Mercatone Uno, la prima risposta di Di Maio dimentica i clienti

Cassa integrazione per i 1800 dipendenti di Mercatone Uno rimasti senza lavoro, fondo per le vittime di mancati pagamenti esteso anche ai fornitori: queste le prime iniziative prese dal ministro dello sviluppo economico. Ma, come sottolinea il Codacons, neppure una parola per i clienti rimasti "a bocca asciutta"

Il Fondo per le vittime di mancati pagamenti verrà esteso anche ai fornitori di Mercatone Uno. Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio spiegando come il fondo da 30 milioni di euro potrebbe essere impiegato nel caso in cui l'azienda venisse imputata di bancarotta fraudolenta grazie a un emendamento che verrà inserito nel decreto legge Crescita.

"Sbloccherò subito la cassa integrazione per i 1800 dipendenti di Mercatone Uno rimasti senza lavoro, non appena il Tribunale autorizzerà la procedura di amministrazione straordinaria" spiega ancora Di Maio in un post su Facebook.

"È chiaro che la cassa integrazione non dura in eterno e che è necessario trovare un investitore per Mercatone Uno che possa avviare la cosiddetta reindustrializzazione, con un solo obiettivo: dare un futuro certo a queste persone e alle loro famiglie".

La storia di Mercatone Uno racconta di 1.800 lavoratori lasciati in strada da un giorno all'altro, quando lo scorso 23 maggio il Tribunale di Milano ha decretato il fallimento della Shernon, l'azienda che meno di un anno fa aveva acquisito i 55 punti vendita Mercatone Uno in Amministrazione Straordinaria, con l'obbligo di assumere 2mila lavoratori e dare continuità occupazionale.

Invece i dipendenti avevano trovato chiuse le serrande dei punti vendita di tutta Italia. Mentre gli sciacalli saccheggiano i negozi abbandonati, centinaia di fornitori non pagati si sono trovati in difficoltà verso i propri 10.000 dipendenti che formano l'indotto. 

Eppure, il Ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, nell’annunciare le future soluzioni sul caso di Mercatone Uno, dimentica del tutto i 20mila clienti coinvolti nel fallimento di Mercatone Uno. Per loro l'associazione dei Consumatori Codacons invoca un fondo di garanzia.

"Un’omissione grave che non può lasciare indifferenti -afferma il Codacons- Di Maio pensa solo a fornitori e lavoratori, e non si preoccupa dei circa 20mila clienti dell’azienda che hanno acquistato e pagato mobili senza ricevere nulla.

L’avvocato Roberta Li Calzi del direttivo nazionale di Confconsumatori ha preparato una breve guida per coloro che hanno acquistato merce in un negozio Mercatone Uno. 

Per chi hai acquistato in un negozio Mercatone Uno senza mai ricevere la merce...

  • si può presentare domanda di ammissione al passivo del fallimento. 
  • Per chi ha pagato con carta di credito e non hai mai ricevuto il bene conviene rivolgersi alla banca della carta utilizzata e chiedere l’annullamento dell’operazione e la restituzione della somma versata.

Per chi ha acquistato online sul sito di Mercatone Uno senza mai ricevere la merce...

  • è possibile recedere entro 14 giorni dalla consegna della merce: dunque, non essendo avvenuta, l’acquirente è ancora in tempo per esercitare il recesso e chiedere il rimborso da parte dell’operatore della carta di credito o della Banca che ha autorizzato il pagamento a distanza.

Per chi ha acquistato aprendo un finanziamento senza mai ricevere la merce...

  • chi ha sottoscritto un contratto di finanziamento può chiedere la risoluzione del contratto di credito e la cessazione delle rate, in base alla legge per il diritto del consumatore;
  • la finanziaria ha l’obbligo di rimborsare al consumatore le rate già pagate.

Mercatone Uno, sit-in dei lavoratori

Intanto è stata indetta per domani venerdì 7 giugno una manifestazione dei lavoratori del Mercatone Uno che presidieranno le sedi delle Regioni. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno inviato una comunicazione al curatore fallimentare di Shernon Holding al fine di promuovere un costante e proficuo contatto teso ad efficientare le informazioni rivolte direttamente a lavoratori e dissipare dubbi, equivoci e interpretazioni.

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La segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca chiede inoltre che l'Inps provveda a liquidare il Tfr pregresso, segnalando come al momento risultano essere rigettate le istanze presentate dai lavoratori.

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