Sabato, 16 Ottobre 2021
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Niente aumento delle bollette: svolta del governo Draghi

Il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani, assicura che il governo sta scrivendo in queste ore un provvedimento ad hoc che vale 3 miliardi di euro. L'aumento delle bollette di luce e gas nell'ultimo trimestre va scongiurato a tutti i costi. Ma l'esempio spagnolo è complicato da imitare

C'è l'accelerata preventivata da più parti. Il governo sta scrivendo in queste ore un provvedimento per un taglio immediato delle bollette nel prossimo trimestre per 3 miliardi ma sta lavorando anche su un intervento strutturale. Ad assicurarlo è stato il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani su Radio1

Taglio delle bollette: c'è la misura per evitare il rincaro

"Intanto non è questione di parole - ha detto - ma del mercato. E' sotto gli occhi di tutti che il gas stia aumentando in maniera costante essendo la materia prima per produrre elettricità e noi ne avremo un effetto importante sulla boletta. Circa l'80% degli aumenti vengono dal gas. C'è da mitigare innanzitutto il trimestre perchè a fine mese il trimestre chiude e avremo i numeri precisi ma sappiamo che l'aumento è importante e questo succede in tutto il mondo e in tutta Europa perchè è un mercato globale e poi c'è da mettere in piedi un intervento strutturale perchè, per quanto sembra siano saturando questi aumenti di costi, sono aumenti che rimarranno in bolletta per cui bisognerà lavorare sulla parte strutturale".

Sui 3 miliardi di riduzioni degli oneri di sistema di cui si parla in queste ore, Cingolani ha spiegato: "Quello è nell'immediato esattamente come abbiamo fatto lo scorso trimestre dove c'era già stato un aumento anche se di livello inferiore. La questione strutturale è un po' diversa. Bisogna ragionare su come viene costruita la bolletta e qui va un po' riscritto il metodo di calcolo. Lo stiamo facendo in queste ore. Stiamo lavorando", conclude.

La misura per evitare il rincaro delle bollette dovrebbe essere sul tavolo del cdm in programma alle 16 a palazzo Chigi. Il provvedimento dovrebbe passare non da un taglio dell'Iva, come sostenevano rumors circolati nelle ultime ore, bensì dallo stop agli oneri di sistema. Dovrebbero quindi ammontare a 3 miliardi di euro le risorse previste dal decreto bollette in Cdm per compensare i rincari previsti nel prossimi mesi.

Tutte le strade per evitare l'aumento delle bollette

L'esempio spagnolo è complicato da imitare

La Spagna dove il premier Sanchez ha messo a punto una serie di interventi per contrastare il caro bollette è diversa dall'Italia che non puù seguire la stessa strada, ha spiegato: "Sono realtà profondamente diverse. Ricordiamoci quanto è grande il nostro comparto industriale rispetto al loro. Credo che si possano trarre alcune indicazioni ma difficilmente si può traslare la strategia da un paese a un altro. Quindi noi dobbiamo lavorare sui nostri numeri e sulla nostra situazione", ha detto Cingolani. In Spagna il governo ridurrà l'imposta sull'elettricità dal 5,1% allo 0,5% per mitigare gli oneri dei consumatori.

E' ragionevole in ogni caso ipotizzare di abbassare in futuro almeno in parte nelle bollette alcuni oneri impropri, quelli che con l'energia non c’entrano (le decine di euro che su ogni bolletta sono pagate per "oneri di riscossione", ad esempio) o lavorare sull'abbassamento dell'IVA su energia elettrica e gas. Gli oneri di sistema pesano per oltre il 10% sulle bollette degli italiani. La bolletta elettrica si compone di quattro voci: la componente energia (circa il 60% del totale), le spese per il trasporto e la gestione del contatore (18%), gli oneri di sistema (10%) e le imposte (10%).

"L'energia non è un bene di lusso"

Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil, fa alciune precisione: "L'energia non è un bene di lusso e non può aumentare del 40%. Deve esserci un limite. Perché oltre questo limite c'è il rischio di una grave frattura sociale e dell'apertura di una pericolosa fase di depressione di tutta l'economia". "Noi abbiamo apprezzato le parole del ministro Cingolani - prosegue Miceli - perché si è mostrato molto preoccupato e intenzionato ad intervenire. Il compito della politica e delle forze sociali è quello di evitare che un processo decisivo come il cambio del modello energetico venga avversato da milioni di persone. Avvertiamo il rischio di rimettere in discussione il percorso di cambiamento che si è fatto finora per ridurre il riscaldamento globale". Per il segretario confederale della Cgil "è tempo di cambiare a partire dalla struttura della bolletta elettrica che è gravata di costi non pertinenti, non legati all'energia, che ricadono tutti sulle famiglie. Lo Stato, in questi anni, ha scaricato sulle bollette elettriche tutte le sue inefficienze. Sarà bene che la bolletta torni ad essere quello che è: un misuratore del consumo di energia ma continuando a farsi carico delle fasce più deboli del Paese. Una regolazione - conclude Miceli - tutta legata alle sole dinamiche di mercato, soprattutto in una situazione di transizione come questa, rischia di essere esplosiva".

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