

Per i lavoratori extracomunitari si registra un incremento degli infortuni denunciati pari al 4,9%, mentre le denunce dei lavoratori italiani sono in calo dello 0,6% e quelle dei comunitari dell’1,8%. Dall’analisi per classi di età emergono aumenti tra gli under 30 (+2,8%) e tra i 55 e 69 anni (+2,7%). In diminuzione del 2,2%, invece, le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi registrati.

A livello nazionale, dai dati rilevati al 31 ottobre di ciascun anno, emerge una riduzione di 55 denunce per i casi mortali occorsi "in itinere" e un aumento di sei denunce per quelli avvenuti "in occasione di lavoro". Il decremento ha interessato solo la gestione Industria e servizi, con 53 denunce mortali in meno (da 814 a 761), mentre l’Agricoltura ha presentato quattro casi in più (da 115 a 119), e il Conto Stato lo stesso numero di decessi in entrambi i periodi (16).

L’analisi di genere, nel confronto tra i primi dieci mesi del 2019 e del 2018, mostra un andamento decrescente per entrambi i sessi: 43 casi mortali in meno per gli uomini (da 863 a 820) e sei in meno per le donne (da 82 a 76). Segno meno anche per le denunce di infortunio con esito mortale dei lavoratori italiani (da 787 a 733) ed extracomunitari (da 114 a 112), mentre tra i comunitari si registrano sette casi in più (da 44 a 51). L’analisi per classi di età mostra flessioni tra gli under 20 (-7 decessi), nella fascia 30-44 anni (-38) e in quella 55-69 anni (-56), a fronte di sei morti in più per i lavoratori tra i 20-29 anni e di 49 in più per quelli tra i 45 e i 54 anni.

Le denunce di malattia professionale

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi dieci mesi di quest’anno sono state 51.055, 1.295 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+2,6%). Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione Industria e servizi, mentre sono diminuite in Agricoltura e nel Conto Stato. In ottica di genere le denunce di malattia professionale sono state 476 in più per le lavoratrici, e 819 in più per i lavoratori. Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (31.457 casi), del sistema nervoso (5.490, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (3.552) continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.313) e dai tumori (2.017). Sono state, inoltre, protocollate 380 denunce di malattie professionali legate ai disturbi psichici e comportamentali e 344 per quelle della cute e del tessuto sottocutaneo. I casi di patologie del sistema circolatorio sono invece 206.
 

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