Domenica, 14 Luglio 2024
L'aiuto alle famiglie

Le banche allungano le durate dei mutui

Accolta la richiesta del ministro dell'economia dopo lo spauracchio dei crediti deteriorati: raddoppiato il numero dei debitori in ritardo con il pagamento dei prestiti alle banche. Ecco chi e come può rinegoziare il proprio debito

Le banche potranno allungare le rate dei mutui a tasso variabile dopo la presa di posizione dell'associazione bancaria italiana che ha raccolto l'invito del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per aiutare le famiglie colpite dal continuo rialzo dei tassi deciso dalla Banca centrale europea.

Intesa Sanpaolo ha già fatto sapere con il presidente Gian Maria Gros Pietro la propria disponibilità "Rispettando le regole della Bce". Per il presidente non "serve" uno specifico protocollo fra governo e istituti di credito. "Se un prestito viene ristrutturato e la variazione supera l'1% è considerato deteriorato. La proposta è di allungare il prestito in modo che la stessa cifra sia ripartita in un numero maggiore di anni e questo è utile in un momento in cui le famiglie e le imprese hanno difficoltà". Le banche, ha aggiunto, sono "favorevoli e hanno il potere di farlo, quelle che lo vogliono, nell'ambito delle regole esistenti che nemmeno il governo può cambiare".

Sulla stessa linea UniCredit che ricorda come già da qualche settimana è possibile usufruire di maggiore flessibilità nel rimborso dei prestiti. È infatti possibile rimodulare a zero spese il proprio mutuo, sospendendo per 12 mesi il rimborso della quota capitale, oppure riducendo l'importo della rata tramite l'allungamento della scadenza per un periodo fino a un massimo di 4 anni. A fronte di diversa richiesta del cliente la banca, previa valutazione creditizia, si riserva la possibilità di estendere la durata del mutuo anche per più di 4 anni.

L'allungamento della durata dei mutui a tasso variabile potrà agevolare famiglie ed imprese in difficoltà nel pagare le rate mensili visto l'aumento dei tassi di interesse iniziato lo scorso anno e che dovrebbe proseguire già con la prossima riunione del board della Bce a Luglio. 

Il ministro dell'economia Giorgetti pur valutando l'azione della Bce "comprensibile" per contrastare l'inflazione aggiunge come sia "parimenti comprensibile la preoccupazione per gli effetti recessivi su di una economia europea ancora sotto stress a causa della pandemia e del conflitto russo-ucraino".

"Un rapido avvicinamento tra i margini di interesse applicati ai crediti erogati e quelli riconosciuti sulle somme accantonate nei conti correnti. Un adeguamento dei tassi attivi al nuovo contesto che stiamo attraversando rappresenterebbe un'azione equa nei confronti dei clienti e contribuirebbe ad alleviare l'impatto della pressione inflazionistica" spiega Giorgetti.

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco annota come dal dicembre del 2021 al maggio di quest'anno i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese e sui nuovi mutui alle famiglie sono cresciuti in Italia rispettivamente di circa 360 e 280 punti base, portandosi al 4,8 e 4,2%. E la ripercussione sui risparmiatori risulta via via più evidente. Dai dati dei primi tre mesi del 2023 è raddoppiata l'incidenza del flusso di prestiti che presentano ritardi nei pagamenti. Anche se non ancora tali da richiedere una classificazione come deteriorati sono evidenti i rischi per il credito a imprese e famigli.

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