Sabato, 17 Aprile 2021

Mutui e 'rischio spread', l'allarme: “Stangata per famiglie e aziende”

Secondo le stime della Uilca, le oscillazioni del differenziale tra Btp e Bund potrebbero avere delle conseguenze nefaste: “Su un finanziamento di 100mila euro ci sarebbe un maggior costo di oltre 500 euro l'anno”

Foto di repertorio

L'aumento dello spread, il differenziali tra Btp e Bund tedeschi, può influire in maniera molto marcata sulla vita delle imprese e delle famiglie italiane. Infatti l'impatto delle oscillazioni dei mercati può avere effetti e conseguenze indesiderate, soprattutto per chi ha un mutuo. Secondo una stima diffusa dal sindacato Uilca, un aumento di 100 punti del costo di un mutuo su un finanziamento a 20 anni di 100mila euro porta per quella famiglia una maggior costo di 552 euro all'anno.

Stangata per famiglie e imprese

"Nelle aziende - spiega il sindacato - l'aumento dei tassi d'interesse per i finanziamenti risulta essere un aggravio di costi, che sommato ai costi di produzione, erode i margini di profitto e spesso la capacità di rimanere sul mercato o di esportare in quanto il prezzo finale risente dell'aumento del costo del finanziamento. Per i privati le rate del mutuo con un maggiore spread salgono e non di poco", si legge nel rapporto.

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"Oggi noi abbiamo uno spread tra Btp e Bund tedeschi che in un anno è aumentato di 130 punti. Per il sistema bancario - spiega la Uilca - questo è un grosso problema sia sul lato degli impieghi sia su quello della raccolta. Per le banche diventa molto più costoso raccogliere denaro con emissioni di titoli perché devono offrire rendimenti più elevati di quelli che offre il ministero del Tesoro, altrimenti i risparmiatori preferiscono i Btp alle obbligazioni bancarie, oltretutto lo Stato è in teoria più solvibile delle imprese".

Aumentano i tassi d'interesse

"Le banche - spiega quindi il sindacato nel suo rapporto - devono dunque trasferire l'aumento del costo della raccolta sui prestiti che vengono erogati, la cui domanda rischia di diminuire quando i tassi sono elevati e soprattutto quando le prospettive di crescita dell'economia nazionale e internazionale sono riviste al ribasso. Per questo la profittabilità delle banche che nei primi sei mesi del 2018 era aumentata rispetto allo stesso periodo del 2017 rischia nei prossimi mesi di essere rivista al ribasso. Non dobbiamo dimenticare - scrive la Uilca - che maggiori tassi d'interesse e diminuzione del Pil rischiano di far aumentare nuovamente i crediti deteriorati con nuove rettifiche da accantonare nei conti economici e dunque anche minori utili. Dobbiamo inoltre comprendere che una crescita dello spread sui titoli di stato mette a rischio il patrimonio delle banche italiane perché il sistema bancario ha oltre 370 miliardi di titoli del Tesoro in portafoglio".

Lo spread sale e scende: cosa cambia per chi ha un mutuo o vuole chiederlo

Spread e banche

"Un aumento dei tassi si riflette, inoltre, anche nelle quotazioni azionarie perché erode il patrimonio delle banche. Quest'ultime - spiega ancora il sindacato - rischiano di sforare i parametri richiesti dalla Banca Centrale Europea e potrebbero dunque essere costrette a nuovi aumenti di capitale o ad altre soluzioni, come per esempio fusioni o liquidazioni per non mettere a rischio il sistema finanziario nazionale o europeo. Risulta necessario comprendere l'importanza dello spread, soprattutto per gli istituti di credito minori, che lavorano con clientela locale e non riescono a ripartire il rischio credito su diverse aree geografiche e possono essere percepiti come meno solidi delle grandi banche ed essere soggetti al bank run in periodi di crisi economica", conclude la Uilca.

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