Martedì, 19 Ottobre 2021
"Mosaico" di misure

Pensioni,"tagli" e bonus: la Manovra prende forma

Il Governo ha a disposizione gli ultimi giorni per completare il testo della Legge di Bilancio 2022. Dal futuro post Quota 100 all'assegno unico, passando per il taglio dei costi del lavoro: tutte le misure sul tavolo

Legge di Bilancio 2022: si entra nel vivo. È iniziata una settimana cruciale per la Manovra economica in fase di studio da parte del governo Draghi: venerdì 15 ottobre verrà sottoposto all'Europa il Documento Programmatico di Bilancio (l'architettura del disegno di legge), mentre entro il mercoledì 20 ottobre il testo della nuova Manovra dovrà essere presentato in Parlamento. Nonostante il tempo a disposizione non sia molto, il pacchetto di misure da circa 23 miliardi di euro è ancora tutto da completare. Dall'assegno unico al taglio del cuneo fiscale, fino ad arrivare all'ostico nodo delle pensioni e del post Quota 100, il documento che annovera le spese pubbliche previste per l'anno successivo è come sempre complesso e composto da diverse misure. Ma cosa ci sarà nella Legge di Bilancio 2022? In attesa di conoscere il testo finale del provvedimento, grazie al Nadef, la Nota di aggiornamento del Def (Documento di Economia e Finanza) possiamo conoscere almeno alcuni degli interventi che l'esecutivo ha intenzione di finanziare. L'importo della Manovra, come detto in precedenza, dovrebbe aggirarsi intorno ai 23 miliardi di euro, cifra che si ottiene dal differenziale tra il deficit tendenziale e quello programmatico rispetto al Pil (22,5 miliardi), a cui vanno aggiunte le entrate fiscali. Vediamo adesso cosa bolle in pentola.

Pensioni, cosa succede dopo Quota 100?

Il tema più ''incandescente'' è senza dubbio quello delle pensioni. Come è chiaro ormai da molto tempo, il 31 dicembre 2021 sarà l'ultimo giorno di Quota 100, lo scivolo pensionistico che permetteva di uscire dal lavoro con almeno 62 anni d'età e 38 anni di contributi. Il mancato rinnovo della misura da 5 miliardi, introdotta dal Governo Lega-M5s, mette l'attuale esecutivo di fronte ad una riforma quasi obbligata, per evitare il ''salto'' fino ai 67 anni, l'età con cui si potrebbe andare in pensione dal 1° gennaio 2022 in assenza di altri provvedimenti. Quest'ultima rimane comunque un'ipotesi più che remota, ma ancora non è chiaro quali saranno le misure alternative inserite nella Legge di Bilancio che serviranno per garantire flessibilità nell'uscita dal lavoro. Le idee sul tavolo sono molte, prima tra tutte la revisione delle mansioni ritenute usuranti per le quali è possibile accedere all’Ape sociale. Secondo le ipotesi allo studio servirebbero circa 3 miliardi per mette in atto uno schema di graduale innalzamento dell'età di ritiro prevedendo delle deroghe per i lavoratori usuranti. Le altre ipotesi che gli addetti ai lavoro stanno valutando sono il rinnovo di Opzione Donna e il potenziamento dell'Ape Sociale.

L'assegno unico per tutti

Un periodo particolare in cui il Paese cerca di uscire dalla pandemia, la Legge di Bilancio 2022 punta anche ad aiutare famiglie in difficoltà. Su questo fronte una delle ipotesi più accreditate ì quella di  un avvio a regime dell’assegno unico per i nuclei familiari con figli a carico. Una vera rivoluzione per quanto riguarda il sostegno alla genitorialità dopo lo strumento introdotta nel luglio scorso per le famiglie escluse dagli ANF (gli Assegni Familiari). Un assegno unico da erogare fino al 21esimo anno di età dovrebbe prendere il posto della attuali misure, come ad esempio il bonus bebè o le detrazioni fiscali. Restano però da chiarire molti aspetti tecnici relativi ai requisiti per ottenere l'assegno, come ad esempio il tetto Isee.  

La riforma fiscale e gli aiuti alle imprese

Oltre alle famiglie, anche le imprese dovranno essere sostenute nella ripartenza. Proprio per questo in cima alla lista degli interventi fiscali ci sono il taglio delle tasse sul lavoro, il finanziamento di nuovi ammortizzatori sociali e di altre misure di welfare. Sempre per quanto riguarda le imprese, è in ballo anche l'ipotesi di un disegno di legge che riveda al rialzo gli incentivi e favorisca l'aggregazione tra imprese e lo sviluppo di filiere.

Come chiarito dal NaDef, un altro obiettivo della riforma fiscale sarà il ''miglioramento dell’adempimento spontaneo'', ma non è ancora dove andrà a ''battere'' l'esecutivo. Oltre al taglio dell'Irap per imprese individuali e professionisti, potrebbe trovare spazio nella Manovra anche un intervento sulle aliquote Irpef. In questo caso i costi rimangono un'enorme incognita, la ''coperta'' sempre corta cui cui l'esecutivo dovrà fare i conti.

Reddito di cittadinanza, cashback e bonus 

Il governo potrebbe introdurre delle novità anche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, la misura ovviamente continuerà ad esistere, ma sono attese delle modifiche. Per una misura che rimane in carreggiata com l'RdC, ce n'é un'altra che vive in una sorta di limbo: il cashback. L'incentivo ad utilizzare i pagamenti elettronici è stato sospeso nel secondo semestre del 2021 e il suo destino è appeso ad un filo. Da una parte ci sono i costi ritenuti eccessivi rispetto ai benefici (circa 3 miliardi l'anno), dall'altra l'impatto di una misura che ha dimostrato di dare risultati nella lotta all'evasione e nel tracciamento dei movimenti. 

Passando ai bonus, l'unico che attualmente è certo del rinnovo è il Superbonus 110%, la cui scadenza è stata prorogata al 31 dicembre 2023 grazie alle risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ma non è chiaro cosa succederà agli altri bonus sulla casa che scadono a fine anno. Sarà quindi il testo definitivo a fare chiarezza sul destino di tante agevolazioni, dal bonus mobili all'ecobonus: al momento si parla di diversi rinnovi, ma non vi sono ancora certezze su quali agevolazioni non ''sopravviveranno'' al Capodanno. La Manovra prende forma, ma mentre i tasselli da mettere al loro posto sono ancora molti, il tempo a disposizione è sempre meno.

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