Lunedì, 19 Aprile 2021
Milano

Ristoratori e baristi protestano contro il governo: per loro multe da 400 euro

Sanzione di 400 euro per aver violato il divieto di assembramento nell'emergenza coronavirus. La Questura: "Intervento inevitabile"

La protesta dei ristoratori a Milano. Sedie vuote in piazza Sempione. Foto Ansa

Sono scesi in piazza per protestare contro il governo per la crisi economica che li ha colpiti in questi mesi di emergenza. E dopo una mattinata di manifestazione, la polizia ha multato ristoratori e titolari di bar e locali milanesi per aver violato il divieto di assembramento nell'emergenza coronavirus. E' successo a Milano. La protesta, ieri, è stata messa in atto da gestori di bar, ristoranti e locali milanesi, più di settemila attività in tutta la città. I manifestanti si sono organizzati e, mercoledì mattina, hanno riempito di sedie vuote piazza Sempione, davanti all'Arco della Pace. Sulle sedie i cartelli con la scritta "Se apriamo falliamo: io non apro". Alla fine però hanno portato a casa una multa.

Le sedie vuote simboleggiavano il timore di molti gestori: quello di aprire i locali ma vederli vuoti. Capofila della protesta il ristoratore Alfredo Zini, presidente del gruppo Imprese Storiche di Confcommercio. "Chiediamo regole certe per riaprire presto - ha affermato - per non creare problemi per i nostri dipendenti e clienti, e chiediamo anche di rivedere i costi strutturali, perché non si può pensare a un fondo perduto di qualche migliaia di euro: i costi saranno maggiori, soprattutto per garantire l'occupazione".

Multati i ristoratori scesi in piazza contro il governo a Milano

La paura condivisa è che circa duemila locali milanesi potrebbero trovare più conveniente chiudere "bottega" piuttosto che riaprire in condizioni sfavorevoli. "Vogliamo pagare, non chiediamo assistenzialismo, ma i costi devono essere riparametrati a media e lunga scadenza", ha continuato Zini. Alla manifestazione hanno partecipato circa cento persone con le loro sedie vuote. Gli agenti del commissariato Sempione, alle sette di mattina, si sono recati sul posto per identificare i partecipanti, e hanno elevato sanzioni da 400 euro: sono stati gli stessi partecipanti alla protesta a mostrare i verbali.

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Sarebbero state quindici le persone sanzionate, con multe da 400 euro. Dalla Questura di Milano hanno fatto sapere che è stata una decisione inevitabile e che già dalla sera prima avevano fatto sapere ai manifestanti che il "flash mob" era vietato in rispetto delle norme anti assembramento dovute all'emergenza coronavirus. Sulla vicenda è scoppiata anche una polemica politica. Salvini e la Lega sono andati all'attacco, seguiti da Giorgia Meloni e da Fratelli d'Italia, accusando il Comune di Milano: "Non è gente che chiede di andare ad un concerto o alla partita è gente che mette un seggiolino in piazza chiedendo, rispettando l'onere di sicurezza, di tornare a lavorare e la risposta del Comune e dello Stato è una multa".

Poi è arrivata la replica del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha puntualizzato come i vigili non siano stati coinvolti: "Matteo Salvini, campione delle fake news in campagna elettorale permanente, accusa il Comune di Milano di aver multato i ristoratori che stavano protestando in piazza. Salvini mente sapendo di mentire. Il Comune e la polizia locale non c’entrano nulla. Al netto di queste strumentalizzazioni, che danno la misura di come la Lega intenda la politica, io sono ben conscio del problema di questi commercianti e senza slogan o proclami ho chiamato il Prefetto e chiesto di ricevere il prima possibile una loro delegazione".

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