Lunedì, 8 Marzo 2021

Negozi chiusi la domenica, arriva la proposta di legge

Un ddl per rivedere le liberalizzazioni istituite dal governo Monti

Negozi chiusi la domenica: è partito alla Camera l'iter per rivedere le liberalizzazioni del governo Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. 

La Lega ha incardinato in Commissione Attività produttive della Camera la proposta di legge che disciplina gli orari di apertura degli esercizi commerciali. Il testo, a firma della leghista Barbara Saltamartini, si compone di soli due articoli e di fatto va ad abrogare i due che hanno liberalizzato le aperture dei negozi del cosidetto "Salva Italia", varato dal governo Monti, il quale aveva introdotto massima autonomia da parte degli esercizi. 

Ora si prevede la reintroduzione della chiusura domenicale obbligatoria, affidando ai comuni e alle regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, fissando un massimo di otto aperture straordinarie durante l'anno. Si parla infatti di un "piano per la regolazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali" e il documento individua "i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva": si tratta di tutte "le domeniche del mese di dicembre, nonché ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell’anno".

Addio allo shopping domenicale: "Una legge per garantire ai lavoratori giorni liberi" 

"Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti distrutti dalla grande distribuzione. Una battaglia iniziata nel 2013 che finalmente prende forme definite", ha scritto su Facebook il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Michele Dell'Orco (M5s). 

Sulla questione si è espressa anche Confesercenti: "Fondamentale è passare dalla deregulation totale a un minimo di regolamentazione per correggere una distorsione che ha compresso i diritti di piccoli imprenditori e di lavoratori senza alcun vero vantaggio per economia ed occupazione, visto che ha causato indirettamente la chiusura di almeno 50mila negozi. La proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti con Cei, è in Parlamento ormai dal 2013: ci auguriamo che, dopo cinque anni, i 150mila firmatari abbiano finalmente una risposta".

Critico il Codacons. “Se il governo vuole uccidere il commercio in Italia, l’iter avviato è sicuramente quello giusto – afferma il presidente Carlo Rienzi – Una fetta consistente di negozi riesce a sopravvivere proprio grazie agli acquisti che i consumatori fanno nei giorni di festa, quando cioè le famiglie sono libere di uscire e girare per le vie dello shopping e i centri commerciali. Vietare le aperture domenicali e nei giorni festivi si tradurrebbe in una condanna a morte per migliaia e migliaia di piccoli esercizi, in un momento storico in cui i consumi sono già al palo”.

“Siamo d’accordo sulla necessità di combattere il precariato e lo sfruttamento dei lavoratori – prosegue Rienzi – ma la soluzione non può certo essere il blocco delle liberalizzazioni, soprattutto quando incombe l’e-commerce che attira un numero sempre crescente di consumatori. Si deve optare quindi per il lavoro domenicale su base volontaria, con il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, in modo da offrire garanzie senza danneggiare il commercio e i consumatori”.

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