Domenica, 25 Luglio 2021
Economia Torino

Il primo negozio italiano in cui si può pagare con i Bitcoin

Si chiama Ullalà e si trova nei pressi della Mole Antonelliana di Torino. Il titolare: “Ad usarli sono soprattutto uomini con un background informatico”

Bitcoin (FOTO ANSA)

Dalla Rete al mondo reale, il Bitcoin sta entrando piano piano nella quotidianità dei cittadini. Adesso la criptovaluta nata nel 2009 può essere utilizzata anche per fare dei piccoli acquisti. In Italia, per la precisione a Torino, nei pressi della Mole Antonelliana si può trovare il negozio Ullalà,  il primo a permettere ai clienti di pagare con i Bitcoin per acquistare oggetti per la casa, articoli di cartoleria e addobbi natalizi, tutti rigorosamente made in Italy

Un vanto per il titolare Roberto Malanca, consigliere dei Cinquestelle in Comune con un passato da informatico. All'entrata del suo negozio campeggia un cartello che, almeno fino ad ora, non si era mai visto fuori da un esercizio commerciale: “Bitcoin accepted here”.

In realtà la novità è stata introdotta tre anni fa, anche se all’epoca neanche immaginava che un singolo Bitcoin potesse arrivare a valere 15mila euro e che la criptovaluta potesse debuttare alla borsa di Chicago, ma oggi il numero dei clienti che lo usano è in crescita costante. 

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“Ci siamo agganciati ad un circuito che ci consente di accettare questo tipo di valuta, convertirla in euro al valore corrente e soddisfare le normative fiscali. Sono più gli uomini che le donne a usare i Bitcoin - racconta Malanca -Spesso sono persone che hanno un background informatico, che lavorano in banche o istituzioni finanziarie e che hanno un livello di cultura tecnica medio elevato. Sono persone sopra i 30 anni, ma anche più giovani, generalmente maschi”.

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Da Ullalà il cliente può pagare con bancomat, carte di credito e vari metodi di pagamento elettronico anche per una matita da 80 centesimi e anzi l’idea di Malanca è quella di aprirsi ad altre criptovalute. “Il bitcoin in questo ultimo periodo ha alzato tantissimo il proprio valore e quindi anche le commissioni hanno un valore elevato. Stiamo guardando ad altri tipi di valuta, come Ethereum, che ha una capitalizzazione maggiore e un numero di clienti maggiore”.

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Il blockchain, il software alla base delle criptovalute, per Malanca dovrebbe essere usato anche per scopi sociali ed etici o anche per rivoluzionare alcuni processi della pubblica amministrazione: “In Comune si sta pensando a dei progetti basati sulla tecnologia blockchain, in alcuni assessorati sono abbastanza avanti”.

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