"Condotte abusive": multate Enel e Acea. Enel: "Regole rispettate, ricorso al Tar"

L'Antitrust ha sanzionato le due società al termine di distinte istruttorie avviate nel maggio 2017. Enel: "Sempre agito nel pieno rispetto delle normative vigenti"

Foto di repertorio Ansa

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato con una multa complessiva di 109 milioni di euro le due società Enel e Acea per aver “abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela”.

Dopo la riunione dello scorso 20 dicembre, l'Antitrust ha deciso di comminare ad Enel una multa di 93 milioni di euro, mentre per Acea la sanzione è stata più leggera (si fa per dire), pari a 16 milioni di euro. Nella stessa riunione l’Autorità ha anche valutato le condotte commerciali del gruppo A2A negli stessi mercati, non riscontrando tuttavia elementi probatori sufficienti per accertare l’infrazione anche nei confronti di tale operatore.

Agcom, maxi multa a Enel e Acea

L’Autorità aveva avviato nel maggio 2017 i tre distinti procedimenti istruttori nei confronti delle imprese del gruppo Enel, del gruppo A2A e del gruppo ACEA, a conclusione dei quali è emerso che tanto il gruppo Enel quanto il gruppo ACEA avrebbero sfruttato in modo illegittimo prerogative e asset, derivanti dall’essere fornitori di maggior tutela, per realizzare una dichiarata politica di “traghettamento” della clientela già rifornita a condizioni regolate verso contratti a mercato libero.

Provvedimento contro Enel: il testo integrale

In particolare, secondo l'istruttoria, sia Enel - almeno a partire dal gennaio 2012 e almeno fino al maggio 2017- sia Acea - almeno dal 2014 e fino a tutto il 2017 - avrebbero raccolto i consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e avrebbero poi utilizzato tali liste “consensate” per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero. Poiché nessuno dei concorrenti è in grado di replicare - nelle aree in cui i due gruppi svolgono in esclusiva il servizio di maggior tutela - la descritta operazione, essa "risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi già godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda".

Provvedimento contro Acea: il testo integrale

Inoltre, in merito al gruppo Acea, il procedimento ha altresì evidenziato come, nella definizione delle proprie strategie commerciali, ACEA Energia si sia avvalsa anche di una serie di informazioni privilegiate e dettagliate sull’andamento delle quote e sul posizionamento dei concorrenti nelle aree geografiche in cui il gruppo svolge il servizio di distribuzione, fornite dalla società di distribuzione ARETI.

"Tali condotte - si legge nella nota dell'Agcm - risultano idonee ad alterare le dinamiche competitive nei confronti dei venditori non integrati, che non posseggono le stesse prerogative ma che necessitano anch’essi, per competere, di rivolgersi al bacino della clientela tutelata. Quest’ultima infatti in Italia rappresenta ancora oltre il 60% della clientela domestica e quasi il 50% di quella non domestica in bassa tensione (ARERA, Monitoraggio Retail 2017 - 596/2018/I/com)".

Provvedimento contro A2A: il testo integrale

Inoltre, dal momento che il legislatore, in vista della abolizione della maggior tutela, ha previsto che vengano adottati "meccanismi che assicurino la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato, le condotte abusive accertate hanno anche l’effetto di sottrarre illegittimamente all’azione di tali meccanismi la clientela tutelata che in esito alle stesse viene acquisita come clientela sul libero mercato". Nel corso dei procedimenti, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Enel pronta a presentare ricorso al Tar

Con riferimento alla decisione adottata dall'Autorità Antitrust nei confronti di società del Gruppo Enel "per presunto abuso di posizione dominante nell'ambito delle attività di vendita di energia elettrica, Enel ritiene di aver sempre agito nel pieno rispetto delle normative vigenti ed è convinta di poter dimostrare la correttezza del proprio operato dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale al quale farà immediatamente ricorso". E' quanto si legge in una nota di Enel a commento della multa comminata dall'Authority.

Enel ritiene che "l'Autorità non abbia preso in considerazione le dettagliate analisi economiche e i dati forniti, che dimostrano inequivocabilmente l'assenza di qualsiasi interferenza con le dinamiche con le quali i clienti decidono di rimanere nel cosiddetto mercato tutelato o di passare nel mercato libero". "Certamente il superamento del mercato della maggior tutela, - spiega la società- fissato dal legislatore al 1 luglio 2020, è un passaggio importante per il mercato dell'energia elettrica ed Enel intende partecipare a questo processo assecondandone le dinamiche concorrenziali, nel pieno rispetto dei bisogni dei consumatori e della loro lecita aspettativa ad un trattamento corretto dei dati, delle esigenze di vita e dei livelli di qualità che devono attendersi".

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Sotto tale profilo, Enel "ha evidenziato all'Autorità come le vere criticità distorsive del mercato, - prosegue Enel nella nota - accentuate da questa fase di transizione, risiedano soprattutto nell'indebita disponibilità di dati personali e nel loro utilizzo fraudolento da parte di vari soggetti. Enel combatte da tempo contro questi fenomeni e le pratiche commerciali scorrette, segnalando puntualmente all'Autorità Giudiziaria i casi, sempre più numerosi, di cui viene a conoscenza". "Per queste ragioni le società del Gruppo continueranno a difendere la correttezza delle proprie condotte in tutte le sedi competenti, confidando in verifiche più approfondite dei giudici che saranno aditi" conclude Enel.

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