Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Negozi chiusi domenica, il governo va avanti ma l'Italia si spacca

Secondo i sondaggi il 45% degli italiani è contrario alla norma che stabilisce la chiusura domenicale per legge dei negozi e dei centri commerciali

Quasi un italiano su due è contrario alla chiusura per legge dei negozi e dei centri commerciali nelle giornate festive e di Domenica. Lo scrive l'istituto demoscopico Piepoli pubblicando una indagine realizzata per Porta a Porta.

La questione dello stop alla deregolamentazione degli orari degli esercizi commerciali è oggetto di ben 5 proposte di legge, con vari distinguo, da parte delle principali forze politiche, più una di iniziativa popolare e un'altra del Consiglio regionale delle Marche, approda la prossima settimana in Parlamento. Da martedì prossimo, il 25 settembre, partiranno le audizioni in commissioni Attività produttive della Camera dei soggetti coinvolti dalla normativa. 

Negozi chiusi domenica e festivi, stop ai turni 24 ore su 24

Le proposte di legge, fatta eccezione per quella presentata dal Pd, spingono tutte per una forte stretta alle aperture domenicali e nei giorni festivi degli esercizi commerciali. La più restrittiva appare quella depositata dal Consiglio regionale delle Marche in quanto intende mettere 'paletti' perfino alle attività commerciali che somministrano alimenti e bevande, dunque anche bar e ristoranti. Tale pdl prevede, tra l'altro, l'obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale nonché la facoltà di apertura domenicale e festiva per un massimo di dodici giornate l'anno, escluse, comunque, le festività di Capodanno, Epifania, Pasqua, Lunedì dell'Angelo, Anniversario della Liberazione, Festa del lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Tutti i Santi, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano. Prevede inoltre il ritorno delle competenze agli enti territoriali.

La proposta del Movimento 5 Stelle, primi firmatari Davide Crippa e Massimiliano De Toma, prevede in sostanza turni a rotazione per l'apertura degli esercizi commerciali nelle domeniche e negli altri giorni festivi, in base a un Piano per la regolazione dei giorni di apertura adottato dalle Regioni d'intesa con gli enti locali e sentito il parere dei comitati locali e delle organizzazioni di categoria, dei lavoratori e dei consumatori. Rimarrebbero fuori da qualsiasi obbligo di chiusura domenicale e festiva attività come campeggi, alberghi, bar, ristoranti, giornalai, ecc. Ed inoltre, nessun obbligo al rispetto degli orari e di chiusura domenicale e festiva verrebbe posta ai negozi che sono nelle località turistiche e nelle città d'arte.

La proposta di legge della Lega firmata da Barbara Saltamartini e Daniele Belotti (e altri) prevede, in sostanza, l'obbligo di 8 chiusure l'anno, 4 domeniche nel mese di dicembre e ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell'anno. Esclusi i piccoli negozi ubicati nelle località turistiche e nei piccoli Comuni montani, nonché le attività commerciali balneari e le attività connesse, per i quali l'orario di apertura e chiusura non è soggetto ad alcun obbligo. Il provvedimento inoltre affida alle Regioni l'adozione di un Piano per la regolazione degli orari di apertura e chiusura che contenga comunque l'obbligo della chiusura domenicale e festiva individuando i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono restare aperti.

Ma a proporre una nuova regolamentazione è anche il Partito Democratico: la proposta di legge del Pd prevede nessun limite agli orari di apertura e chiusura né alcun obbligo di chiusura domenicale e festiva a eccezione di 12 festività nazionali: Capodanno, Epifania, Liberazione, Pasqua, Lunedì dell'Angelo, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano. Inoltre, ciascun esercente potrebbe liberamente decidere l'attività di vendita al dettaglio, in deroga alle disposizioni, di tenere aperto l'esercizio fino ad un massimo di sei giorni fra quelli per i quali è prevista la chiusura obbligatoria, dandone preventiva comunicazione al comune competente per territorio secondo termini e modalità stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Infine la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata nell'ambito della campagna 'Liberaladomenica' che restituirebbe di fatto alle Regioni la competenza a disciplinare gli orari degli esercizi commerciali e dei pubblici esercizi.

Negozi chiusi la domenica: la legge che divide (e mette a rischio migliaia di lavoratori)

Ma torniamo al sondaggio realizzato il 17 settembre: secondo l'Istituto Piepoli il totale dei favorevoli all'iniziativa del Governo si ferma al 49%. 

TOTALE
FAVOREVOLE a entrambe le chiusure 30%
FAVOREVOLE solo alla chiusura dei negozi 15%
FAVOREVOLE solo alla chiusura dei centri commerciali 4%
CONTRARI a entrambe le chiusure 45%
non sa/non risponde 6%

La maggior parte di coloro che hanno risposto al sondaggio si dice favorevole alle chiusure nelle 12 festività principali, tra cui Natale e Capodanno, mentre per più di un italiano su 4 chiede la turnazione della aperture. Si schiera dalla parte della chiusura totale solo il 15%, con deroghe per le zone turistiche.

Nella stessa rilevazione l'istituto Piepoli ha anche indagato il favore del governo tra i cittadini italiani, confermando il sentiment già espresso in altri sondaggi: i partiti che compongono l'area di governo godono del 60% delle intenzioni di voto, con un sostanziale equilibrio tra Lega e M5s. 

Sondaggi, i dati confermano: Lega al 30%

PARTITO E COALIZIONE VIMINALE: 4 MARZO 2018 11 SETTEMBRE 2018 SCOSTAMENTO RISPETTO AI RISULTATI DEL 4 MARZO 2018
Forza Italia 14,00 10,5 -3,5
Lega 17,35 30 +12,7
Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni 4,35 3,5 -0,8
Noi con l'Italia - UDC 1,30 0,5 -0,8
TOTALE CENTRO DESTRA 37,00 44,5 +7,5
Partito Democratico 18,76 17 -1,8
+Europa 2,56 2 -0,5
Altri di Centro Sinistra 1,53 0,5 -1
TOTALE CENTRO SINISTRA 22,85 19,5 -3,3
MOVIMENTO 5 STELLE 32,68 30 -2,7
Liberi e Uguali 3,39 2,5 -0,9
Altri 4,08 3,5 -0,6
TOTALE 100% 100%
Indecisi-astensione 20%
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