Sabato, 8 Maggio 2021

Come funziona (e quanto dura) la nuova cassa integrazione Covid: le "istruzioni" dell'Inps

In una nuova circolare l'istituto di previdenza fornisce le indicazioni sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali ai tempi del coronavirus, dopo le novità introdotte dal decreto rilancio. Tutti i dettagli

Come funziona la "nuova" cassa integrazione Covid? E' l'Inps, nella circolare numero 84/2020, a fornire tutte le indicazioni necessarie sul riconoscimento e l'utilizzo degli ammortizzatori sociali ai tempi del coronavirus, dopo le novità introdotte dal decreto rilancio. E' una sorta di manuale con le istruzioni quello redatto dall'istituto di previdenza: l'Inps spiega ad esempio la formula delle 9+5+4 settimane di cassa integrazione utilizzabile, dopo le modifiche introdotte dai decreti legge in materia di integrazioni salariali connesse alla sospensione o alla riduzione dell'attività lavorativa conseguenti all'emergenza coronavirus.

Come funziona (e quanto dura) la nuova cassa integrazione

Qui trovate la circolare Inps nella sua versione integrale. In linea generale, i datori di lavoro che nel 2020 sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi connessi all'emergenza epidemiologica da coronavirus, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all'assegno ordinario con la causale "Covid-19 nazionale". La durata è di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di altre cinque settimane nello stesso periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso di nove settimane.

Le domande devono essere presentate entro venerdì 17 luglio, a pena di decadenza. Le domande riferite ai periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 devono essere inviate, a pena di decadenza, entro il 15 luglio 2020.

Con le novità introdotte dai decreti legge in materia di integrazioni salariali, è inoltre prevista la possibilità di usufruire di ulteriori quattro settimane per periodi anche antecedenti al primo settembre 2020: vale per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito delle quattordici settimane precedentemente concesse.

Considerando cumulativamente tutti i periodi riconosciuti, la durata massima dunque è di diciotto settimane. Fanno eccezione i datori di lavoro che hanno unità produttive o lavoratori residenti o domiciliati nei comuni delle zone rosse, per i quali la durata massima complessiva è determinata in trentuno settimane.
 

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