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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Le novità

Mutui, dal tasso variabile al fisso: come cambiare a costo zero

Cosa cambia con la Manovra 2023: "È stata ripristinata la vecchia norma del 2012 che permette per i contratti di mutuo ipotecario di tornare dal tasso variabile al fisso"

Buone notizie per chi ha un mutuo a tasso variabile: grazie a un emendamento alla legge di Bilancio 2023 sarà più facile passare al tasso fisso. Nella Manovra si ripristina una vecchia norma del 2012 che semplifica il cambio di tasso, ma con dei paletti. Vediamo insieme chi può passare dal tasso variabile al fisso praticamente a costo zero.

Mutui: le novità con la legge di Bilancio 2023

Non poteva non mancare una misura sui mutui nella Manovra 2023, visto che con i recenti rialzi dei tassi decisi dalla Bce per frenare l’inflazione le rate mensili dei mutui sono lievitate di 180 euro da inizio anno (stima Facile.it). "È stata ripristinata la vecchia norma del 2012 che permette per i contratti di mutuo ipotecario di tornare dal tasso variabile al fisso", ha annunciato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ieri in Commissione Bilancio alla Camera. Con questa mossa le banche saranno costrette ad accettare le richieste di rinegoziazione dei mutui dei propri clienti. Questa norma, però, prevede alcuni requisiti d’accesso che bisogna necessariamente rispettare per godere dell’agevolazione. Prima di tutto va specificato che la semplificazione del passaggio dal tasso variabile al tasso fisso riguarda solo i mutui ipotecari per l’acquisto e la ristrutturazione di un’abitazione. Secondo poi va detto che la legge 106 del 2011 (entrata in vigore nel 2012) prevedeva delle precise condizioni da rispettare:

  • valore Isee di chi ha stipulato il mutuo non superiore a 35.000 euro;
  • valore del mutuo fino a 200 mila euro;
  • regolarità nei pagamenti delle rate.

Secondo alcune indiscrezioni stampa potrebbe spuntare un quarto requisito con la versione definitiva della Manovra 2023, ossia avere un mutuo a tasso variabile "puro". In tal modo verrebbero esclusi i mutui con cap o con rata fissa e quelli che già prevedono opzioni per il passaggio dal variabile al fisso.

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Mutui, dal variabile al fisso a costo zero. Come potrebbe funzionare

Con la norma del 2012 la possibilità di passare dal tasso variabile al fisso non veniva data a tutti. In particolare escludeva i soggetti con redditi elevati che proprio per tale ragione non necessitano di aiuti da parte dello Stato. La nuova disposizione potrebbe riproporre lo schema del 2012 apportando delle modifiche sulla regolarità dei pagamenti delle rate, visto che negli ultimi due anni molte famiglie si sono trovate in difficoltà economica a causa del Covid e dell’inflazione. La semplificazione del passaggio dal tasso variabile al tasso fisso potrebbe essere applicata a tutti i mutui ipotecari stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di Bilancio 2023. La rinegoziazione del mutuo sarà gratuita, ossia senza spese di commissione, e potrebbe prevedere anche un allungamento della durata residua del finanziamento per un massimo di 5 anni (e non oltre i 25 anni) per alleggerire le rate.

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Quale tasso verrà applicato

La risposta non è semplice perché come dice la norma del 2012 "la rinegoziazione assicura, in funzione delle esigenze del cliente, per un periodo pari alla durata residua del finanziamento o, con l’accordo del cliente, per un periodo inferiore, l’applicazione di un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene in base al minore tra l’IRS in euro a 10 anni e l’IRS in euro di durata pari alla durata residua del mutuo ovvero, se non disponibile, la quotazione dell’IRS per la durata precedente, riportato alla data di rinegoziazione alla pagina ISDAFIX 2 del circuito Reuters, maggiorato di uno spread pari a quello indicato, ai fini della determinazione del tasso, nel contratto di mutuo". In ogni caso il passaggio dal variabile al fisso risulterà vantaggioso, visto che i mutui a tasso variabile viaggiano attorno al 6% e quelli fissi attorno al 3% e che con questa formula il tasso rinegoziato potrebbe a aggirarsi attorno al 3,75% (stima Quotidiano Nazionale). La misura è stata confermata dal ministro Giorgetti, ma per conoscere i dettagli e le nuove condizioni bisognerà attendere l’approvazione della Manovra 2023, che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

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