Mercatone Uno, il "grido" dei  lavoratori con 350 euro di paga: "Salvati ma condannati alla povertà"

Presidio davanti a Montecitorio per un gruppo di dipendenti della catena di ipermercati, rimasti con il futuro in bilico dopo il fallimento dell'azienda: ''Con la cigs a 16 ore prendiamo meno di un assegno del reddito di cittadinanza"

Foto di repertorio

Stanchi e avviliti, ma con ancora abbastanza forza per protestare e far valere le proprie ragioni. Un gruppo di rappresentanti dei lavoratori di Mercatone Uno, aderenti al sindacato di base Flaica Lazio, ha manifestato oggi, giovedì 26 settembre, con un presidio davanti a Montecitorio. Il gruppo ha voluto rappresenta gli oltre 1.800 lavoratori che, ormai da qualche mese, si trovano in una situazione difficile dopo l'improvviso fallimento della catena italiana di ipermercati: cassa integrazione straordinaria a part time di 16 ore con una busta paga che non supera i 350 euro

Mercatone Uno, i lavoratori: "Salvati ma condannati alla povertà"

Mentre dalle finestre di Montecitorio non si affaccia nessuno, i lavoratori di Mercatone Uno in presidio nello speak corner davanti alla Camera esprimono una dura verità: "Il governo ci ha salvati ma anche condannati alla povertà. La cassa integrazione a 16 ore non consente un salario dignitoso che è molto al di sotto anche di un assegno medio di reddito di cittadinanza a cui i lavoratori peraltro non possono accedere. E il paradosso è che non possono cercare lavoro. Un vero capolavoro, imbottigliati in questa situazione", dice il segretario della Flaica Roma, Giancarlo Desiderati che parla per i 150 lavoratori della capitale denunciando anche la difficoltà di percorrere la strada giudiziaria. 

Mercatone Uno, soluzione a tempo: Cigs (più povera) fino al 31 dicembre

Mercatone Uno, l'8 ottobre nuovo round al Mise

"Il verbale di nulla a pretendere firmato da molti impedisce il ricorso alle vie legali", spiega ancora. L'8 ottobre intanto è atteso il nuovo round del tavolo di crisi al Mise. "Si profilano due soluzioni drammatiche: lo spezzatino della società o la chiusura completa del gruppo. I Commissari facciano una proposta di acquisto che abbia gambe, questa volta", conclude il sindacalista annunciando per quella data un nuovo presidio a Via Molise.

Mercatone Uno, Conte: "Vigileremo su eventuali acquirenti"

"La crisi di Mercatone Uno è un problema nazionale e non possiamo rimanere indifferenti, non lo siamo stati e non lo saremo. Come governo vogliamo creare più occupazione, non possiamo quindi di certo dimenticare chi il lavoro lo perde". Così il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, alla delegazione di lavoratori di MercatoneUno che ha incontrato pochi minuti fa, prima dell'inizio del Consiglio dei ministri, nel cortile di Palazzo Chigi. "Anche con il ministro Patuanelli - ha assicurato il presidente del Consiglio - c'è massima attenzione alla vostra situazione. Vi garantisco da parte mia e del governo il massimo livello di attenzione, vigileremo sulla piena affidabilità dei possibili acquirenti che verranno in futuro".

Mercatone Uno, i lavoratori incontrano Conte: "Confidiamo in lui"

"Confidiamo nel nuovo governo e in Dio... Che il Signore ci aiuti. Conte? Una brava persona, umana: ci ha ascoltato e ha compreso la nostra disperazione. Ci sono altre istituzioni, vedi la Regione, dove ci hanno lasciato fuori dalla porta... Lui ci ha accolti". Così una lavoratrice di Mercatone Uno, una delle tante licenziate via Whatsapp dalla società Shernon Holding, uscendo da Palazzo Chigi dopo l'incontro con il premier Giuseppe Conte. Una quindicina di cassaintegrati dei 55 punti vendita che hanno chiuso i battenti a fine maggio scorso ha infatti varcato il portone della sede del governo. Conte stava scendendo in piazza Montecitorio, dove i dipendenti di Mercatone Uno protestano da questa mattina, per andare a manifestare il suo personale sostegno. Ma uscendo ha visto i lavoratori e li ha lasciati entrare. Proprio stamani aveva incontrato due rappresentanti della delegazione in protesta, poi, nel cortile del palazzo che subito dopo avrebbe ospitato le macchine dei ministri per un nuovo Cdm, è avvenuto l'incontro, una ventina di minuti insieme e poi una foto di gruppo. Insieme a una promessa: "La crisi di Mercatone Uno è un problema nazionale e non possiamo rimanere indifferenti - ha detto il premier - non lo siamo stati e non lo saremo. Come governo vogliamo creare più occupazione, non possiamo quindi di certo dimenticare chi il lavoro lo perde".

Oltre a vigilare sul futuro, quando arriverà il tempo di farlo. "Vi garantisco da parte mia e del governo il massimo livello di attenzione - ha detto ancora il premier ai dipendenti di Mercatone Uno - vigileremo sulla piena affidabilità dei possibili acquirenti che verranno in futuro". Difficile, del resto, rimanere indifferenti davanti alla disperazione di chi ha scoperto di aver perso il lavoro da un giorno all'altro, sui social o via whatsapp. "Abbiamo una cassa integrazione di 400 euro al mese - spiega una lavoratrice che prende la parola lasciandosi Palazzo Chigi alle spalle - non arriviamo a fine mese, abbiamo mutui da pagare e libri da comprare ai nostri figli. Il 31 dicembre si chiude la cassa integrazione, ma noi quel che vogliamo è semplicemente lavorare. Lavorare onestamente. L'8 ottobre abbiamo un incontro al Mise. Confidiamo nel governo, lo abbiamo detto anche a Conte che ci ha ascoltato con attenzione. Vogliamo solo lavorare a anche a voi cronisti chiediamo di non spegnere i riflettori, c'è in ballo la sopravvivenza di tante famiglie".

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