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Giovedì, 11 Agosto 2022
Tasse occulte

Autovelox, comuni milionari con la tassa di passaggio

Pubblicati sul sito del ministero dell'interno i famosi rendiconti delle multe, che in passato molti comuni dimenticavano di rendere noti. Cosa rivelano?

Negli ultimi anni gli autovelox sono spuntati come funghi, anche su tratti stradali dove, all’occhio di noi semplici automobilisti, sembrerebbero non essere così necessari. Stiamo parlando, ad esempio, di superstrade a due corsie dove il limite di velocità imposto è di 70 chilometri l’ora e dove si fa fatica a stare sotto determinati limiti viste le caratteristiche apparentemente poco rischiose delle strade. Detto che la sicurezza stradale viene prima di tutto e che è fondamentale rispettare il Codice della strada per ridurre l’elevato numero di incidenti stradali, a volte ci viene come il sospetto che gli autovelox vengano piazzati su alcune strade solo per permettere ai comuni di “fare cassa”. Sicuramente non sarà così, ma il dubbio si fa più forte guardando i rendiconti dei proventi sulle multe pubblicati sul sito del ministero dell’intero. Cosa rivelano? Andiamo per ordine.

Incidenti stradali in aumento nel 2021

Sappiamo bene quanto sia importante rispettare i limiti di velocità, visto che la velocità eccessiva è una delle principali cause di incidenti stradali, con una percentuale che supera il 14% del totale. Secondo il bilancio annuale della Polizia Stradale, nel 2021 il numero di incidenti stradali è aumentato del 26,7% (64.162 incidenti contro i 50.625 del 2020), causando 1.313 vittime. Le pattuglie della Polstrada impiegate nella vigilanza stradale hanno accertato quasi 600mila violazioni per eccesso di velocità, 598.530 per essere precisi. In questo articolo però non parleremo di questa tipologia di multe, ma di quelle elevate con gli autovelox fissi installati dai comuni. Queste multe, a volte, sembrano essere una sorta di tassa di passaggio per gli automobilisti che non sono di zona, rappresentando al contempo una fonte importante di finanziamento per i comuni, una vera e propria boccata d’ossigeno. Sembra che vengano utilizzati in modo distorto: installati non solo per questioni di sicurezza stradale ma soprattutto con l’intento di multare i trasgressori (come è giusto che sia) al fine di rimpolpare le entrate delle amministrazioni locali. Se prima avevamo il dubbio che fosse così, ora ne abbiamo quasi la certezza, grazie alla pubblicazione sul web dei famosi rendiconti delle multe, che in passato molti comuni dimenticavano di rendere noti. A partire da quest’anno tutti i comuni devono comunicare i dati al ministero dell’interno entro e non oltre il termine del 31 maggio per una questione di trasparenza. Andiamo a vedere cosa rivelano queste importanti carte.

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Comuni, incassi milionari dalle multe da autovelox

L’estate sta arrivando e c'è già chi si sta pregustando le vacanze estive, sperando non siano rovinate da qualche multa per eccesso di velocità. Chi ama il Salento conoscerà sicuramente la Strada Statale 16 “Adriatica” (SS16) che porta da Lecce a Maglie, a un passo dalle spiagge più belle della Puglia. Su questa strada c’è il rilevatore di velocità del comune di Melpignano, ribattezzato dalla stampa come “l’autovelox della discordia” per aver creato tensioni tra la sindaca Valentina Avantaggiato e l’opposizione. L’accusa che il gruppo consiliare di “Melpignano Civica”, guidata dall’ex primo cittadino Ivan Stomeo, fa alla sindaca è questa: “Si è pensato di affidare il presente e il futuro di questa comunità alle multe dell'autovelox”. Andando a guardare il rendiconto dei proventi sulle contravvenzioni pubblicato sul sito del ministero dell’interno relativo al comune di Melpignano si scopre, infatti, che stiamo parlando di 4,986 milioni di euro, cifra che si riferisce solo alle multe comminate con autovelox nel 2021. Pari a zero, invece, il totale delle multe per tutte le altre violazioni del Codice della strada. In sostanza, le multe a Melpignano si fanno solo per eccesso di velocità, nessuno è stato colto ad esempio a guidare con il cellulare o a parcheggiare in divieto di sosta.

Melpignano multe 2021-2

Quello di Melpignano è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, la stessa cosa vale per la Calabria, in particolare per la statale 106 ionica, sulla quale si elevano multe “con una costanza allarme”, si legge sul sito internet ricorsi.net. “Il tratto stradale SS106 è diventato praticamente impercorribile: da Rocca Imperiale in poi si trovano diversi apparecchi, ed è facile che venga notificata più di una multa al malcapitato”. A Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza, le multe del 2021 ammontano a poco più di 956mila euro, 843.445 dei quali per autovelox.

Rocca imperiale multe 2021-3

Il fenomeno dei comuni che “fanno cassa” con gli autovelox non è solo tipico del Sud Italia ma di tutto lo Stivale.  Ad esempio, a Nibionno, in provincia di Lecco, gli autovelox sulla superstrada SS36 hanno fruttato nel 2021 ben 404mila euro.

Nibionno multe 2021-2

Multe, in alcuni Comuni sono più salate

Multe per 3 miliardi di euro: solo la metà vengono pagate

A partire da quest’anno i comuni italiani sono obbligati per legge a fornire al ministero dell’interno (Mit) i numeri relativi ai proventi delle sanzioni relative all’accertamento delle violazioni del Codice della strada, comprese le multe da autovelox. Ci sono voluti circa 10 anni, ma poi con il decreto attuativo della legge n. 120 del 2010 gli enti locali sono stati definitivamente obbligati a rendicontare tutto in modo puntuale. Massima trasparenza, niente più ombre, peccato però che ancora non esistano dati aggregati ufficiali sui proventi incassati dagli enti locali. Abbiamo provato noi a rintracciare qualche numero. Secondo quanto riportato dal sito dell'Ansa le contravvenzioni in Italia ammonterebbero a 3 miliardi di euro l'anno, ma di queste solo il 56% viene effettivamente incassato dagli enti locali (1,7 miliardi di euro). Nel 2019 a Milano il totale delle multe ammontava a 180 milioni di euro, 170 milioni a Roma. Nello stesso periodo le multe da autovelox sono state pari a 2,5 milioni (dati ACI-Istat).  Da tenere presente anche che in Europa siamo il primo Paese per numero di autovelox installati: 8.000 contro i 4.000 del Regno Unito, i 3.800 della Germania e i 2.400 della Francia.

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Multe autovelox: cosa prevede il Codice della strada

Con il decreto attuativo della legge n. 120 del 2010 è stata fatta una modifica agli articoli 142 e 208 del Codice della strada, imponendo l'obbligo di rendicontazione e la ripartizione delle somme derivanti dalle sanzioni da autovelox. E’ stato stabilito che i proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità, attraverso l’impiego di apparecchi, dispositivi o mezzi tecnici di controllo anche a distanza, vengano attribuiti per il 50% all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento e l’altra metà all’ente da cui dipende l’organo accertatore, escludendo da tale provvedimento le sole strade in concessione come le autostrade. Non è tutto, si è deciso anche che i comuni debbano destinare i proventi delle multe con autovelox alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali. Il problema degli autovelox per “fare cassa”, però, resta mentre il viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, assicura che a breve il governo varerà un nuovo decreto di regolamentazione sull’utilizzo degli autovelox. La promessa è quella di “una dettagliata disciplina finalizzata a garantire il rispetto dei limiti di velocità basata sulla propedeutica verifica, da parte degli enti gestori stradali, dell’adeguatezza dei limiti di velocità imposti quale condizione necessaria per poter installare gli autovelox”. Nel frattempo, occhio a non correre e a rispettare i limiti di velocità.

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