Martedì, 19 Ottobre 2021
Funzionerebbe?

"E se invece di chiudere aprissimo tutti i negozi 24h?"

L'idea del dottor Francesco Vaia dello Spallanzani di Roma: "Per farlo però c'è bisogno della grande collaborazione dei cittadini"

Spalmare gli accessi aprendo i negozi sulle 24 ore tutti i giorni per scongiurare i sovraffollamenti soprattutto nelle vie dello shopping e il rischio contagi da coronavirus durante il Natale e le festività. Una soluzione che potrebbe diminuire il rischio infezione e frenare la crisi economica di molti settori. È la proposta del direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, dopo un weekend in cui si è vista molta folla nelle vie dello shopping delle grandi città, soprattutto a Torino e Milano, capoluoghi di due regioni passate nelle ultime ore da zona rossa a zona arancione.

"Ma se invece provassimo ad aprire sulle 24 ore e tutti i giorni?"

"I sovraffollamenti che si stanno determinando nei centri delle città per lo shopping ci devono far riflettere, senza immaginare di avere la soluzione in tasca. Mi rivolgo ai cittadini: vogliamo avere sempre più spazi di agibilità sociale? Vogliamo tornare pian piano alla normalità e non privarci di nulla? Dobbiamo comportarci bene!", è l'appello di Francesco Vaia. "Certo si potrebbe chiudere tutto - avverte Vaia - è un'opzione che risolve seppur provvisoriamente il problema. Ma se invece provassimo ad aprire sulle 24 ore e tutti i giorni? Potrebbe essere un'opportunità per spalmare gli accessi - propone il direttore sanitario dello Spallanzani -. Per farlo però c'è bisogno della grande collaborazione dei cittadini".

Un appello che arriva mentre in queste ore il ministero dell'Interno sta preparando una nuova circolare da inviare ai prefetti con le indicazioni per prevenire gli assembramenti e intensificare gli accertamenti, con controlli più rigorosi in vista delle festività natalizie.

Il governo apre i negozi ma si indigna se qualcuno ci entra

"Oggi - ha continuato Vaia - è il tempo di dedicarsi con tutte le nostre forze al potenziamento del territorio per liberare gli ospedali dal sovraffollamento e far sì che si occupino anche delle altre domande di salute. A partire dalle patologie tempo dipendenti fino alle malattie oncologiche, dalle patologie croniche a quelle degenerative. Tutti insieme per un grande progetto di rilancio delle cure domiciliari", ha spiegato, ricordando l'importanza di dare risposte ai tanti pazienti no covid che in questi mesi hanno dovuto rinunciare alle cure.

Il piano del Viminale con multe e controlli durante le feste di Natale

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